Caterina e Arezio si trovavano in una sala colma di grandi tomi. Quella stanza fu commissionata da Arezio poiché riproducessero una copia della stanza segreta del padre, dove poteva passare intere giornate a leggere e documentarsi su fatti storici, scrivere lettere e progettare piani. Esattamente come faceva Sebastiano. Arezio voleva rendere ancora più partecipe Caterina riguardo il loro Ordine e per quanto ne concerneva la lotta tra Assassini e Templari.
- "Incredibile.. Possibile non mi sia mai accorta di ciò per tutti questi anni?" chiese stupita con un libro in mano.
- "I nostri Ordini seppur diversi agiscono nell'ombra."
- "Parlami meglio di questo frutto dell'Eden."
- "È un potente manufatto in grado di comandare le menti umane e avere il completo dominio sul libero arbitrio. I Templari vogliono appropriarsene per scopi maligni, privando l'essere umano della sua libertà."
- "Sembra la trama di un libro drammatico."
- "Purtroppo è la realtà e noi dobbiamo impedire che ciò avvenga."
Caterina annuì.
- "Perché sei voluta entrare nella Confraternita?" gli chiese di nuovo a distanza di mesi. Era ancora perplesso.
- "Non so spiegarlo, ma sento che c'è qualcosa che mi lega a voi. Quando ti ho visto combattere.. qualcosa è scattato in me."
Arezio scrutò i suoi occhi confuso.
- "Tu perché hai accettato che io entrassi?" chiese incuriosita richiudendo il libro.
- "Ho letto sincerità nei tuoi occhi. Mi sono fidato delle tue parole e spero di non essermi sbagliato. Nella Confraternita sono ben accetti tutti coloro che vogliano affiancarsi al nostro Credo. Ma devi toglierti dalla mente la vendetta personale. Anch'io quando ero molto più giovane avevo come unico scopo la vendetta per la morte di mio padre ma essendo venuto poi a conoscenza di questo luogo, degli ideali e della drammatica situazione dell'intera umanità a cui andrà incontro per avidità di potere dei Templari, la mia vendetta è passata in secondo piano." fece una pausa. - "Se sconfiggeremo i Borgia avrò anche la mia vendetta."
- "Sei un uomo molto intelligente, carismatico e intraprendente. Non hai timore di nulla tu." Caterina era sempre più affascinata da Arezio nonostante ci fossero parecchi anni di differenza tra loro.
- "Non ho avuto una vita facile, mettiamola così. Per forza di cause sono diventato quello che sono." disse sorridendole.
I due si guardarono in silenzio, Caterina provò sempre più imbarazzo quando quell'uomo la fissava. Il suo sguardo era penetrante.
- "Sono sicura che trionferemo, Arezio."
Lui si limitò a sorriderle. L'emozione che faceva battere forte il suo cuore quando i loro sguardi si incrociavano l'aveva messa da parte.I quattro Assassini si riunirono in un'altra stanza insieme a Machiavelli. Egli raccontò loro tutte le avventure passate con Arezio, fino al giorno in cui abdicò.
- "Arezio è un Assassino nel sangue. Un uomo che non ha paura di niente e nessuno, che ha dedicato tutto sé stesso per la Confraternita. Gli siamo devoti." disse passeggiando in quella stanza con le mani dietro la schiena.
Ascoltavano Machiavelli ammalati da quel discorso. In cuor loro tutti e quattro avrebbero voluto avere almeno una piccola parte del carattere di Arezio.
- "È sempre stato così burbero con tutti?" chiese Niccolò.
Machiavelli rise.
- "In sua difesa, posso dire che le sue vicissitudini passate lo hanno reso particolarmente cinico ma il suo animo sensibile non ha mai cessato di esistere. È lì, solo che nessuno può vederlo."
- "Machiavelli, per quale motivo Arezio ha scelto proprio noi? Esistono uomini molto più forti di noi." domandò Bartolomeo, evidentemente a disagio nel formulare quel quesito ma desiderava tanto sapere quale fu la ragione che spinse Arezio a prediligerli.
Machiavelli esitò. Scrutò lentamente ognuno di loro. I quattro si sentirono oppressi dalla soggezione che emanavano gli occhi dell'uomo.
Si lasciò andare ad un sorriso amichevole e rispose.
- "Arezio ci ha visto lungo con voi quattro. Per essere dei validi Assassini non bisogna semplicemente avere forza nei muscoli o saper destreggiarsi egregiamente con una spada."
I quattro giovani si guardarono tra di loro.
- "La forza fisica è relativa se il vostro animo è frigido. Arezio ha intravisto in voi caratteri diversi ma che uniti tra loro riescono a completare il vostro animo ed entrare in completa sintonia con il vostro obiettivo. Durante tutto questo tempo avrete pur imparato qualcosa l'uno dall'altro. Arezio non ha fatto altro che esaminare le vostre anime e unirle tra loro. Al suo fianco aveva bisogno di uomini con forte sensibilità, furbizia, astuzia, saggezza, scaltrezza, temperamento. Nessun uomo al mondo possiede tutte queste caratteristiche ma esercitando ognuno la propria si crea un'unica forza."
Gli Assassini restarono in silenzio a cogitare sulle parole di Machiavelli. Rimasero completamente stupiti da quel discorso. Nessuno dei quattro, durante tutto quel tempo all'interno della Confraternita, ipotizzò mai un pensiero simile.
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La Confraternita
FanfictionRoma, età rinascimentale. Un gruppo di quattro giovani viene reclutato da Arezio, Mentore della Confraternita, per annientare il dominio dell'Ordine Templare e recuperare la Mela dell'Eden, un Frutto misterioso e potente, ambìto dai Templari, in gr...