In macchina, né Giulia, né Niccolò proferirono parola. Si sentiva solo la voce del navigatore che segnalava, al ragazzo, la strada da seguire per arrivare a casa della castana.
- Ѐ questa! – disse Giulia, quando arrivarono. Si slacciò la cintura e fece per scendere dall'auto, bloccandosi.
- Ti aspetto qui! – l'avvertì lui, ma lei negò con il capo.
- Ѐ meglio che tu vada. È tardi e poi io posso prendere l'auto di Laura! – abbozzò un sorriso lei.
- Ascolta so che non è il momento ma noi abbiamo un discorso da finire e... - iniziò lui, ma la castana lo bloccò con una mano.
- Ripartiamo da zero. Quel bacio è stato un errore, la debolezza di un momento. Nulla di più! – lo declassificò lei. Poi sospirò e con tutta la forza che aveva allungò la mano destra. - Amici, ti va? – disse, provando a sorridere. Niccolò guardò dapprima la sua mano, poi lei, indeciso sul da farsi. Non ci capiva nulla neppure lui, di quello che stava succedendo. Questa ragazza era arrivata come un terremoto nella sua vita, e gli si era infilata sotto la pelle, destabilizzandolo. Non capiva cosa provava, una cosa era sicura, si sentiva molto attratto da lei, come un magnete sul frigo. Lo aveva capito quel pomeriggio al Colosseo, quando aveva fatto di tutto per guardarla negli occhi, per capirla e ancora quando aveva passato tutta la notte a scorrere sul suo profilo. E per quanto assurdo potesse sembrare, persino a lui, gli aveva smosso qualcosa vedere quel dottore metterle le mani addosso. Era partito di quarta senza pensarci un minuto di più. Si era sentito pronto anche a prenderlo a pugni e non capiva il perché. Non poteva essere già preso da lei! Ora si trovava lì, a decidere se esserle amico o provare a fare qualcosa di più, ma forse lei non voleva. E allora perché correre il rischio, perché buttarsi quando era palese che lei da lui voleva solo un'amicizia. Nulla di più!
- Amici! – rispose dunque, stringendole la mano per poi sorridere. – Comunque ti aspetto qui! –
- Non davvero Niccolò non ce n'è bisogno! – sorrise lei. – Ci sentiamo! – lo salutò con una mano scendendo dall'auto. Aspettò di vederla entrare nel portone e poi buttò la testa indietro sul sedile.
- Ma che diavolo me stà a piglià? – si chiese retorico, strizzandosi gli occhi con le mani. "C'ho la sensazione che sta storia nun deve finì bene!" pensò mentre ingranava la marcia e si avviava per tornare a casa.
***
- Sapevo di trovarvi qui! – esordì il moro, entrando nella sala d'aspetto del reparto dove Giulia e il suo migliore amico Adriano erano seduti.
- Che ci fai qui Nic? – chiese l'amico.
- Vò portato la colazione! – mostrò il sacchetto di cornetti – E poi, ero preoccupato, nun me annava de sta a casa, sapendo che la ragazza tua si deve operà! – spiego dando una pacca alla spalla dell'amico. Giulia gli sorrise, abbozzando un saluto con la mano, che lui ricambiò.
- Ce stanno quelli al cioccolato e quelli alla crema. Fate voi! – disse porgendo la busta ad Adriano.
- Quello al cioccolato è il mio! – si prenotò lei, rubando la busta dalle mani del moro. Niccolò, sorrise a quel gesto e poi si soffermò a guardarla. Profonde occhiaie nere, le contornavano il viso pallido e stanco. Aveva i capelli legati in maniera disordinata, un pantalone della tuta e un maglioncino nel quale ci sarebbe entrata tre volte, che puntualmente le lasciava la spalla destra scoperta dove intravide un tatuaggio. Corrucciò lo sguardo per capire cosa si fosse fatta disegnare, ma Giulia, si ricoprì all'istante.
- Ma bene, io entro in sala operatoria e voi vi strafocate di cornetti! – la voce di Laura attirò l'attenzione di tutti e tre. La ragazza era sdraiata sul letto che li guardava fintamente offesa, alle sue spalle due infermieri, che la stavano trasportando. Giulia e Adriano le si avvicinarono di slancio, prendendole entrambe le mani, mentre Niccolò si fermò ai piedi del letto.
