Dancers, Capitolo 13.
Sono passati due giorni da quella discussione con i miei genitori, io e Harry siamo stati ogni giorno in camera mia, senza farlo sapere ai miei e Ariana ci portava quel poco di cibo che avanzava. Oggi verranno gli assistenti sociali per risolvere questa situazione. Sono in ansia, ho paura di restare qui, ho paura che quelle persone danno ragione ai miei e mi impongono di restare qui, con loro, con una società che mi odia, che è contro di me.
Sapere che non ci sarà Harry, sapere che sarò di nuovo distante da lui mi fa un certo effetto. Ho paura di restare sola, non voglio. Mi sentirei inutile, più di quanto non mi sento adesso, un errore e una delusione, questo non mi farebbe andare da nessuna parte, di fatti l'ultima volta che sono caduta in uno stato pietoso mi sono ritrovata su un letto d'ospedale in coma.
Harry ha deciso di fare una video chiamata con Desy e sua mamma, le mancano e vuole sapere come stanno.
"Nasconditi." Annuisco e mi sposto, in modo che non mi faccio vedere dalla videocamera. Abbiamo deciso di fare una sorpresa alla piccola Desy.
"Harryy!" La piccola urla, Harry sorride e saluta sua mamma e Desy.
"Mamma, come stai?" Chiede.
"Bene, tesoro. Manchi a tutti."
"Mamma, sarò di ritorno tra pochi giorni, il tempo che risolvo una questione" so benissimo a cosa si riferisce, mi sento un po in colpa per questo, lui è distante dalle persone che ama solo per me.
"Piccola, come stai?" Chiede a sua sorella.
"Male perché mi manchi e perché mi manca Alyssa." Abbassa lo sguardo.
"Desy, piccola, ho una sorpresa per te!" Dice Harry e capisco subito che è il momento di 'andare in scena'.
"Cosa?" Chiede entusiasta. Fa cenno di raggiungerlo e mi siedo accanto a lui, sorrido all'obiettivo e aspetto le urla felici di Desy. "Alyssaa!" Come sospettavo, inizia a gridare il mio nome, mentre io sorrido felice. "Finalmente! Pensavo che non volevi più essere amica di Harry e mia, come le altre. . ." dice malinconica, e capisco subito che c'è qualcosa che non va. Guardo Harry che si sta mordendo il labbro inferiore, decido di lasciar stare e di parlargli dopo.
Chiudo il pc e mi giro verso Harry. "Hai qualcosa da dirmi?" Chiedo.
"No."
"Harry!" Lo rimprovero.
"Okay, okay!" Veniamo interrotti da Ariana, che bussa alla porta e dopo qualche secondo entra.
"Ehm, volevo dirvi che gli assistenti sociali sono qui. Come farete adesso? Mamma e papà non sanno che voi due siete restati qui. . ."
"Scenderemo dalla finestra" dice Harry. Annuisco e Ariana fa lo stesso, dopodiché esce fuori e io e il mio migliore amico ci avviamo verso la finestra. Per fortuna non è tanto alto...
Siamo tutti seduti sui piccoli divani di casa mia, gli assistenti sociali sono due signore sulla mezza età, mi dicono che devo incominciare io a parlare, così prendo un po di fiato e inzio.
"Beh, non c'è molto da dire. I miei genitori mi odiano, e non poco. Non capisco il perché, non ho mai fatto nulla di male. Mi odiavano anche quando ero piccola, ho passato un infanzia orrenda, volevo un po d'affetto dai miei genitori, ma non l'ho mai avuto. Vedevo le altre bambine che venivano coccolate dalla propria mamma o dal proprio papà e diventavo gelosa, volevo anche io essere abbracciata da mia mamma, non capivo il perché mi dicevano di no quando chiedevo di stare un po con loro o chiedevo di giocare con loro. Da bambina ho sempre cercato di farmi rendere visibile sotto gli occhi di loro, ma non c'era nulla da fare. Ho iniziato a crescere e non chiedere le attenzioni di loro, mi sono chiusa in me stessa; loro mi ripetevano che ero una delusione e un errore e io dovevo assorbirmi i loro insulti. Come se non bastasse anche i ragazzi che frequentano la mia scuola iniziarono a insultarmi, a criticarmi a. . ." Mi fermai per prendere fiato, le lacrime scendevano involontariamente dai miei occhi, stavo ripercorrendo ogni singolo momento della mia vita ed era una lama al cuore, Harry mi stringe la mano e mi abbraccia. "Picchiarmi. Mi picchiano, mi usano come la loro valvola di sfogo. Quando tornavo a casa, loro erano subito pronti a insultarmi o criticarmi e non vedevano le mie condizioni, non vedevano che avevo lividi sulla faccia o che le mie labbra sanguinavano, no. Loro erano solo pronti a mettere in mostra i miei difetti, a rinfacciarli. Ero arrivata al punto di considerarmi un errore, ero arrivata al punto di tagliarmi una vena. Ero andata in coma per mesi e loro non sono venuti a trovarmi neanche una volta! Quando mi sono svegliata c'era solo lui ad aspettare il mio risveglio, solo lui mi da la forza di rialzarmi e non insultarmi, solo lui cerca in tutti modi di farmi scappare un sorriso sincero, solo lui si interessa se sto bene o meno. È venuto dall'Inghilterra perché era preoccuparto per me, ha mollato lavoro e tutto, nonostante la sua famiglia sia povera." Finisco di parlare e mi aggrappo ad Harry singhiozzando.
