capitolo 13: ti piacciono i cani?

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"Turn me from a cat into a dog.
Now I want you to take me on a walk.
Watch me be the loyalest of all.
Ok baby, here's the leash, purr purr purr."

«Minjeeee!» la ragazza si voltò, guardando la figura di Minho che le correva incontro con un sorriso smagliante. La cena era finita e il ragazzo non aveva perso tempo a fiondarsi dalla corvina.
«Ehi, tutta questa euforia?» domandò lei, lasciandosi contagiare da quel sorriso, mentre il ragazzo l'abbracciava euforico.
«Devo farti vedere una cosa, e devo chiederti se possono venire con me domani!» il ragazzo la prese per mano, trascinandola in una stanza che non gli aveva fatto vedere.
Quando la porta si aprì, notò parecchi oggetti per ... gatti? C'erano ben tre gatti in quella stanza.
«Loro sono i miei figli! Lui è Soonie, lui è Doongie, mentre questo è Dori!» Minho si avvicinò prendendo in braccio uno dei tre.
«I-i tuoi figli?» domandò divertita la corvina, accucciandosi davanti ad uno dei gatti e iniziando a fargli dei grattini sulla testa. «Comunque certo che puoi portarli, sono carinissimi!»
«Grazie Minjee, non sai quanto significa per me!» sorrise lui, sedendosi a terra con il gatto in braccio.
«Grazie a te per avermeli fatti vedere, domani ti farò vedere il mio...non so nemmeno se definirlo animale domestico...»
«Cosa? Che diavolo è?» scherzò il ragazzo.
«Domani lo vedrai.» ghignò la ragazza, pensando al suo animale.

*

Dopo cena, Jieun si recò in camera. Non sapeva che sua cugina avesse convinto il fratello a far venire Minho e Jeongin con loro, ma era veramente felice, e forse, lei e Jeongin avrebbero potuto parlare con calma di quei due baci. Lui non le aveva ancora detto niente; si comportava semplicemente come sempre. Non la evitava, ma non passava nemmeno la giornata appiccicato a lei, come se quei due baci fossero stati la cosa più normale.
Qualche minuto dopo, qualcuno bussò alla sua porta. Jieun si mise a sedere sul letto confusa. Chi era a quest'ora?
Si alzò, andando ad aprire, per ritrovarsi davanti Jeongin che sorrideva.

«Non sei tornato a casa?» chiese la ragazza, spostandosi di lato per farlo entrare.
«I miei hanno invitato Yuna a dormire da noi, quindi me la sono svignata.» rispose facendo spallucce e sedendosi sul letto. Jieun prese posto accanto a Jeongin.
Il rosso la guardò intensamente negli occhi. «Jieun...mi piaci tanto.» sputò schiettamente, lasciando di stucco la castana.
«C-come scusa?!»
«Ho detto che mi piaci tanto. Ma proprio tanto tanto.» ripeté lui accarezzandole la guancia.
«M-ma devi sposare Yuna, io-»
«Non me ne può fregare di Yuna, non mi piace... non è te.» disse il rosso, baciandola ancora una volta.
Stavolta Jieun ricambiò. Cavolo, questo bimbo non era poi così bimbo.
E pensare che Jieun e Hyunjin avevano scommesso che il primo a farsi avanti sarebbe stato Minho. A quanto pare il piccolino aveva più fegato del maggiore.
Jeongin si staccò, sfoggiando uno dei suoi bellissimi sorrisi che ti illuminavano la giornata.
La castana lo guardò per qualche istante. «Mi piaci anche tu...»
«Cosa siamo ora?» domandò Jeongin abbracciandola.
«Tu cosa vuoi che siamo?»
«Vuoi metterti con me?» sussurrò lui stringendola di più.
«Mi sento molto un'amante.» scherzò Jieun. «Però, certo che voglio stare con te.»

