Mi sveglio ma per una volta non mi va ancora di aprire subito gli occhi, ho dormito così bene... E' da tempo che non mi sento così rilassata. Sento dei passi in corridoio e apro gli occhi, la prima cosa che vedo è una mano. Subito ricordo la notte passata: Leonida è rimasto con me. Mi giro lentamente cercando di non svegliarlo, quando dorme ha un volto totalmente diverso dal solito: non ha più quell'espressione perennemente arrabbiata, anzi sorride. Di riflesso viene anche a me da sorridere; allungo una mano voglio così tanto fargli una carezza, non oserei mai farlo se fosse sveglio, ma non riesco a controllare la mano che si alza come se avesse vita propria. Appena arrivo a un soffio della sua guancia sento bussare, faccio appena in tempo a ritirare la mano che Julien apre la porta.
"Clio non riesco a trovare Leon..." lascia la frase a metà appena vede che colui che cerca è nel mio letto. Anche Leonida si è svegliato
"Perché pensi che io sia sparito?" dice non curante di quello che sta sicuramente pensando Julien.
"Non ti trovavo da nessuna parte, pensavo che ne stessi combinando una delle tue. - dice continuando a guardare me e Leonida a turno - com'è andata con la cugina di Clio?"
"Tutto bene, mi ha creduto subito, non so cosa le hai detto - dice rivolgendosi a me - ma ha accettato tutto senza nessun commento" detto questo si alza. Julien mi guarda sempre più stupito dato che si è accorto che indosso una maglia non mia e che Leonida non la indossa proprio. "Quindi cosa dobbiamo fare per l'arrivo di quel folle?" continua Leonida. Saltella sul posto sciogliendo i muscoli.
"Per prima cosa cambia atteggiamento, non stiamo per affrontare un incontro di boxe..." risponde Julien
"Sarà il caso di mettere le divise al completo; e spostare i due prigionieri in un altra cella" intervengo io.
"Si le divise sono necessarie. Ho già spostato i prigionieri, sai non tutti dormono come voi due!" dice Julien con tono sarcastico.
"Hai finito? Oppure sei geloso - ribatte Leonida con tono di superiorità - magari saresti rimasto volentieri a dormire anche tu se i ruoli fossero stati invertiti!".
"Leonida smettila! Ora stai esagerando!" dico incrociando le braccia e alzandomi a mia volta dal letto.
Lui mi guarda e ride dicendo "Vedo che qualcuno si è alzato dal lato sbagliato! Eppure ieri eri tu a dire che volevi la mia compagnia!"
"Dai Leo non farla agitare ancora di più!" continua Julien ridendo.
Non ci posso credere mi prendono in giro "Fuori! Devo cambiarmi!" Escono ridendo. Faccio in tempo solo ad aprire l'armadio che sento nuovamente bussare "Cosa volete ora? Non mi sembra che ci sia qualcosa di così divertente oggi!".
Mi giro quando sento aprire la porta, è Julien che dopo essere entrato richiude la porta dietro di sé. "Allora mi dici cosa è successo tra voi due oppure traggo le conclusioni da solo?"
Sospiro e rispondo "Non è come pensi, ho avuto un incubo... Precisamente un ricordo. Quella volta in cui Arrunte mi aveva bloccato in corridoio."
"Ok... Leonida dove entra in gioco?"
"Sognavo e stavo rivivendo tutte le sensazioni di quella volta. Avevo paura, cercavo di scappare. Non so come mai ha sentito qualcosa. Quando gli ho chiesto mi ha risposto che ha 'percepito' la mia paura ed è venuto a vedere qual era il motivo"
"Io non ho percepito nulla, quindi devi aver comunicato attraverso il Vostro canale; quello che ti ostini a negare tra l'altro!"
"Sarà stato il caso..."
"Sai perfettamente che non è così! Devo elencare tutte le volte? - sospira- Sai che devi parlargliene, sarebbe un vantaggio per entrambi. Se continui a nasconderglielo prima o poi se ne accorgerà e si arrabbierà perché penserà che gli hai mentito"
"Lo so... Ma come faccio a spiegargli? E' davvero una cosa molto privata. Passo tutto il tempo a bloccare le sue sensazioni e anche le mie, sai cosa vuol dire condividere ogni minima cosa?"
"Non lo so, hai ragione... Ma capisci le potenzialità?"
"Si certo... Ma per ora non voglio parlarne"
"D'accordo, ora svelta metti la divisa ti aspettiamo in ufficio" detto questo esce.
Facile per lui pensarla così, non capisce che se volessi sarei in grado di percepire ogni minimo pensiero di Leonida e lui i miei. Tutto è successo quando ancora non controllavo i miei poteri, in quel periodo me ne stavo da sola per non sentire nessuno. Un giorno stavo per impazzire a forza di sentire tutte quelle voci; fu Leonida a trovarmi, prese il mio viso tra le mani e facendo incontrare i suoi occhi con i miei mi disse di concentrarmi solo su di lui. Lo feci. Non so cosa è successo ma da quel momento si è creato il Nostro legame. Ancora non lo conoscevo ma dal quel giorno, sono attratta dalla sua mente per questo so sempre cosa sta facendo e pensando. Con il tempo ho imparato a chiudere il canale, come posso dirgli di essere legata a lui così profondamente?
Indosso la divisa: pantaloni neri attillati, canotta nera, foulard bianco al collo e una giacca in pelle. Entrando nel nostro ufficio vedo Julien e Leonida già pronti
"Bene, ora che sei arrivata anche tu possiamo scendere, come dicevo a Leonida lo accoglieremo alla porta dopo di che vedremo cosa desidera fare"
"Va bene, spero che non sia in vena di follie.."
"Coraggio andiamo" dice Leonida avviandosi verso la porta seguito da me e Julien.
Sentiamo arrivare una macchina e apriamo il portone. E' un auto nera con i vetri oscurati, si apre una portiera ed esce Arrunte. Julien e Leonida si mettono accanto a me, rimaniamo fermi a guardarlo.
"Ma guardate un po' chi si vede! I Tre! Ah ah ah come adora chiamarvi mio padre! Ci divertiremo tantissimo insieme! Specialmente con te piccola musa!"
Sentire pronunciare quelle parole mi fa sentire un brivido freddo lungo la schiena. Prevedo molti guai.
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Dominatores
ParanormalClio una ragazza del tutto normale si ritrova improvvisamente a far parte di una nuova società "potenziata". Come farà a seguire gli ordini sapendo che aiuterà a creare un nuovo equilibrio di potere a scapito dei più deboli? Salverà le persone che l...