"Non creda a nulla di quello che ha detto!" Mia mamma inizia a parlare.
"Quello che ha detto Alyssa è la verità, mamma! Io sono la prima che l'ha trattata di merda, sono la prima che si è approfittata di lei, l'ho presa in giro e mi pento. Quando l'ho vista inerme nel bagno, con il sangue intorno, mi sono sentita male, ho capito che lei stava soffrendo davvero. Sono stata in ospedale per tre giorni, appena è arrivato Harry ci sono andata di meno, ma ero comunque in pensiero per lei." Mia sorella conferma ciò che ho detto. Mia mamma sorpresa da quel gesto se ne sta zitta.
"Ho deciso di portarla con me in Inghilterra, mia madre è d'accordo con questa decisione, non vuole vederla soffrire, è come una figlia per lei e quando ha saputo che era in ospedale è stata in pensiero, mi chiamava ogni giorno per sapere come stava. Non voglio che inizia la scuola qui e quel ragazzo inizia, di nuovo, a picchiarla. Qui tutti la odiano, tutti stanno a distanza di sicurezza da lei e questa è discriminazione, davvero. Non ha fatto nulla di male per meritarsi questo" mi stringo più a lui, solo per avere un senso di protezione, sto ancora piangendo, rivivere quelle emozioni che non provavo da mesi fa male.
"Bene, è evidente che la ragazza sta dicendo la verità; Ariana, trattavano anche te così?" Chiede una delle signore. Mia sorella fa no con la testa. "Beh, diciamo che io sono la figlia preferita, trattavano di merda solo Alyssa."
"Capisco. Okay, allora, Alyssa e Ariana non sono più sotto la vostra tutela, in quanto non sapete svolgere il lavoro di un genitore. Non esistono preferenze, i figli sono uguali." "Ehm, io vorrei restare qui. . ." Mormora Ariana. La signora la guarda in confusione. "Insomma, non mi hanno mai trattato di merda, voglio restare con loro."
"Mi spiace, ma sarete sotto tutela di un altra famiglia, qui in America."
"No, forse non ci siamo capiti, Alyssa viene in Inghilterra con me!"
***
Ma ciao!
Scusate tanto per il ritardo, ma ho detto che avrei continuato dopo i 30 commenti del capitolo precedente, e sebbene non sono stati raggiunti ho deciso di postarlo comunque.
Che ve ne pare del capitolo? Commentate e votate!
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• Ladygaga2011 " Insanity"
• FedericaBrandimarte " The Secret Talent"
• Pandacorno03 " Horan"
• MyBoys1D " You Belongs To Me"
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POI VOLEVO DIRVI CHE AUSTIN MAHONE MI SEGUE SU TWITTER, CEH, IL MIO IDOLO MI SEGUE AKNAKANEIANEU PERÒ DEVO RINGRAZIARE ANGELA, SENZA DI LEI NON CI SAREI RIUSCITA. CHE BELLO*-*
Al prossimo,
-T.xx
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Dancers||Harry Styles.||
FanfictionSapete qual è la cosa più brutta? Essere lo zimbello della città, essere odiata da tutti e aver solo un amico, ma che colui è a migliaia di chilometri lontano da te. Questa è la mia storia. Dancers. - In corso di correzione, scusate per gli errori.