*

La sera dopo, erano di nuovo tutti a casa Kim.
La macchina non fece nemmeno in tempo a fermarsi, che Minjee aprì la portiera saltando fuori.
«Brutta cogliona!» urlò Jieun che non si aspettava quella mossa.
«Feliiiiiix!» urlò la corvina, ignorando la cugina e correndo nei giardini, dove il biondo li stava aspettando.
Minjee si buttò letteralmente addosso al biondo che cadde a terra. «Mi sei mancato Lix!»
«Mi sei mancata anche tu, testa di cazzo.» disse Felix, cercando di alzarsi.
«Ragazzi, erano solo tre giorni...» sussurrò Wooyoung dietro di loro.
«A meno che in questi tre anni sia cambiato qualcosa, questi due non sono mai stati più di un giorno senza vedersi...» sussurrò Mingi, passando fuori ed entrando in casa senza aggiungere altro.
«Dobbiamo allenarci tutti insieme e fare squadra d'ora in poi! Io mi trasferisco, vado in camera mia!» esclamò Hyunjin correndo all'interno con le valigie.
«Pezzo di merda, ecco perché erano così grandi le sue valigie! Quello aveva intenzione di piantare il suo culo in casa mia sin dall'inizio!» urlò Minjee alzandosi da terra.
«Sì, come se abitasse lontanissimo.» scherzò Jieun, pensando che a dividere la casa di Minjee e Hyunjin, era proprio la sua. «Oh, ciao BamBam!»
«Buonasera ragazzi! Yugyeom mi aveva scritto di farmi trovare qui, quando sareste arrivati. Posso fare qualcosa per voi?» domandò il vice-comandante.
«Sì, Bam. In quella macchina ci sono due prigionieri, portali nelle nostre celle.» disse Yugyeom, indicando la macchina interessata.
L'interrogatorio a casa Lee non sarebbe stato di certo l'ultimo. Avevano molte altre domande da fare a quei due ragazzi e molte altre informazioni che credevano di poter ricavare per capire cosa ci fosse dietro tutto ciò che stava accadendo nel regno.
Nel mentre, Jeongin si voltò verso Jieun, la quale aveva iniziato a parlare tranquillamente con Wooyoung. Da quando lei e quella zucca bionda si erano avvicinati?
Jeongin si avvicinò, abbracciando Jieun da dietro. Che dire, un abbraccio decisamente stretto.
«Jeonginnie, che ti prende?» domandò la castana.
Wooyoung inarcò in sopracciglio, intuendo dallo sguardo fulminante del rosso, cosa stesse pensando. Il biondo fece un respiro profondo trattenendo una risata.
«Amico, tranquillo. Sono gay fino al midollo, ho il ragazzo.»
In quel momento le guance di Jeongin esplosero nello stesso colore scarlatto dei suoi capelli. Si notava così tanto che era geloso marcio di Wooyoung?
Jieun era la sua prima fidanzata, per cui era estremamente insicuro riguardo a tutto e temeva che la sua inesperienza potesse stufare la ragazza.
«Aspettate. Dove sono Minjee e Minho?» chiese Felix guardandosi intorno, per poi fare un movimento molesto di sopracciglia.
I due ragazzi erano sgattaiolati dietro la costruzione, senza farsi notare. Minho non era mai stato lì dietro, e quando vide una seconda costruzione, si bloccò scrutandola attentamente. Non era di certo grande quanto le dimensioni del palazzo. Era più piccola, molto più piccola.
«Spero tu non sia impressionabile...» disse Minjee, arrivando davanti alla porta e facendola scattare appoggiandoci sopra la mano. A quanto pareva, dalla ragazza funzionava tutto a riconoscimento di impronte digitali.
«Dipende cosa c'è lì dentro...» Minho deglutì, prima di seguirla all'interno.
La luce si accese e una serie di porte si estese davanti a loro. E sembravano più porte di quante la costruzione potesse permettersi di avere. Quello spazio interno era decisamene più grande rispetto alle dimensioni esterne e non riusciva a capire come fosse possibile.
«Il nostro tecnico ha realizzato questa costruzione, sfruttando una magia di spazio. Dentro c'è molto più di ciò che in realtà potrebbe contenere.» spiegò la ragazza. «Comunque, vieni, per di qua.»
Minho seguì la corvina che camminava lungo quel corridoio immenso, fermandosi poi davanti ad una porta. La targhetta diceva ARES.
«Ti piacciono i cani?» domandò Minjee.
«Preferisco i gatti, però non li disprezzo.» rispose il ragazzo, continuando a fissare la porta. Non poteva essere un semplice cane, non starebbe lì. «Perché non sta in casa?»
