Capitolo 24

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Giulia scostò di poco la tenda del soggiorno, guardando all'esterno dove il temporale imperversava. Avevano appena fatto in tempo ad entrare in casa che subito si era scatenato il diluvio. Un tuono lampeggiò, illuminando la strada a giorno, facendola sobbalzare e ritrarre mentre un brivido le percorreva la schiena.

- Cavolo, questo era vicino! – affermò con un groppo in gola, mentre si allontanava dalla finestra e si stringeva di più nella sua felpa. Amava la pioggia, ma quando era solo quella. Le piaceva stendersi o sul divano o sul letto e restare a leggere tutto il giorno. Mentre i temporali, quelli li aveva sempre odiati, i tuoni le mettevano inquietudine. Niccolò era seduto sul divano a scorrere la home di Instagram ed era completamente assente. Lei si perse a guardarlo confusa, non capendo perché da quando erano arrivati lui la stesse ignorando.

- Domani partite presto? – chiese e non ottenne risposta. Sollevò un sopracciglio contrariata da quel suo comportamento. "Ma che diavolo gli prende?" pensò stizzita. Fece qualche passo nella sua direzione e gli si piazzò davanti, incrociando le braccia sotto il seno continuandolo a fissare, ma lui nulla. Restava fermo, come se lei non ci fosse. Allora lei si chinò, portando il suo viso all'altezza di quello di Niccolò, guardandolo infuriata. Lui sentendosi osservato, alzò il capo e se la trovò a pochi centimetri. Non poté fare a meno che portare gli occhi alle labbra rosse e carnose di lei.

- Che c'è? – chiese burbero, concentrandosi sugli occhi di lei.

- C'è che mi hai invitato tu qui e non hai ancora spiccicato parola! – rimbeccò lei, tirandosi su. – Che succede? – gli chiese cercando di contenere il suo nervosismo.

- Nulla! – rispose secco lui, tornando al suo telefono. La sentì sbuffare, per poi vederla sedersi pesantemente accanto a lui.

- Sei un pessimo bugiardo! – sussurrò Giulia, chinando il capo ed allungandosi le maniche della felpa a coprirsi quasi interamente le mani.

- Hai freddo? – chiese lui, notando il gesto della ragazza.

- Un po'! – bisbigliò lei, rabbrividendo ad un altro tuono che fece sfarfallare le luci. Niccolò, poso il telefono con un sospiro e poi si avvicinò a lei, tirandola in un abbraccio che la lasciò spiazzata. Giulia arrossì e nel silenzio della stanza poté udire perfettamente il suono dei suoi battiti cardiaci che aumentavano sempre di più. Le succedeva ogni volta che il moro le era particolarmente vicino.

- Non sei obbligato a farlo! – disse in tono sommesso.

- No, hai ragione! Ho voglia di farlo! – rispose lui nello stesso tono, ben ché quell'affermazione risultasse un tantino controversa. – Intendo abbracciarti! – aggiunse subito lievemente imbarazzato, rendendosi conto del senso contorto delle sue parole. Giulia si lasciò sfuggire uno sbuffo divertito, mentre si stringeva ancora di più a lui, posando il capo fra l'incavo del suo collo e il petto, ispirando il suo profumo. In quel momento se qualcuno li avesse visti, lì sul divano l'una stretta all'altro, li avrebbe certamente scambiati per una coppia. Peccato che non sapessero nemmeno loro cos'erano. Amici? No, non credo proprio, due semplici amici non si scambiavano certi gesti affettuosi. Amanti? Neanche, erano ben lontani, oppure ben vicini dall'esserlo. Erano qualcosa di indefinito, che li tormentava e che allo stesso tempo li faceva stare bene.

- Sei ancora arrabbiato con me? – chiese Giulia, senza incontrare il suo sguardo. Niccolò corrucciò lo sguardo, scuotendo il capo mentre continuava a guardare un punto ignoto nella stanza.

- Non sono arrabbiato con te! – rispose poi, anche se con tono duro.

- Ma sei arrabbiato per qualcosa! – non era una domanda la sua, era un'affermazione.

- Cosa te lo fa pensare? – domandò lui di rimando. Giulia si scostò dal suo petto e si allungò sul suo viso.

- Hai quel cipiglio! – disse toccandogli la fronte con il dito freddo, che fece rabbrividire il ragazzo. – E il volto tirato! Come quando sei arrabbiato o c'è qualcosa che ti tormenta! Increspi le labbra e ogni tanto ti mordi l'interno della guancia! – spiegò lei, per poi sorridergli appena. Niccolò restò sorpreso di come in poco tempo la ragazza lo avesse conosciuto alla perfezione. Poi tornò ad accoccolarsi sul suo petto e istintivamente lui strinse la presa, come se fosse consapevole che di lì a poco lei si sarebbe allontanata. Ritornò il silenzio fra i due, rotto solo dalla tempesta che sferzava all'esterno. Un tuono molto forte fece sobbalzare i due. Niccolò sospirò profondamente, prima di lanciare uno sguardo a Giulia e prendere parola:

Piccola Stella // UltimoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora