Laura era rientrata dall'ospedale, da un giorno ormai e la casa era diventata una specie di chiosco gremito di gente. Persone che andavano e venivano a qualsiasi ora, per vedere come stava. Persino gli amici di Adriano si erano fatti vedere. Tutti tranne Niccolò, lasciando Giulia con l'amaro in bocca. La ragazza si era ritrovata a mordicchiarsi le pellicine delle dita, ogni qualvolta suonavano alla porta, scoprendosi sempre delusa quando non era lui al citofono. "Ѐ inutile starci male! Lo hai cacciato tu che ti aspettavi? Che si presentasse con un mazzo di fiori!?" la derise la sua coscienza, mentre apriva nuovamente la porta ai nuovi ospiti e se ne andava in cucina a preparare l'ennesima macchinetta del caffè. Non immaginava che Laura a Roma si fosse fatta tutti quegli amici. Il campanello suonò di nuovo e Giulia si ritrovò a sbuffare, roteando gli occhi al cielo.
- Vado io! – rispose Licia, la mamma di Laura, con un sorriso. Giulia annuì ringraziandola e ritornò al suo caffè e ai suoi mille pensieri.
- Ciao! – sentì sussurrare alle sue spalle. Si voltò di scatto convinta di aver sentito la voce di Niccolò, ma rimase delusa nel vedere che in realtà si trattava di Stefano. La ragazza lo guardò di sbieco, tornando alle sue faccende, dandogli le spalle.
- Perché non vuoi rivolgermi la parola? – domandò lui interdetto, mentre posava una scatola di pasticcini sul tavolo.
- Sai benissimo perché! – gli rispose lei fredda, senza guardalo, continuando a strofinare con maggior forza la spugna sulle tazzine.
- Beh, illuminami perché non me lo ricordo! – disse lui mettendosi le mani nelle tasche e guardandola con un sopracciglio alzato. Giulia spazientita si lavò e asciugò le mani, lanciando con forza lo strofinaccio sul ripiano della cucina per poi voltarsi e guardarlo in cagnesco.
- Dovevi per forza dirglielo tu? Perché ti sei messo in mezzo? Perché non ti sei fatto gli affari tuoi? – gli chiese a denti stretti puntandogli un dito contro.
- Lui è venuto da me a chiedermelo e io gli ho semplicemente detto la verità! Tu stai male Giulia non puoi continuare così. Devi farti aiutare! – sussurrò Stefano a bassa voce, prendendola per le spalle, cercando di non far sentire nulla del proprio discorso alle persone nell'altra stanza. Giulia si divincolò dalle sue braccia e si allontanò, per quanto Stefano le facesse ancora un certo effetto, in quel momento lo detestava.
- Non hai pensato al fatto che sarei stata io a dirglielo? Magari più in là? – sollevò le spalle retoricamente.
- Perché lo avresti fatto? Lo ha detto pure lo psicologo, più continui con questa storia e più ti allontani dalla realtà! – Stefano incrociò le braccia al petto, inquisendola con lo sguardo.
- Mi hai fatta passare come una pazza ai suoi occhi. Ti dovevi fare gli affari tuoi! – disse lei con la voce quasi rotta.
- Tu sei affar mio! – la rimbeccò lui.
- No, non più Stefano. Io non sono un tuo problema! Stammi alla larga! – lo avvertì, per poi asciugarsi una lacrima e portare il vassoio con il caffè nel salotto.
- Va tutto bene? – le chiese Licia, prendendole il viso fra le mani, vendendola scossa.
- Benissimo, solo un po' stanca! – rispose con un mezzo sorriso, per poi posare il vassoio sul tavolino del soggiorno.
- Servitevi pure! – si rivolse poi agli ospiti. Il telefono di Adriano iniziò a suonare, facendo attirare l'attenzione tutta su di lui.
- Oh, è Niccolò! – disse, facendo sobbalzare la castana. Stefano vide la reazione di Giulia dall'angolo opposto, stringendo i pugni, consapevole del fatto che fra lei e quel cantante da strapazzo ci fosse stato qualcosa.
- Laura vuole parlare con te! – aggiunse Adriano, passando il telefono alla sua fidanzata. La ragazza prese il cellulare e se lo portò all'orecchio, confusa, guardando Giulia che le fece spallucce.
- Pronto? – rispose alzandosi con un po' di fatica dal divano ed allontanandosi dalla confusione, pur rimanendo costantemente seguita dallo sguardo dell'amica.
- Ti ringrazio, non preoccuparti! Grazie mille, ciao Niccolò! – salutò, prima di ripassare il telefono al suo ragazzo e ritornare dagli altri. Giulia la bloccò con il braccio curiosa di sapere cosa il moro le avesse detto.
- Che voleva? – chiese in un sussurro.
- Mi ha fatto gli auguri di pronta guarigione e si è scusato del fatto che non può venire perché è troppo occupato con il lavoro e non sa quando ci potremo vedere! – spiegò l'altra tranquillamente. Giulia sospirò affranta annuendo.
- Che c'è? Va tutto bene? – le chiese Laura vedendo il viso triste dell'amica.
- Niente poi ti racconto! – rispose la castana.
- Ma va tutto bene? – insistette l'altra.
- Non credo La, ho rovinato tutto! – bisbigliò l'amica con le lacrime agli occhi. Laura corrugò lo sguardo preoccupata e si fece promettere che non appena sarebbero rimaste da sole le avrebbe raccontato tutto. Giulia annuì, tirando su con il naso. Non sapeva spiegarsi nemmeno lei perché si sentisse così profondamente legata ad un ragazzo che conosceva da appena un mese, ma una cosa era certa, Niccolò le piaceva e molto e lei aveva mandato tutto all'aria per non essere stata sincera. Doveva trovare un modo per rimediare, quanto meno far pace, anche se la notte che avevano passato insieme era stata una delle migliori della sua vita.
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Angolo autrice
Salve gente, piccolo capitolo di passaggio per voi. Allora Giulia l'ha fatta grossa e inizia a pentirsi di aver cacciato così brutalmente il nostro povero Niccolò. Anche voi pensiate che sia colpa di Stefano? Io penso che abbia sbagliato più Giulia, anche se pure il bel dottorino c'ha messo del suo. Comunque fatemi sapere cosa ne pensate. Questa sera penso di aggiornare nuovamente perché poi ci sarà un lungo periodo fatto di tesi ed esami e non potrò dedicarmi alla storia. Siccome non voglio lasciarvi con l'amaro in bocca (o forse sì) restate connessi per sapere cosa succede ciaooooo
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Piccola Stella // Ultimo
Fanfiction- Vuoi fare un po' di attenzione quando cammini!? - disse lei con un tono di voce un tantino alto. Il ragazzo non la degnò di uno sguardo, si limitò a bofonchiare un semplice "mi spiace" e se ne andò di tutta fretta, lasciando Giulia completamente e...