Minjee fece una piccola risata. «Adesso lo capirai.»
Appoggiò la mano sulla porta e questa si aprì lentamente, facendo salire l'ansia in Minho. Quando fu del tutto spalancata, il ragazzo si paralizzò sul posto. Che diamine era quell'affare?
«Ares! Bel cucciolone!» esclamò Minjee entrando tranquillamente nella stanza.
Un lupo enorme di quattro metri si sdraiò a terra a pancia in su, aspettandosi i grattini sul ventre, che Minjee non tardò a fare, coccolando quell'affare come Minho coccolava i suoi gatti. Era stupefatto; quella ragazza non smetteva mai di sorprenderlo.
«Ti sono mancata? A me sei mancato tantissimo! Chi è un bravo cucciolo hm?» continuò a parlare la ragazza, mentre la creatura emise un lieve ululato.
«M-Minjee...» sussurrò Minho paralizzato sulla porta.
Ma quale cane?! Quel coso non era affatto un cane! Non era nemmeno definibile come animale domestico, dato che i suoi gatti poteva benissimo pestarli tutti e tre allo stesso tempo con una sola zampa.
«Oh Minho sta tranquillo! Vieni qui!» lo chiamò la ragazza. Minho entrò titubante.
Il lupo si girò velocemente sulla pancia, mettendosi sull'attenti. Come biasimarlo, non aveva mai visto il ragazzo prima d'ora e aveva un istinto estremamente protettivo.
«Ares, lui è Minho! È un amico, va bene?» la ragazza guardò l'animale, che abbassò subito le orecchie, come se avesse capito. «Minho, lui è Ares. Non è come i tuoi gatti per le dimensioni, ma si comporta come un normale cucciolo...ora dammi la mano!»
La ragazza prese il polso di Minho, mettendolo davanti al muso di Ares. Lui cercò in tutti i modi di liberarsi, sentendo i brividi mentre si avvicinava sempre di più a quella grande bestia.
«N-no no ferma!»
Il ragazzo era un panico. Quel coso avrebbe potuto mangiarlo in una sola volta.
Ares invece si limitò ad appoggiare l'enorme naso nero sul palmo della mano del castano, annusandolo attentamente e con delicatezza. Dopo qualche secondo, il lupo alzò leggermente il muso, avvicinandolo alla testa di Minho che lo guardava piuttosto intimorito. E ora?
"Me lo sento, ora mi staccherà la testa!" pensò il ragazzo chiudendo gli occhi.
Al contrario, sentì qualcosa toccargli leggermente il capo e arruffargli i capelli.
Aprì gli occhi e vide che l'animale lo stava annusando completamente, sfregando quel grosso naso asciutto contro la sua testa.
Poco dopo, Ares si allontanò, appoggiando il muso al suolo e osservando Minho.
«Significa che puoi toccarlo, gli piaci.» disse Minjee, per tranquillizzare il ragazzo.
Minho alzò lentamente la mano, per appoggiarla sul muso del lupo, il quale si ribaltò velocemente a pancia in su, con la lingua che usciva dalla bocca. «Decisamente gli piaci.» sussurrò Minjee, facendogli dei grattini sul fianco.
«Cos'è esattamente?» domandò Minho, continuando ad accarezzare l'animale con un po' meno timore.
«Conosci il mito di Fenrir?» domandò Minjee, guardando il lupo crogiolarsi nelle coccole che stava ricevendo.
«Aspetta- com'è possibile?!»
«Ares era un esperimento di laboratorio. L'aveva creato Doyoung sotto ordine di mio padre, quattro anni fa. Così come tutte le altre creature che ci sono in questa costruzione.» iniziò a spiegare Minjee. «Però Doyoung credeva di aver sbagliato qualcosa. Diceva che era un esperimento andato storto, e mio padre gli ordinò di sbarazzarsene. Ma non lo fece. Lo pregai di non farlo, così me lo lasciò e me ne presi cura come un animale domestico. Però cresceva velocemente, così Doyoung mi aiutò a nasconderlo con le altre creature, tanto mio padre non entrava mai qui dentro.»
Forse Minho si era spaventato per niente. Effettivamente Ares si comportava esattamente come un cane. L'unico particolare era il fatto che fosse un lupo di quattro metri.
«Lo sapevo. L'ho immaginato quando ho visto le gabbiette con i gatti di Minho.» parlò una voce femminile.
I due ragazzi si voltarono verso la porta, trovandoci Jieun, Felix e Jeongin.
