Capitolo 18

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Niccolò era sveglio già da un po', quella mattina. Era rimasto sdraiato al letto con la testa poggiata su di un gomito ad osservare Giulia, che dormiva tranquillamente coperta solo dal lenzuolo. La testa leggermente piegata verso di lui, le mani aperte sul ventre e i capelli tutti scombinati. Continuava a fissarla, per imprimersi bene questa magnifica immagine nella mente. Sorrise nel vederla fare delle smorfie durante il sonno, poi la ragazza si voltò completamente verso di lui. Il capo contro il suo petto ed un braccio sul suo fianco a mo' di abbraccio. Niccolò rimase interdetto su cosa fare, ma poi le cinse la vita stringendola di più a sé e posando la testa nell'incavo del suo collo.

- Non mi lasciare! – biascicò nel sonno la ragazza, facendolo sorridere. "Sarà difficile farlo" pensò lui tronfio.

- Non mi lasciare mamma! – sussurrò lei con un lamento. Lo sguardo di Nicco si fece più cupo, ed aumento la presa sul corpo di Giulia, per starle più vicino. Non comprendeva il dolore della ragazza, perché fortunatamente non lo aveva mai provato, ma immaginava che la cosa la stesse sgretolando dall'interno. Giulia, fra le sue braccia era incominciata a diventare irrequieta, così Niccolò iniziò a lasciare una scia di piccoli baci sulla sua spalla destra, arrivando al collo per poi ricominciare, mentre le carezzava il braccio, lentamente, con i palmi delle sue dita da pianista. Continuò così per un bel po' di minuti, fino a quando non sentì Giulia, muoversi appena e scostare la testa dal suo petto. Aveva gli occhi semi chiusi, mentre cercava di aprirli per adattarli alla luce. Sbatté più volte le palpebre, guardandosi intorno per poi incontrare finalmente gli occhi castani di lui.

- Buongiorno! – sussurrò Niccolò con un piccolo sorriso sulle labbra, i capelli tutti spettinati e il petto nudo, sul quale Giulia stava posando le sue mani. La ragazza parve un attimo confusa da quella situazione, come se non rammentasse nulla. Poi a mano a mano i ricordi incominciavano a riaffiorare, i baci, le carezze, le mani intrecciate e...

- Santo cielo, è successo davvero! – borbottò portandosi il lenzuolo sul viso a coprirsi, facendo ridere Niccolò.

- Cos'è credevi fosse un sogno? – domandò lui divertito. La ragazza non si mosse e non rispose, rimase semplicemente avvolta dalle lenzuola, troppo imbarazzata. Al ché lui sbarrò gli occhi, prendendo il suo silenzio come parole di assenso e poi scoppiò a ridere.

- Che hai da ridere? – chiese lei con il broncio, togliendosi il lenzuolo dal volto e, che tra l'altro le aveva scompigliato ancor di più i capelli, guardandolo in malo modo.

- Non ti facevo così intraprendente! – la beffeggiò ottenendo uno spintone, che lo fece ridere ancora di più. Giulia si voltò dall'altra parte, dandogli le spalle, pronta ad alzarsi, ma lui la bloccò per un braccio tirandola a sé. Era spalla contro petto, senza barriere e Giulia poteva sentire il cuore di Niccolò batterle sulla schiena nuda, cosa che la rese ancora più imbarazzata.

- Scusa! – disse poi lui, lasciandole un bacio sulla spalla. – Non volevo farti arrabbiare! – altro bacio. – Mi perdoni? – chiese mentre continuava a lasciarle baci sempre più umidi, che si accorse le facevano venire i brividi, fino a farla voltare verso di lei e guardarla dritta negli occhi. Era stata una notte bellissima per lui, come non ne passava da tanto tempo, da quando Federica se n'era andata e non voleva mandare tutto all'aria per la sua stupidità. Non si sentiva così preso da una ragazza da tanto tempo, eppure ne aveva conosciute dalla fine della sua storia e aveva avuto anche con qualcuna di queste una diciamo "nottata di fuoco" ma con nessuna si era sentito così come si sentiva con Giulia. Con nessuna era rimasto steso sino alla mattina ad aspettare che si svegliasse. Continuava a guardarla in silenzio mentre aspettava una sua risposta. La ragazza invece era come paralizzata da quello sguardo. Si era letteralmente persa in quegli occhi scuri, resi lucidi dalla stanchezza e non riusciva a formulare nessuna frase. Lentamente portò una mano sul viso di Niccolò, carezzandoli dolcemente la guancia. Lui a quel gesto chiuse gli occhi ed appoggiò il viso sul palmo di lei. Poi Giulia si sollevò appena dal materasso e gli lasciò un bacio a fior di labbra. Fece per allontanarsi me Niccolò, la trattenne, passandogli le braccia dietro la schiena e tirandola su, mettendola seduta su di lui, mentre approfondiva il bacio e lasciava che le sue mani vagassero sulla schiena nuda di lei.

