Arezio non riuscì più a prendere sonno quella sera. Il suo animo era estremamente turbato e sconvolto. Le sue emozioni lo avevano tradito, doveva continuare a seguire la sua testa e reprimere quell'istinto.
- "Non posso crederci.. sembrava così innocente e sincera." disse Leonardo guardando il fuoco ardere nel suo camino.
Arezio rimase a guardare oltre la finestra, sperava di rivederla ma sapeva bene che doveva chiudere quel capitolo della sua vita. Era un nemico per lui e non poteva permetterle di avvicinarsi di nuovo alla Confraternita e ai suoi amici. Quel tradimento fu più letale di un spada dritta nel cuore, in quel caso sarebbe morto all'istante senza sofferenze, mentre in quel momento stava vivendo la morte delle sue emozioni, lenta e dolorosa.
- "È colpa mia. Non avrei dovuto fidarmi di lei."
- "Non colpevolizzarti di nulla. Nessuno poteva saperlo." lo rincuorò Leonardo.
- "E invece si! Ho messo in pericolo l'incolumità di tutti."
Arezio non si dava pace. Ripensò a lungo a quel momento di intimità tra loro che non avrebbe mai rivelato agli altri.
- "L'importante è essere venuti a conoscenza della sua vera natura. Meglio tardi che mai, Arezio." esordì Machiavelli interrompendo i pensieri dell'Assassino.
In quel preciso istante realizzò che se non avesse dato ascolto alle sue emozioni non avrebbe mai scoperto la verità su Caterina. In qualche modo lo avevano salvato. Ma stava soffrendo per amore ed era una sensazione tremenda.
L'alba sorse e i primi raggi del sole annunciavano l'inizio di un nuovo giorno.
- "È arrivato il momento dei saluti." disse Machiavelli intravedendo la sua carrozza fuori dalla finestra.
Arezio tornò in sé ed andò a salutare il suo vecchio compagno.
- "Non permettere a quella donna di distoglierti dal tuo obiettivo." gli disse mettendogli le mani sulle spalle in segno di incoraggiamento. Arezio immaginava che Machiavelli sospettase qualcosa tra loro due ma non si intromise mai nella sua sfera privata.
L'Assassino si limitò ad annuire, poi si abbracciarono.
Machiavelli andò verso la porta per uscire poi si voltò per un'ultima volta verso Arezio.
- "Scriverò un libro su di te." disse sorridendogli.
- "In quel caso fallo breve." rispose a braccia conserte ricambiando il sorriso.Anche Caterina passò quella notte insonne a girovagare per le vie di Roma.
Sapeva bene che la sua vita all'interno della Confraternita non sarebbe più esistita ma aveva bisogno di sapere la verità sulla morte di sua madre.
Si sentì sola e abbandonata. La sua vita stava tornando esattamente come qualche tempo prima, noiosa e priva di scopi. Solo quando conobbe Arezio qualcosa cambiò. Sentiva di essere parte di un qualcosa, si sentiva utile e ben voluta. Sentiva soprattutto di essere legata a quell'uomo ma non sapeva spiegare come e perché.
Prese il ciondolo che Arezio le strappò con violenza, lo guardò ma continuò a non capire. Perché quel ciondolo che rappresentava il simbolo Templare fu sempre sul suo petto senza conoscerne il significato? Era un regalo da parte del padre quando lei era ancora una bambina. Era molto legata a quell'oggetto.
Caterina strinse quel ciondolo nella sua mano. Si lasciò andare a un pianto singhiozzante.
La sua famiglia le mancava moltissimo, del padre non ebbe più notizie dopo che sua madre morì. Era sicura che successe qualcosa anche a lui, ma cosa? Dov'era finito?
In cuore suo sapeva che in tutto ciò ci fosse lo zampino dei Templari, ma perché quella croce era sul suo petto?
Decise di tornare a casa sua in cerca di risposte.
Avrebbe ottenuto la verità con o senza la Confraternita.Arezio si trovò nei pressi del Tevere ad ammirare la vita dei mercanti, i quali ricordavano lui la vita insieme al padre. Un padre amorevole dal quale ebbe tutti gli insegnamenti che lo resero l'uomo che era.
Ripensò al mostro che si prese la vita di suo padre, massacrando anche le loro. Si ritrovò orfano e dei suoi fratelli non seppe più nulla. Immaginava fossero morti ubriachi da qualche parte.
- "Pensare al passato non ti farà del bene, mio caro." una voce familiare interruppe i suoi pensieri.
- "Madonna Elena! Come ti senti?"
- "Ci stiamo riprendendo, ce la siamo vista brutta. Ho temuto per le mie fanciulle.." disse abbassando lo sguardo.
- "Mi dispiace.." rispose provato l'Assassino.
- "Perché non vieni a rilassarti un po' da noi? Un po' di vino, quattro chiacchiere e del buon sesso non hanno mai ucciso nessuno." disse prendendolo sottobraccio.
Arezio rise e accettò volentieri. Aveva bisogno di un po' di spensieratezza e quella donna sapeva come alleviare le sue sofferenze.
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La Confraternita
FanfictionRoma, età rinascimentale. Un gruppo di quattro giovani viene reclutato da Arezio, Mentore della Confraternita, per annientare il dominio dell'Ordine Templare e recuperare la Mela dell'Eden, un Frutto misterioso e potente, ambìto dai Templari, in gr...