- Amore come ti senti? – chiese Adriano preoccupato.
- Un po' in ansia! – rispose lei sospirando.
- Cerca di stare tranquilla, altrimenti l'anestesia non prende bene! – si raccomandò Giulia. Laura annuì sorridendole, poi la castana le si fiondò letteralmente addosso, stringendola quanto più forte poteva. Niccolò sorrise a quella scena, intenerito dalle due amiche.
- Okay gente è ora di andare! – disse l'infermiere, facendole allontanare.
- In bocca al lupo! – le sorrise Niccolò.
- Grazie! – ricambiò il sorriso lei.
- Ci vediamo dopo! – la salutò Adriano lasciandole un bacio a fior di labbra, facendo sentire tutti i presenti in imbarazzo. Gli infermieri iniziarono a spingere il lettino in direzione degli ascensori, quando una voce alle loro spalle richiamò l'attenzione.
- Aspettate, scendo con voi! – avvisò il medico della scorsa notte. "Ancora qua sta questo!?" pensò facendo una smorfia Niccolò. E come se Giulia gli avesse letto nel pensiero disse – Ma tu non avevi smontato, perché sei ancora qui? –
- La sorella del mio migliore amico si opera. Ti pare che me ne vado a casa o dormire! – rispose ovvio lui, con un sorriso beffardo. "Te lo levo a pugni quel sorriso!" pensò Niccolò, scotendo poi la testa come a rimuovere quel pensiero.
- Sarò in sala con lei! – disse Stefano in tono serio – Se vuoi puoi venire con me! – aggiunse porgendo una mano a Giulia. Lei la guardò per un instante e poi negò con il capo.
- La sala sarà già affollata, non serve una persona in più! – rispose fredda. Stefano sospirò sconfitto, per poi annuire.
- Io ci ho provato! – fece spallucce, per poi avviarsi agli ascensori.
- Stefano! – lo richiamò Giulia a gran voce, bloccandolo per un braccio. – Non fate casini! – lo ammonì con gli occhi lucidi. Lui la guardò intenerito, per poi slanciarsi nella sua direzione ed abbracciarla, lasciando tutti sbigottiti. Niccolò sbarrò gli occhi stringendo i pugni, avendo una reazione insolita, che non sfuggì ad Adriano il quale sorrise maliziosamente.
- Andrà tutto bene! – sussurrò Stefano all'orecchio di Giulia, sentendola annuire contro la sua spalla. – Ci vediamo dopo! – la salutò lasciandole un bacio sulla fronte, soffermandosi un po' più del dovuto per i gusti di Niccolò, che fremeva per non si sa quale motivo. Poi il medico si allontanò, passò vicino al cantante e gli lanciò uno sguardo duro, prontamente ricambiato, per poi entrare in ascensore e salutarli con un gesto della mano prima che le porte si chiudessero.
- E adesso che facciamo? – chiese Adriano intontito.
- Aspettiamo! – sospirò Giulia sedendosi su quelle scomode poltroncine della sala d'aspetto, seguita dai due ragazzi. Niccolò le si sedette di fianco e non poté notare come la ragazza avesse iniziato a torturarsi le mani. Il suo gesto fu spontaneo, senza rifletterci posò la sua grande mano su quelle piccole di lei, stringendole appena. Giulia si voltò di scatto nella sua direzione, colpita da quel gesto.
- Andrà bene, sta tranquilla! – la rassicurò con un sorriso. La ragazza lo guardò con gli occhi lucidi per poi annuire lentamente e nel mentre Niccolò si voltava a dare supporto anche ad Adriano, Giulia posò delicatamente la testa sulla sua spalla, socchiudendo appena gli occhi e stringendo di più la mano, arrivando ad intrecciare le loro dita. Forse non erano proprio destinati ad essere amici.
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Angolo autrice
Ecco a voi il quattordicesimo capitolo. Che dite riusciranno i nostri eroi ad essere buoni amici oppure no?
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Piccola Stella // Ultimo
Fanfiction- Vuoi fare un po' di attenzione quando cammini!? - disse lei con un tono di voce un tantino alto. Il ragazzo non la degnò di uno sguardo, si limitò a bofonchiare un semplice "mi spiace" e se ne andò di tutta fretta, lasciando Giulia completamente e...