«Ares!» Jieun corse all'interno, buttandosi addosso al pelo morbido e bianco dell'animale, sprofondandoci dentro.
Minjee fece ripetere a Jeongin ciò che fece Minho qualche minuto prima, e il piccolo Yang era forse più terrorizzato di quanto lo fosse Minho.
«Oh Lix, ho una sorpresa per te. Doyoung mi ha scritto ieri che era pronto.» Minjee si avvicinò al biondo, mettendogli le mani sugli occhi e conducendolo fuori dalla stanza di Ares. Il lupo lanciò un ululato, facendo sobbalzare Jeongin, che stava cercando il coraggio di accarezzare quel morbido pelo bianco.
«Adesso arrivo amore della mamma! Due minuti!» esclamò Minjee, conducendo Felix qualche porta più in là. «Bene, ora tieni gli occhi chiusi finché te lo dirò io, va bene?»
Felix annuì, così la ragazza sbloccò la porta. «Fai cinque passi in avanti e apri gli occhi.»
Il biondo fece come disse l'amica e quando aprì gli occhi, per poco non lanciò un urlo.
«Oddio è ciò che penso?!» esclamò il ragazzo, avvicinandosi al piccolo nido al centro della stanza.
Minjee si limitò a sorridere, mentre quello che sembrava un piccolo uccellino dal colore scarlatto, spuntava dal nido.
Felix lo prese tra le mani, mentre quel piccolo esserino lo osservava attentamente. «Mi hai davvero regalato una fenice?» sorrise il ragazzo.
«Hai sempre detto di volerne una...e ora che non c'è più mio padre a rompere le palle ho pensato di chiedere a Doyoung di crearla...»
«È stupenda.» disse semplicemente il biondo, accarezzandone la testolina con l'indice della mano.
Minjee uscì dalla stanza, lasciando l'amico da solo, seduto a terra con il suo nuovo cucciolo.
«E quel coso cos'è?!» sentì urlare Jeongin.
«Hey! Taekook non è un "coso", non ti permettere!» sentì urlare la cugina. La porta di fronte a quella di Ares era aperta. Minjee scoppiò a ridere. Jieun stava davvero mostrando il suo cucciolo a Jeongin.
«Jieun, dovevi avvertirlo prima di aprire la stanza!» rise Minjee, appoggiandosi allo stipite della porta.
«L'ho fatto! Gli ho chiesto se gli piacevano i cuccioli!» si difese la cugina.
«Sì, se non fosse che il tuo cucciolo è un'idra azzurro a due teste, anche se di dimensioni ridotte.» Minjee alzò gli occhi al cielo, ma Jieun la ignorò.
«Allora Jeongin, la testa a sinistra è Tae, mentre quella a destra e Kook.» disse la castana, mentre le due teste si appoggiarono una su una spalla della ragazza e l'altra testa sulla spalla opposta.
La corvina si voltò rassegnata, aprendo un'altra stanza.
«Lì invece cosa c'è?! Devo prepararmi mentalmente!» esclamò Jeongin impanicato.
«Qui? In realtà c'è solo il cibo per le creature...» rispose la corvina, entrando e dirigendosi verso lo scaffale di Ares. Prese una ciotola, buttandoci dentro diversi tipi di carne e tutto ciò che serviva per mantenere in salute un animale del genere.
«Non è un po' piccolo?» chiese Minho, notando che la ciotola era delle stesse dimensioni di quella dei suoi gatti.
«Magia di spazio, ricordi? Doyoung ha rimpicciolito tutto, altrimenti non ci starebbe mai.» rispose la corvina, uscendo con in mano la ciotola e un piccolo telecomando.
Lasciò la ciotola davanti al lupo, premendo in seguito il pulsante sul telecomando. In un istante la ciotola e il suo contenuto aumentarono di dimensione. «Ha creato questo telecomando perché solo lui è in grado di manipolare la sua magia, ovviamente. Però quando riesco, vengo io a dargli da mangiare. Dovendo tenerlo nascosto quando siete arrivati voi, purtroppo non sono riuscita molto.»
«Jieun, Doyoung mi ha mandato la lista. Ha dato da mangiare quasi a tutti. Mancano Athena, Zeus ed Hela.» disse Minjee tornando nella stanza con le scorte di cibo.
«Aspetta, prima devo nutrire Taekook!» esclamò la ragazza che stava preparando il pasto del suo animale.
Minjee prese un'altra ciotola, riempiendola completamente. Minho e Jeongin erano sulla porta che osservavano. Che diavolo era il prossimo animale?
«Minjee! Il cibo per la mia fenice!» Felix entrò in fretta e furia nella stanza.
«Dovrebbe esserci una mensola con scritto "Fenice".» rispose Minjee, chiudendo l'antello di un piccolo frigorifero. Minho si congelò sul posto quando lesse la targhetta: drago.