- Questo era un sì! – rispose beffardo, quando la castana si allontanò appena dal suo viso. Giulia rise, dandogli un leggero schiaffo sul braccio borbottando un "idiota", facendolo ridere ancora di più. Poi Niccolò chinò il capo, iniziando a baciarle il collo, la spalla, le scapole e il petto, scendendo sempre di più e fu allora che Giulia lo bloccò, seppur con molta difficoltà.

- Che succede? – chiese lui, con la voce roca. La ragazza aveva il viso cupo, intristito e si premurava di non incontrare gli occhi di lui.

- Quando sei venuto qui ieri sera... - abbozzò lei intimorita dalla domanda che stava per fargli. Niccolò annuì, facendole capire che aveva la sua completa attenzione, malgrado la posizione che i due avevano e il continuo giocherellare delle dita di Giulia fra i suoi capelli.

- Beh, sì ecco sei venuto con l'intenzione di... - le parole non volevano proprio uscirle, chiuse gli occhi e sospirò racimolando tutto il coraggio che aveva. – Sei venuto con l'intenzione che sarebbe accaduto questo? – chiese timorosa, mordicchiandosi il labbro inferiore in attesa di una risposta.

- Mi stai chiedendo se sono venuto qui con lo scopo di portarti a letto? – domandò lui quasi offeso da quella domanda e la ragazza annuì, senza guardarlo negli occhi. "Okay, è il momento della verità!" pensò sospirando prima di prenderle il viso fra le mani e risponderle.

- No, non erano queste le mie intenzioni! – le disse in un sussurro. Giulia abbozzò un sorriso, felice del fatto che non fosse stato tutto architettato. Niccolò dal canto su, la baciò con quanta più delicatezza possedeva, conscio del fatto che quell'idillio di lì a poco si sarebbe spezzato.

- Ma... - disse dopo aver separato le loro labbra – Sono venuto qui con l'idea di parlarti! – lo sguardo divenne cupo e serio cosa che rese Giulia confusa e allo stesso tempo impaurita.

- Di cosa? – sussurrò lei, mentre il terrore le si impossessava ricordando di averlo visto parlare con il suo ex fidanzato nel giardino dell'ospedale. Niccolò strinse la presa su di lei, consapevole del fatto che Giulia si sarebbe allontanata.

- So tutto di tua madre! – disse lentamente, senza guardarla negli occhi dopo un lungo attimo di silenzio. Sentì il corpo di Giulia che s'irrigidiva e il respiro della ragazza che si faceva più affannoso.

- Te ne devi andare! – rispose dura lei, mentre si allontanava da lui. Si tirò via il lenzuolo dal letto coprendosi, raccattò i primi vesti di Niccolò e glieli lanciò sul materasso, poco distanti da lui.

- Giulia aspetta, parliamone! – il ragazzo si alzò di tutta fretta, indossando i suoi jeans alla bell'e meglio mentre cercava di seguire Giulia fuori dalla stanza.

- Ho detto che te ne devi andare! Subito! – alzò la voce lei, mentre si chiudeva a chiave nel bagno, sbattendogli la porta in faccia. Niccolò bussò forte contro il legno, richiamandola più volte.

- Ti prego esci e parliamone, io non ti giudico! – le disse, provando a convincerla.

- Va via! – urlò lei semplicemente, mentre si lasciava scivolare lungo la porta del bagno e le lacrime le scendevano copiose sul viso. "Ha rovinato tutto!" pensò rannicchiandosi su sé stessa. Niccolò, dall'altro lato sospirò affranto per poi tornare in camera e rivestirsi. Passò di nuovo davanti alla porta del bagno, alzando il pugno per bussare nuovamente, ma poi lasciò perdere e se ne andò via mentre un moto di rabbia lo travolgeva dall'interno.

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Angolo autrice

E adesso? Che succederà fra questi due? Lo scoprirete solo continuando a seguire, votare e commentare la storia gente :)

Piccola Stella // UltimoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora