La ragazza si rigirava tra le mani la penna. Oggi Chris mancava, e lei si stava annoiando a morte. "Signorina Gray..." Astrid ritornò con la testa sulla terra, rivolgendo la sua attenzione alla proffessoressa che le stava davanti con le braccia conserte. "Scusi prof..." sbadigliò. Una risatina partì dal fondo dela classe, e la proffessoressa spostò lo sguardo da astrid, ad Alec. "ha qualcosa da ridere Williams?" chiese irritata. "No signora, stavo solo cercando di chiederle se potevo venire affianco alla signorina Gray per seguire meglio la lezione." la classe rise, compresa Astrid che si era giraa nel preciso momento in cui Alec aveva incominciato a parlare. "mi dispiace signorino, ma stiamo facendo letteratura non anatomia, quindi stia pure la, e la smetta di sparare cavolate" rispose irritata la prof white. Le risate aumentarono, e Astrid si copì il volto con i suoi capelli, anche se corti. Come se non l'avesse ascoltata, Alec si alzò dal suo posto, per poi sedersi affianco alla ragazza. "Alec! Vada fuori, immediatamente!". Il ragazzo si lamentò. "Prof se Astrid mi deve far copiare i compiti non è colpa mia." la White, sorpresa del comportamento di Astrid, la cacciò dalla classe, insieme ad Alec che ormai cercava in tutti i modi di attirare l' attenzione della mora, dopo quel bacio. Sbuffando Astrid si mise a camminare con le mani in tasca. Non capiva perchè Alec insistesse tanto a parlare con lei. Lei voleva essere lasciata in pace col suo segreto, senza che nessuno la mettesse in pericolo. "Che hai da fare stasera?" chiese Alec, che le si era affiancato. "Devo incontrare un tizio per vedere se mi prendono per un lavoro." era vero. Astrid cercava in tutti i modi di trovare lavoro, per sostituire il suo. "Puoi lavorare da me e mio padre, tanto gestisce una catena di bar e gli serve personale. Di un po', balli?" le chiese pensieroso. Annuì lentamente. "Non lo pratico da un annetto o due.." "Ok". La conversazione si chiuse lì e seguì un lungo silenzio. Astrid si sentì prendere per il braccio. "Ti ho detto di non tenere lo sguardo basso, e da quando camminiamo non lo hai sollevato niente." sbuffò Alec. Era stanco delle insicurezze della ragazza, ed era pronto ad aiutarla a superarle tutte. "Vieni on me."
"Guarda, guarda lì quei due che si sono appena appartati dietro l'albero." Alec indicò due che si stavano baciando, non sapendo di essere spiati da due paa di occhi. "non si indica la gente." gli schiaffeggiò la ano Astrid. Erano sul tetto della scuola, osservando i compagni usciti in cortile, per la merenda. le afferò il polso scherzosamente. "Hai osato schiaffeggiarmi al mano? Vieni qui piaccola peste" urò Alec vedendo astrid scappare ridacchiando. "Astrid, vieni fuori, sarò clemente, altrimenti..." lasciò in sospeso a frase notando una punta di scarpa, uscire da dietro un pilastro. Si avvicinò cauto. Due braccia l'avvosero e Astrid urlò spaventata. La presa intorno alla vita, si tolse. "Ahia l' orecchio, ma quanto fiato usi?" Chiese massaggiandosi Alec. astrid sorrise, per poi scoppiare a ridere, seguita a ruota dal ragazzo.
Passò mezz' ora, e loro continuavano a ridere e a scherzare. Alec si fermò di colpo. "C-che c'è?" chiese titubante Astrid. "Verrai a lavorare con me?" chiese serio Alec. No, non poteva lavorare con lui, era già tanto essere amici, ma non poteva stare sempre vicino a lui. Astrid doveva stare lontana dai guai, non lavorarci. "Va bene":
#AngoloAutrice
Ciao a tutti, ecco finalmente il capitolo. Il prossimo a 3 like e 3 commenti, ok?
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Diamond
RomanceNon aveva il cuore ne di pietra, ne di ghiaccio. Entrambi si potevano rompere facilmente. Lei era diversa da tutti. Aveva il cuore di Diamante: indistruttibile. Di diamante erano anche le sue barriere, per non permettere a nessuno di sapere cosa si...
