[COMPLETA] Cassandra Bennet è una sedicenne come le altre, anche se in modo appartente, nata e cresciuta in una famiglia di Pacifici, fazione devota al benessere degli altri, nonostante abbia sempre ammirato quella degli Intrepidi.
Il test attitudi...
Eravamo sul treno che ci avrebbe portato nel luogo esatto in cui dovevamo, ancora non ci credo, giocare a ruba bandiera: << Mi manca il mio letto e il mio cuscino >> mi lamentai con Evelyn: << A chi lo dici Cassie, speriamo di finire presto, così possiamo ritornarcene a letto... e poi vorrei riprendere il bellissimo sogno che stavo facendo >> << Beata te, io stavo avendo un incubo >> sbadigliai come un orso: << Incubo? Non mi dire che... >> << Sì hai capito, ci stavamo baciando e poi non so come, ero nel suo letto a fare >> non continuai perché a parlare di certe cose, diventavo rossa in viso: << Più che un incubo credo che tu abbia avuto un bellissimo sogno >> << Non è il sogno ad essere brutto, ma il soggetto >> soggetto che a quanto pare si stava avvicinando a noi
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<< Eric dobbiamo fare le squadre >> lo informò Quattro: << Inizio io >> e mi guardò
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<< Pacifica >> andai vicino a lui, ora era il turno di Quattro: << Evelyn >> << Peter >> << Jackson >> e via di seguito finché non fummo chiamati tutti: << Dato che Eric hai iniziato per primo, ci dovete dare cinque minuti di vantaggio... squadra? Noi scendiamo qui >> la squadra di Quattro saltò dal treno, "come ero nella stessa squadra di Eric, perché proprio io?" << Possiamo scendere >> ordinò Eric è così anche noi ci buttammo dal treno e iniziammo a correre verso un posto riparato, dove avevamo la visuale a 365 gradi: << Allora, dobbiamo trovare un posto per la bandiera e dovremmo scoprire dove la tengono loro >> disse Eric guardandoci tutti, ma a me venne un idea, iniziai ad arrampicarmi sull'albero: << Pacifica cosa credi di fare? >> mi domandò alterato Eric: << Sto facendo quello che hai appena detto tu... cerco la bandiera di Quattro >> e continuai ad arrampicarmi, ma senza volere misi male un piede e scivolai per qualche metro di altezza, finché non riuscì ad aggrapparmi a un ramo: << Tutto bene? >> << Sì Eric tutto bene >> arrivai in cima all'albero e la vidi, era sulla ruota panoramica, senza farmi male iniziai la discesa e quando toccai terra con i piedi mi avvicinai alla mia squadra: << La bandiera è sopra alla ruota panoramica, il problema è dove mettiamo la nostra? >> ci guardammo attorno e vidi un edificio abbandonato: << Che ne dite di quell'edificio? Ha solo una porta d'ingresso e riusciremo a vedere chi entra e chi esce >> Eric analizzò bene l'edificio: << Sì va bene... allora Peter, Keira e Jonathan voi state di guardia alla bandiera, mentre io e Cassie cerchiamo di recuperare la bandiera di Quattro >> gli ordini che da Eric non andarono contradetti, anche se io preferivo giocare in difesa, anziché in attacco: << Andiamo Pacifica >> e iniziammo a correre tra gli edifici abbandonati, sempre sull'attenti: << Eric? >> << Shh, potrebbero sentirci >> mi bisbigliò il ragazzo dallo sguardo di ghiaccio: << Perché mi hai scelto? Potevi scegliere subito Peter, dato che è più forte di me e... >> rallentò la corsa, fino a quando non si fermò: << Pacifica... stammi a sentire... ti ho scelto per prima perché tu sei più forte di chiunque dei trasfazione, quindi mettiti il cuore in pace e stai attenta >> in quel preciso istante la squadra di Quattro iniziò a sparare, ci accasciammo per terra: << Hai un'idea migliore capo? >> lo sfottei ridendo: << Sì tu farai da esca, mentre io ti copro >> << Quindi sacrifichi me per salvarti il culo... bel capitano che abbiamo >> non aspettai neanche che Eric iniziasse a sparare, che mi alzai e iniziai a correre verso il fuoco nemico; correvo a zig zag cercando di non farmi colpire, finché non scivolai dietro a un albero, caricai il fucile e sparai colpendo quasi tutti, quando mi rialzai camminai sull'attenti e mi guardavo intorno, quando ad un certo punto qualcuno mi puntò il fucile sulla pancia: << Corsa finita Cassie... mani in alto >> era Quattro "forza Quattro sparami, se vuoi vincere devi spararmi" << Dov'è Eric? So che è insieme a te, non ti lascerebbe mai da sola >> << E che ne so dov'è quello... l'ho lasciato in mezzo a un campo >> e scoppiai a ridere perché era la pura verità: << Dai Cassie, sii seria almeno una volta... dov'è Eric? >> non riusciva più a trattenere le risate: << Che ne so!! Magari è morto, oppure si è andato a nascondere da qualche parte >> qualcuno sparò nel buio e andò a colpire Quattro, quel qualcuno era Eric: << Morto? Nascosto da qualche parte? >> mi rimproverò serio, iniziai ad arrampicarmi sulla ruota, seguita da Eric: << Dovevo inventarmi una scusa del perché non c'eri >> << Ero sempre dietro di te, nascosto nell'ombra >> arrivai dentro alla cabina e la presi, l'allungai ad Eric, scendemmo senza ammazzarci e quando fummo a terra urlai: << Abbiamo vinto... abbiamo vinto >> Quattro che fino a quel momento era disteso a terra "morto" annunciò che la squadra di Eric (ovvero anche la mia) aveva vinto e che potevamo tornare a letto, guardai l'orologio e segnava le 5:30, ormai albeggiava, mi staccai dal gruppo, che stava rientrando e mi arrampicai sulla ruota, andando verso la cabina più alta, l'aprii e mi sedetti al suo interno, dando le spalle all'ingresso: << Che cosa ci fai qua Cassie? Dobbiamo rientrare >> non mi ero neanche accorta che mi aveva chiamata per nome, dal che ero impegnata a guardare il cielo, che pian piano si stava colorando di arancione: << Sta albeggiando.... com'è bella >>
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Eric si sedette vicino a me, sentivo il suo sguardo su di me: << È bella come te >> mi voltai per guardarlo e il suo viso era vicinissimo al mio, mi specchiai nei suoi occhi di ghiaccio e gli accarezzai le guance, si stava avvicinando sempre di più a me finché le sue labbra non si posarono sulle mie, fu allora che mi sentii come non ero mai stata prima, pensavo e mi chiedevo se lo volevo veramente, se potevo o no accettare il bacio di Eric oppure mi sarei allontanata e gli avrei tirato uno schiaffo, ero assalita dai miei mille dubbi, ma poi sentii il mio cuore battere a mille, così posai una mano sul petto e con grande sorpresa scoprii che anche il suo batteva a forte quanto il mio, le nostre labbra giocavano armoniosamente l'una con l'altra, mi strinse di più a se, finché non mi alzò e mi mise seduta sulle sue gambe, lo strinsi di più a me, con la paura che potesse scappare via, via da me e chi lo avrebbe mai detto che quel gioco così tanto tradizionale avrebbe portato Eric, l'intrepido dal cuore di ghiaccio, a baciarmi sulla ruota panoramica durante l'alba: << È ora che andiamo Pacifica >> mi sussurrò sulle mie labbra: << Lo credo anch'io >>.