Giulia guardava l'orario sul suo telefono. Erano le quattro e quaranta, ed era già in ritardo di dieci minuti. Sospirò sconsolata, aveva dovuto cambiare tre autobus per arrivare in quella dannata via. "Sta calma, è un cantante famoso. Di sicuro sarà anche lui in ritardo!" si disse, cercando di non dare di matto, quando l'autobus si fermò ad un semaforo. Quattro e cinquanta, dieci minuti dopo era scesa dal quell'inferno con le ruote. Iniziò a guardarsi intorno, il navigatore le indicava che ci volevano all'incirca dieci minuti per poter arrivare a piedi all'indirizzo che le aveva dato Niccolò. Sospirò ancora e accelerò il passo sperando di recuperare qualche minuto. Svoltò l'angolo a destra come diceva il navigatore e qualche metro più avanti vide la figura di un ragazzo incappucciato che faceva avanti e indietro, fumando una sigaretta. Giulia si bloccò all'istante e si sistemò i capelli smossi dal vento, prese un profondo sospirò e si avvicinò al ragazzo di spalle.
- Niccolò? – chiese titubante, sperando che il diretto interessato non si fosse scocciato di aspettarla e fosse andato via. Il ragazzo si bloccò sui suoi passi e si voltò lentamente verso di lei. Portava come sempre gli occhiali da sole.
- Ah, finalmente non ci speravo più! – disse tirandosi giù il cappuccio della felpa che indossava.
- Aspetti da molto? – domandò Giulia mordendosi il labbro.
- Avevamo detto alle quattro e mezza e sono le cinque! – rispose lui.
- Perdonami e che sono a Roma da due giorni e non la conosco ancora bene, ho cambiato tre linee di autobus! Solitamente sono molto puntuale! – disse lei, continuando a torturarsi il labbro inferiore. Lui scoppiò a ridere, tranquillizzandola.
- Va bene non preoccuparti. Su entriamo! – le indicò il negozio alle sue spalle e con galanteria le aprì la porta facendola entrare. Lei gli sorrise ed entrò nel locale, con le guance in fiamme. "Che figura!" pensò. Cercò di concentrarsi sul negozio, guardandosi intorno scoprendo mille e più modelli di telefonini nuovi e vecchi.
- C'è nessuno? – disse Niccolò ad alta voce, facendola sobbalzare per un attimo.
- Arrivo! – si sentì gridare dal retro del bancone e un attimo dopo un uomo sulla trentina sbucò fuori, completamente ricoperto di tatuaggi, persino sul testone pelato.
- Ma guarda chi se vede! – disse questi quando riconobbe il cantante.
- Cià Carlè! – salutò Niccolò avvicinandosi e battendogli il cinque.
- Tutto a posto? – chiese Carlo da dietro al bancone.
- Se tira avanti! – rispose l'altro, intavolando un discorso del quale Giulia non capiva assolutamente nulla. Di fatti la ragazza fece qualche passo indietro, lasciando i due a parlare tranquillamente. Da quel che aveva capito erano vecchi amici e non si vedevano da tanto. Occupò il suo tempo, iniziando a guardare i vari modelli di telefonini che Carlo aveva esposto. Da i più antichi, da collezione, a quelli più moderni.
- Ma guarda te come sto fori io, ah signorì le serve qualcosa? – disse ad un tratto Carlo, bloccando Niccolò. Giulia alzò la testa confusa, fissando i due.
- Lei è con me! – disse Niccolò, facendole segno di avvicinarsi. Carlo lo guardò con un sorriso malizioso.
- Te stai a divertì parecchio vero Morico'? – disse dandogli una gomitata giocosa. Giulia guardò i due rossa in viso, per poi chinare lo sguardo sui suoi stivaletti.
- Ma che stai a dì ah Carlè! – rispose il cantante sentendosi in imbarazzo. Carlo rise di gusto alla scena, facendo innervosire ancora di più il povero Niccolò. Giulia si schiarì la voce per attirare l'attenzione in modo da cambiare argomento e concentrarsi su quello che erano andati a fare. Estrasse dalla sua borsa, il telefonino che ad ogni tocco si sbriciolava sempre di più.
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Piccola Stella // Ultimo
Fanfiction- Vuoi fare un po' di attenzione quando cammini!? - disse lei con un tono di voce un tantino alto. Il ragazzo non la degnò di uno sguardo, si limitò a bofonchiare un semplice "mi spiace" e se ne andò di tutta fretta, lasciando Giulia completamente e...
