Capitolo 30

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Giulia si stiracchiò ad occhi chiusi, allungando le braccia alla sua destra, certa di trovarvi Niccolò. Tastò più volte il materasso, prima di aprire gli occhi e constatare che del ragazzo vi era rimasta solo la forma sulle lenzuola stropicciate. Giulia corrucciò lo sguardo e si sollevò coprendosi accuratamente con il lenzuolo. Niccolò doveva essersi alzato da un pezzo, visto che nella stanza non c'erano neanche i suoi vestiti, eccetto una sua maglia la bordo del letto. La castana sorrise nel vederla e la recuperò, infilandosela velocemente. Dopo aver preso anche dell'intimo pulito, un pantaloncino ed esserseli infilati, si apprestò ad uscire dalla stanza. Dalla porta del bagno vide uscire Laura con in mano il suo borsello.

- Buongiorno! – sorrise la bionda – Passato una bella nottata? – le chiese maliziosa. Giulia sorrise lievemente imbarazzata, dandole una gomitata giocosa. – Scherzi a parte, tutto bene? – domandò seriamente e la castana annuì con veemenza con un sorriso che non ricordava di poter sfoggiare: sereno e sincero.

- Buongiorno ragazze! – salutò Priscilla, uscendo da quella che doveva essere la stanza sua e di Gabriele.

- Buongiorno! – salutarono in coro le due amiche.

- Avete per caso visto Gabriele? – chiese avvicinandosi alle due, che scossero all'unisono la testa in senso di diniego.

- A dire il vero neanche Niccolò era in camera! – disse Giulia.

- Strano che siano già svegli! – asserì Priscilla dubbiosa, mentre si avviava alle scale. Giulia e Laura si guardarono per un attimo per poi seguirla. Le tre quando scesero in cucina trovarono tutte e tre i ragazzi a confabulare fra loro.

- Il mio telefono sta per esplodere! – sentirono dire da Adriano.

- Il mio non è da meno! – rispose Gabriele scocciato, mentre Niccolò e aveva il cellulare all'orecchio e annuiva sommessamente. Sembrava che i tre non si fossero accorti delle ragazze.

- Sì, ho capito, te chiamo dopo. Sì, ciao Jacopo! -  disse infine il cantante, chiudendo la telefonata e sospirando, sedendosi sullo sgabello e stringendosi gli occhi con le dita.

- Che t'ha detto? – chiese Gabriele.

- Che ho sbagliato a non parlarne con lui, avrei dovuto andarci più piano! Sembra che i giornali stiano intasando le line telefoniche dell'agenzia! – sbuffò ancora. Le tre ragazze capirono che si trattava della relazione fra lui e Giulia, fecero qualche passo indietro e restarono ad ascoltare la conversazione fra i tre.

- Beh, non ha tutti i torti! – disse Gabriele, beccandosi un pugno da Adriano. – Voglio dì, senza che te me picchi, che seconno me hai fatto na cazzata a uscì allo scoperto così ieri sera! – continuò e Giulia si sentì un po' mortificata da quelle parole. Niccolò alzò lo sguardo sul suo vecchio amico e lo guardò torvo. – Nun me fraintede Nic, Giulia è sicuramente na ragazza fantastica, ma non pensi che facendo così l'hai esposta un po' troppo? Nun se tratta che vanno beccati mentre stavate pe i fatti vostri. Qua sei stato te a spiattellare tutto! Mo è normale che li giornali te vogliono intervistà, vogliono conoscerla. Sei sicuro che tu, ma soprattutto lei siete pronti a tutto questo. L'ultima volta ne sei uscito distrutto, sta volta se le cose non vanno io non credo che ce la posso fa a vederte depresso e ubriaco tutti i giorni! Non pensi di esser stato un po' troppo precipitoso? – concluse l'amico sinceramente preoccupato. Niccolò alzò lo sguardo e lo portò fuori dalla finestra. Precipitoso? Sì, forse lo era stato, ma nella sua vita non si era mai sentito più sicuro di sé stesso come in quel momento. Ogni volta che ci pensava, l'unica persona che vedeva al suo fianco era Giulia e più che precipitoso, in realtà era stato egoista. Non si era posto il problema dei giornali, non fino in fondo. Aveva messo Giulia in una situazione scomoda e se effettivamente lei non ce l'avesse fatta a sopportare tutto, a vedere la sua vita spiattellata sui giornali, esposta ai giudizi di tutte quelle persone? Si stava ancora riprendendo e se per lei tutto quello fosse stato troppo? Poi le sentì, le sue dita fredde che si poggiavano sul suo braccio e il suo profumo che gli invadeva le narici. Lentamente si voltò verso di lei, che con la mano era salita a carezzargli delicatamente la guancia. Giulia gli sorrise dolcemente e lui capì con quel semplice gesto che lei ce l'avrebbe fatta, che insieme ce l'avrebbero fatta.

Piccola Stella // UltimoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora