Continuo a tenere gli occhi chiusi, sento dolore ovunque, cerco di concentrarmi sulle braccia che mi stringono. Vengo appoggiata su un lettino, provo ad aprire gli occhi ma non ci riesco più di tanto, sicuramente ho il viso molto gonfio.
"Hey Clio, piano non preoccuparti ci prenderemo noi cura di te" mi dice Leonida parlando a bassa voce.
"Mi sento confusa... emm.. la testa.." cerco di parlare ma non ci riesco molto.
"Ora ti disinfettiamo tutte le ferite, quelle alla schiena sono le peggiori devo farle smettere di sanguinare. Adesso ti mettiamo seduta, appoggiati a Leonida così non ti affatichi" per fortuna c'è Julian a dirci cosa fare, alzo un attimo lo sguardo e intravedo Leonida che ha uno sguardo confuso e preoccupato, al punto di non commentare gli ordini di Julien.
Mi aiutano a tirarmi su, dopo di che Julien taglia la canotta e inizia a tamponarmi le ferite, cerco di concentrarmi sul cuore di Leonida che inizialmente batte in modo frenetico e poi sempre più piano. Dopo un po' di tempo chiedo con voce rauca "Cosa faremo con Arrunte?"
"Appena finiamo qui vado a prenderlo a pugni, fino a quando non ricorderà neppure il suo nome!"
"Smettila Leo, non c'è bisogno di essere così violenti, me ne occuperò io. Chiamerò Caesar e racconterò che il suo caro figliolo ha messo in pericolo la sua protetta, violando le regole dell'arena"
"E' questo basterà? Sai perfettamente che non lo punirà! Dovremo pensarci noi!"
"Naturalmente, io non ho mai detto che andrà via da qui indenne. Probabilmente sarà un po' indolenzito al momento della sua partenza".
Finalmente ha finito di medicarmi, dopo avermi avvolta con delle garze mi adagiano lentamente sul letto. Ora riesco a vederli in viso e scorgo il loro sguardo diabolico, puniranno loro Arrunte.
"Cerca di dormire, purtroppo non posso darti nulla per calmare il dolore." Julien mi accarezza la testa ed esce.
"Dovevi scegliermi come campione, perché devi sempre ridurti in questo stato?"
"Dovevo farlo, hanno messo in dubbio la mia autorità. Come faccio a farmi rispettare dai miei sottoposti se i primi due arrivati, anche se delle Guardie, fanno ciò che vogliono? Hanno avuto ciò che si meritano, ora non sono più un problema..."
"E' inutile discutere con te... - sbuffa - Cerca di riposare, tornerò tra poco" si china su di me e mi lascia un bacio sulla fronte togliendomi la 'corona' che blocca i miei poteri, si avvicina alla porta e dopo un ultimo sguardo esce.
Cerco di riposare ma non ci riesco, inizio a guardarmi intorno e mi accorgo di essere in infermeria. Vedo sul fondo a sinistra un porta, mentre sulla destra un carrello pieno di bende insanguinate. Decido di alzarmi, con un po' di fatica arrivo a quella porta e scopro che è un bagno. Mi avvicino allo specchio e vedo il mio volto: è un disastro. Tolgo ciò che resta dei miei vestiti e scopro con orrore di essere ricoperta di lividi e sangue: non riesco a guardarmi. Dopo essermi lavata torno a sdraiarmi, Caesar si arrabbierà tantissimo; purtroppo sono davvero la sua musa, lo ripete continuamente da quel giorno nel corridoio dell'università. Sempre per questo motivo ho cambiato il mio nome in Clio, la musa della storia: quale poteva essere se non questo, per una studentessa di storia?
Sento bussare e dalla porta entra mia cugina "Come stai?" mi dice piangendo.
"Un po' meglio non preoccuparti, non è nulla di grave passerà tra un paio di giorni"
Prova ad abbracciarmi cercando di evitare tutte le ferite.
"Paolo mi ha raccontato... Con un pugno ha creato una crepa! Quindi ogni volta che ti colpiva..." si porta una mano alla bocca e continua a piangere, poso una mano sulla sua spalla.
"Davvero è passato, vederla da fuori sembra una cosa pazzesca, ma ricordati che sono molto più resistente - cerco di sorridere per quanto mi sia possibile - piuttosto come sei arrivata qui?"
"E' stato quel tuo amico pauroso"
"Leonida?"
"Si lui... E' venuto a casa dicendo che avevi bisogno di me. Gianluca e Paolo non volevano lasciarmi venire dopo aver visto quei mostri nell'arena, ma dovevo! Non posso lasciarti sola!".
Sospiro, non ci credo che Leonida abbia fatto una cosa simile solitamente non avrebbe perso tempo.
"Tu come stai? Continui a bere solo l'acqua che ti diamo noi?"
"Si sto bene... Sono solo un po' preoccupata per il bambino..."
"Cosa ti preoccupa?"
"Non so se il bambino sta bene, a quante settimane sono, se ho carenza di qualche vitamina..." sta per iniziare a piangere.
La blocco subito dicendo "Sei tra la quinta e la sesta settimana perché è in quel periodo che si avvertono le prime pulsazioni, vorresti sentirle anche tu?"
"Puoi farmele sentire?"
"Si, dammi la mano e rilassati. Metterò la mia mente in contatto con la tua, ora chiudi gli occhi e respira profondamente"
Fa come le dico, allungo una mano e la poggio sulla sua pancia. Cerco prima la sua mente e poi mi concentro sul bambino, iniziamo a sentire il battito. E' molto emozionante sentire la nuova vita che si sta creando, dopo alcuni minuti apro gli occhi e Vedo Cristina in lacrime, per l'emozione questa volta.
"Visto? Va tutto bene non devi preoccuparti!" c'è voluta molta concentrazione e adesso sono stanca.
"Mi racconterai mai tutto quello che è successo dopo essere stata infettata?"
"Cristina sarebbe un racconto dell'orrore, voglio solo dimenticare. Qui è ancora tutto abbastanza tranquillo, ma non sarà così per molto. Piuttosto raccontami cosa hai fatto tu". Inizia a raccontare, rimango ad ascoltarla con gli occhi chiusi.
"I tuoi lividi stanno sparendo!" esclama improvvisamente.
"Si, guariamo molto velocemente; caratteristica molto utile per il nostro stile di vita!" inizio a ridere e Cristina mi segue poco dopo, con un espressione non molto convinta.
Ad un certo punto mi addormento, percepisco la rabbia di Leonida arrivarmi ad ondate. Sono troppo debole per chiudere il contatto ma anche per percepire bene le sue emozioni. Non so quanto tempo sia passato, intorno a me è tutto buio, Cristina non c'è più, richiudo gli occhi.
Sento aprire la porta ma non ho la forza di aprire gli occhi, qualcuno si avvicina a me e sussurra "Mi sento morire vedendoti così"; mi lascia un bacio sulle labbra. Cerco di aprire gli occhi ma quando ci riesco sono di nuovo sola: non so chi sia stato.
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Dominatores
ParanormalClio una ragazza del tutto normale si ritrova improvvisamente a far parte di una nuova società "potenziata". Come farà a seguire gli ordini sapendo che aiuterà a creare un nuovo equilibrio di potere a scapito dei più deboli? Salverà le persone che l...
