«Tua sorella verrà a cena, quella buon annulla. Spero che vedendo te che sei la più piccola, cambi idea sulla sua vita. Ma guardati, sei uno splendore oggi.» Sorrisi timidamente, aggiustandomi la treccia su di una spalla.
«Grazie mamma, anche tu sei incantevole, come sempre del resto» risposi e sentii un groppo in gola.
Mai e dico mai, avrei fatto passare a mia figlia una cosa simile.
Voleva vivere la sua vita? Bene, non le avrei intralciato il cammino.
Non vedevo l'ora di vedere Sofi, e finalmente dopo sue ore passare a parlare di scuola con mia madre, mia sorella fece ingresso in casa.
«Sofia» disse mio padre, e lei sospirò.
«Alejandro che piacere. Sinuhe, sei sempre più trucco e rughe.» disse parlando con i miei genitori. I miei borbottarono delle cose non molto piacevoli sul suo abbigliamento, ma lei cerco di non mandarli all'inferno.
La lascia passare tra i nostri genitori e qua di mi vide, corse ad abbracciarmi.
«Camila, piccolina, come va la vita?» Disse tranquillamente mentre di spalle alle due persone che ci avevano messo al mo do, mi faceva l'occhiolino.
«Meravigliosamente, cara sorella.» Che poi non capivo perché io dovessi parlare un modo di una vecchietta aristocratica. Quei due cinquantenni in fitta la loto vita no. Hanno fatto altro che ripetermi di ci portarmi così, di parlare così e tante altre cazzate non capendo che facendo così, sarei stata emarginata da tutti.
Peccato per loro, ma io non sono mai stata quel tipi di ragazza.
«Dovrei andare in bagno.» Esclamò mia sorella lanciando i uno sguardo ed io sorrisi, per poi guardare i miei genitori.
«Andiamo di sopra, così può usare la toilet.» Avvisai e loro annuirono.
Salimmo ed entrammo nel bagno, per poi abbracciarci di nuovo.
«Quanto mi sei mancata! Quei due sono dei pazzi maniaci del controllo, non ce la faccio più. Tu invece, come va la tua vita da ragazza libera e indipendente da quei vecchi li sotto?» Lei rise, portandosi una manco ai capelli.
«Alla grande, Mila. Dopo essermi laureata, ho iniziato a lavorare un un piccolo uffici che vende case schifose a gente snob e altrettanto schifosa, ma almeno lo stipendio è decente e potrò andare in giro per il mondo con il mio pickup. Mi sono anche fidanzata, e lui è un ragazzo stupendo, girerò il mondo con lui.» Sgranai gli occhi, portandomi una mano alla bocca, felice.
«Devi raccontarmi tutto!» Esclamai e lei rise, per poi farmi un sorriso malizioso.
«E tu, cosa mi racconti! Devi avere trovato una bella ragazza.» Alzai gli occhi al cielo.
«Si, ne ho trovata una. Peccato che io non la voglia.» Mi guardo confusa, dicendomi di spiegarmi meglio.
«La vicina, la figlia degli Jauregui. Mi da il tormento e l'altra notte stavo uscendo dalla finestra, come sempre, e lei mi ha fermata dicendomi con il suo tono strafottente che se non avessi fatto quello che diceva, sarebbe andata a spifferare tutto a mamma e papà. Quanto la odio.» Mi misi una mano sulla spalla.
«Bastarda la ragazzina. E quale sarebbero le sue condizioni.» La cosa che più amavo di mia sorella era che si interessava a me. Non faceva le solite domande di compassione, di cui la risposta non ti interessava minimamente, ma perché teneva me e voleva sapere che stessi veramente bene.
«Che io sia la sua ragazza.» Sorrise di nuovo, ed io mi corrucciai.
«Cosa hai da sorridere? Vorrei fare anche io come te, se ne avessi un motivo.»Anche se mia sorella delle volte, era un po' strana a mio parere.
Eravamo sorelle, e non so se sia un bene che mi assomigli dosi tanto, anche se sarebbe il contrario visto che lei è la maggiore.
«Voglio dire che devi stare al suo gioco! Magari ti divertirai, oppure troverai l'amore.»Disse con voce sognante l'ultima frase ed io ridacchiai.
«Ma cosa stai dicendo? Lauren ed io non abbiamo niente in comune, e ho iniziato già ad essere una stronza con lei. Voleva essere la mia ragazza, e ho pensato che se avesse una ragazza cattiva si stuferebbe velocemente e mi lascerebbe in pace una volta per tutte.»
Sbuffo, ed io sapevo già dove voleva andare a parare.
«Sei sempre così acida, così scontrosa, perché per una volta non mi dai retta? Sii più gentile, e vedrai che qualcosa di positivo ne riceverai anche tu, in questa storia. E poi dimmi, lei com'è?» Mi morsi il labbro pensando.
«Mora, occhi verdi. Non tanto più alta di me, spalle larghe e sul naso ha un piccolo piercing con cui gioca sempre credendo di farmi un dispetto. Per il resto è solo testarda, e abbastanza stupida direi.»Mi guardò a lungo, ed io l'assecondai nel suo silenzio pensieroso.
«Mi chiamerai un giorno, e mi dirai che questa Lauren è la tua ragazza e non per ricatto o roba simile. Me lo sento.» Riso, aprendo di nuovo la porta del bagno.
«Credici, Sofi. La sprezanza è l'ultima a morire.»
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Black Mail //Camren
Fanfic«Sei una brava ragazza, cara Camila. Ma si sa che le brave ragazze sono solo cattive ragazze che non sono ancora state scoperte. E chi sono io per dare il piacere ai tuoi di farti scoprire?» Dove lei viene ricattata cercando di non essere messa nei...
