La notte passata non ho riposato molto bene, la festa di questa sera mi preoccupa tantissimo. Faccio una doccia veloce e poi scendo per fare colazione, appena apro la porta trovo seduti al tavolo Julien e Leonida, per fortuna di Elena neanche l'ombra! Mi avvicino ai miei due compagni dandogli un bacio sulla guancia.
"Hey! Non va bene, devi ritentare!" esclama Leonida
Mi volto avvicinandomi a lui per lasciargli un bacio sulle labbra.
Mi allontano leggermente e strofino il mio naso contro il suo, ci sorridiamo a vicenda. Purtroppo sento una voce acuta avvicinarsi: possiamo dire addio al nostro bel momento!
Faccio appena in tempo a sedermi al mio posto, ovvero tra Julien e Leonida, che Elena fa la sua entrata.
"Questo posto è un incubo! E tu perché sei seduta sulla mia sedia?" dice rivolgendosi a me.
"Elena questo è sempre stato il mio posto... Perché questo paese è un incubo? Oltre a te che lo rendi tale ovviamente..." le rispondo cercando di contenere il mio sarcasmo.
"Cerco qualcuno che mi faccia i capelli, le unghie... Un estetista qualificata!" continua alzanto il tono di voce ad ogni parola.
Cerco di rimanere seria ma, appena guardo Leonida e Julien, non riesco più a trattenere le risate.
"Non ridere mostriciattolo! Tu avresti bisogno di un miracolo!" mi urla contro.
Le sue parole non mi fanno arrabbiare questa volta
"Ora fai colazione, dopo ti porterò l'estetista migliore!"
Con questo riesco a zittirla e riuscire a fare colazione tranquillamente.
Passo l'intera mattina a cercare tutte le cose richieste da Elena, dopo di che cerco di sparire della sua stanza ma Julien venendo verso di me esclama
"No no cara! Ieri sono rimasto tutto il giorno con lei, ora tocca a te! Non sia mai che le facciano un fiocco storto e decide di fare una strage!"
"Ok, faró io la balia di Elena oggi..." detto questo rientro in quella stanza che ormai sembra solo un salone di bellezza.
Dopo ore e ore di creme, balsami e prodotti vari è pronta, deve solo indossare l'abito.
"Elena hai bisogno di altro?" chiedo sperando che ogni sua richiesta sia stata esaudita
"No! Manda tutti via! Non voglio più vedere nessuno, te compresa!" mi risponde spingendomi fuori dalla sua stanza, chiudendo immediatamente la porta.
Finalmente ho del tempo per me, vado nella mia stanza e mi concedo un lungo bagno per rilassarmi. Dopo un'oretta corro da mia cugina per farmi sistemare i capelli: è lei ad aprirmi.
"Finalmente! Iniziavo a pensare che avessi cambiato idea!" esclama Cristina
"Scusami, ma ho avuto un problemino..."
"Ora sei qui! - batte le mani poi afferra il mio braccio e mi trascina in bagno, dove ha già sistemato una sedia - allora cosa faccio?"
"Non lo so Cris, qualcosa di semplice che li tenga fermi..." le rispondo alzando le spalle.
"Mmm... Che ne dici di una treccia laterale?" mi chiede con faccia dubbiosa
"Si, va benissimo!"
Inizia a dividere le varie ciocche e a pettinarle, appena comincia a intrecciarle le chiedo.
"Quando c'è stata la presa di potere della Legione, cosa è successo qui?"
"E' successo tutto di notte, improvvisamente abbiamo sentito degli spari. Avevamo paura perché non capivamo cosa stesse succedendo, poi è calato il silenzio. Sinceramente è stato proprio quello a terrorizzarmi, non si sentiva niente, come se non ci fosse vita. E' stato in quel momento che ho capito: erano le persone che ti avevano cambiata a sparare, non era solo una setta ma un organizzazione. Ci hanno obbligato ad andare tutti in piazza, come per il vostro arrivo, li hanno ucciso tutti quelli che si ribellavano. E' stato terribile..."
"Scusa non avrei dovuto chiederti..."
"Ora voglio chiederti io una cosa - ha finito di fare la treccia e si appoggia al lavandino - sai dove sono mamma e papà?" inizia a piangere, mi alzo e la abbraccio
"No Cris, mi dispiace. Dove erano quando tutto è cominciato?" cerco di sembrare calma, ma so che se non sono qui le probabilità di trovarli sono quasi nulle.
" 'Il viaggio dei loro sogni' ricordi? La famosa crociera per i cinquanta anni di mamma..." mi risponde stringedomi di più a sé.
"Si, ricordo... Ti prometto che farò il possibile. Ora vieni andiamo a prendere un bicchiere d'acqua".
Dopo averla fatta sedere, le chiedo
"Dove sono Gianluca e Paolo?"
"Gianluca è a lavoro, anche Paolo credo... In realtà non lo vedo più molto, passa molto tempo a casa di Pamela, qui ci sono troppi ricordi..."
"Chi è Pamela?" le chiedo cercando di cambiare discorso
"A quanto pare la sua ragazza!" inizia a ridere e io con lei. Almeno per un po' dimentica la tristezza.
Passo ancora del tempo con Cristina, poi torno nella mia stanza per indossare il vestito. E' davvero stupendo, più lo guardo e più mi sembra perfetto, come se mi rappresentasse. Mi trucco leggermente gli occhi e metto un rossetto rosso. Ormai è ora di andare, mi guardo un ultima volta allo specchio ed esco dalla stanza. Appena inizio a scendere le scale sento le voci di Leonida e Julien parlare e la risata di Elena. Solo Julien è girato verso di me quindi è il primo a vedermi, infatti esclama
"Clio! Sei magnifica!"
Elena e Leonida si voltano a guardarmi e la prima dice
"Ma Julien, avevi paragonato me a una stella!"
"Si certo, ma quando il sole sorge tutte le stelle scompaiono!"
Non posso che arrossire al suo complimento
"Grazie Ju, mi sembra di ricordare che sia una frase di Agatha Christie, giusto?"
"Infatti! - interviene Leonida spingendo Julien - Poirot va' a risolvere qualche delitto!"
Elena ci guarda confusa "Di cosa state parlando?"
La ignoriamo e scendiamo a prendere la macchina.
Impieghiamo qualche ora ad arrivare alla villa dove ci sarà la festa, appena la vedo resto senza parole. Sembra un'antica villa romana con tutte le modernità, ai lati della strada che conduce all'entrata ci sono delle fiaccole; appena scendiamo dalla macchina vedo un sacco di ragazzi in smoking. Guardandoli bene molti li riconosco perché erano con me al campo: sembra una rimpatriata.
Elena si allontana subito da noi per raggiungere chissà chi,
"Restiamo tutti insieme..." ci ricorda ancora una volta Julien.
Una volta entrati molti si girano a guardarci, hanno paura e rispetto nei nostri confronti. Sul fondo della sala c'è una grande scala da cui scende Caesar: cala un silenzio assoluto, gli occhi di tutti sono rivolti verso di lui.
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Dominatores
ParanormalClio una ragazza del tutto normale si ritrova improvvisamente a far parte di una nuova società "potenziata". Come farà a seguire gli ordini sapendo che aiuterà a creare un nuovo equilibrio di potere a scapito dei più deboli? Salverà le persone che l...