«Ehm...potreste stare un po' indietro per favore?»
Minjee aprì la porta e una fiamma la colpì in pieno. «Hela smettila! Ogni volta la stessa storia!» esclamò la corvina, mentre la fiamma si spegneva e lei si spolverava i vestiti. Grazie al cielo aveva vestiti ignifughi per via della sua magia. «Devi smetterla, perché Doyoung fa davvero fatica a nutrirti e purtroppo io non riesco a venire sempre.»
Un leggero suono di un ruggito rimbombò tra le stanze, mentre Minho e Jeongin facevano sbucare la testa per guardare all'interno.
D'accordo. Quello era sul serio un drago.
«Ma che razza di animali avete?» borbottò Minho dalla porta.
«Mio padre aveva interesse nelle creature magiche e mitologiche.» disse Minjee, mentre metteva il cibo davanti al drago. «E Doyoung era stato cacciato dal suo regno per esperimenti genetici illegali. Quando questa voce giunse a mio padre, beh decise di assumerlo immediatamente. E così iniziammo ad avere creature di questo tipo, anche se Ares, Taekook e quello di Jinnie sono "esperimenti falliti" che mio padre non voleva, e abbiamo deciso di tenerli noi. Ares avrebbe avuto problemi perché come avete potuto vedere è albino, mentre Taekook era troppo docile per essere un'idra.»
«Anche Hyunjin ne ha uno?» domandò Minho, sporgendosi troppo. Il drago alzò di scatto la testa, pronto a usare il fuoco contro qualcuno a lui estraneo.
«Minho, spostati subito!» disse Minjee, prima che Hela si irritasse.
Il ragazzo uscì dal campo visivo del drago, e questo tornò a mangiare tranquillamente. «Anche Hyunjin ha una creatura, ma se volete vederla dovete chiedere a lui...però penso che sia in casa a farsi la maschera per il viso, conoscendolo. Aspetterete domani.»
La corvina rimpicciolì di nuovo la ciotola, prima di riprendersela e uscire. «Ci vediamo domani, Hela, fai la brava.» chiuse la porta dietro di sé, prima che un'altra fiammata la colpisse. «Ha un carattere di merda quel drago...»
Minjee tornò a riempire la prossima ciotola, mentre Jieun usciva velocemente con un'altra.
«Vado da Zeus, resta solo Athena.»
La corvina annuì, prima di iniziare a preparare la prossima ciotola.
«E questi cosa sarebbero?» domandò Jeongin seguendo Jieun.
«Stavolta stai tranquillo. Zeus è un ippogrifo carinissimo!»
«E Athena?» domandò Minho, sperando in una risposta come quella di Jieun.
Minjee sbloccò la porta. «Mi dispiace deluderti... se vuoi avvicinarti ad un animale dovresti andare da Jieun. Athens è una viverna con il carattere peggio di Hela.»
La porta si aprì, e rivelò un essere con delle enormi ali simili a quelle di un pipistrello e il corpo di drago, solo senza le zampe anteriori. Però era ancora abbastanza piccola.
«Oh Cristo...questo sputa fuoco?» domandò Minho restando fuori.
«No, lei no. Però sta attento all'uncino sulla coda che inietta veleno.»
Minjee non si avvicinò particolarmente, spinse semplicemente la ciotola vicino alla creatura, e la ingrandì prima di chiudere la porta.
«Athena è la più recente qui dentro, sta ancora terminando l'addestramento, quindi non ci possiamo ancora avvicinare particolarmente.» spiegò la ragazza. «Se sputasse fuoco e non avesse l'uncino non avrei avuto problemi, ma in questo caso-»
Non finì la frase che Ares ululò. «Ti ho viziato troppo.» Minjee entrò nella stanza del lupo, non prima di aver schiacciato un pulsante sulla porta.
La parete infondo iniziò ad alzarsi, mentre Ares usciva nel giardino con un'enorme pallina in bocca.
Una volta fuori, si voltò verso Minjee, lasciando cadere l'oggetto davanti a lei e inclinando il corpo proprio come un cane: zampe stese in avanti, in modo che il busto fosse abbassato, e il sedere rivolto verso l'alto con la coda che si agitava velocemente.
«Visto Minho? È un cane.»

N.A.
Buonasera!
Per questa volta non è comparso nessuno di nuovo, quindi niente foto!
Spero sempre che vi sia piaciuto!

Al prossimo capitolo!

𝙈𝙄𝙉𝙏: 𝐑𝐞𝐰𝐫𝐢𝐭𝐞 𝐭𝐡𝐞 𝐒𝐭𝐚𝐫𝐬Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora