Capitolo 7 - Subbuglio -

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L'alba era sorta ormai da un'ora. I raggi del sole che penetrarono nella sua stanza la svegliarono. Il suo corpo nudo e magro sentì un leggero torpore grazie al calore di quei raggi. Con una mano cercò Arezio sopra quel letto.
Si alzò di colpo.
Lui non era più accanto a lei.
Chissà da quanto tempo giaceva sola sopra quelle lenzuola.
- "Ben alzata, mia cara." interruppe i suoi pensieri Madonna Elena.
Lucia, con uno scatto, prese il lenzuolo per coprirsi.
- "Buongiorno Madonna Elena." disse impacciata.
- "Dormito bene?" chiese la donna.
Lucia annuì.
Madonna Elena avanzò verso il letto e vi si sedette sopra. La fissò, poi le toccò i capelli boccolati.
Lucia le sorrise e si sentì sempre più impacciata ed imbarazzata.
La donna passò la sua mano sul suo viso per accarezzarla. Lucia rimase inerme, chiuse gli occhi facendosi coccolare per colmare il vuoto che Arezio le lasciò abbandonandola di nuovo, senza nemmeno dirle addio.
Madonna Elena continuò a fissarla sorridendo. La sua mano scese sul suo petto e sfiorò i suoi seni.
- "Madonna Elena che fai?" chiese imbarazzata Lucia cercando di spostarsi da quella mano.
La donna le portò delicatamente un dito sulla bocca per zittirla.
Lucia la scrutò negli occhi, non capì il suo gesto.
- "Ti sei divertita ieri notte."
Lucia si limitò ad annuire.
- "Devi dimenticarlo una volta per tutte." lo sguardo della donna si incupì.
- "Perché mai?" chiese innervosendosi.
Madonna Elena si avvicinò alla sua bocca secca e rosea, la guardò negli occhi, poi li chiuse e la baciò.
Lucia sgranò lo sguardo.
Si pietrificò.
La donna la fece sdraiare sul letto e tolse il lenzuolo che copriva il fisico esile di Lucia. Ammirò quel corpo giovane e candido. Posò la sua mano prima sui seni, poi scese sempre più giù. Lucia sussultò.
- "Madonna Elena... che.. che fai?" chiese confusa.
- "Mi sto prendendo cura di te. A differenza di Arezio."
Lucia non comprese le parole di quella donna.
- "Non.. non c'è bisogno di fare tutto ciò. Sto bene."
- "Perché dici questo? Sono troppo vecchia per te?" chiese ammiccando, posando la mano sulla sua vagina.
- "Non capisco.." disse la giovane.
- "Rilassati, Lucia." disse avvicinando la sua bocca verso quella di lei. La baciò di nuovo, questa volta tirando fuori delicatamente la lingua.
Lucia la spinse via.
- "Madonna Elena basta!" urlò.
La donna le tirò un ceffone sul volto.
- "È così che mi ringrazi dopo tutto quello che ho fatto per te in tutti questi anni?" disse arrabbiata.
Lucia si portò una mano sulla parte del volto appena colpita e guardò la donna in cerca di risposte per quel gesto.
Madonna Elena si alzò e fece per andarsene.
- "Aspetta!" la fermò Lucia. - "Io.. io non volevo dire questo. Ti sono grata per tutto quello che hai fatto per me." disse abbassando lo sguardo.
La donna si voltò e tornò a sedersi accanto a lei.
Le posò la mano sulla guancia livida e le diede un bacio sulla gota arrossata per farle passare simbolicamente il dolore.
Si fissarono. Lucia guardò i suoi profondi occhi neri. Per lei era come una madre, l'unica che restò accanto a lei per tutti quegli anni. Crebbe senza una famiglia e Madonna Elena la allevò come fosse sua figlia portandola nel suo bordello. Cresciuta tra donne e uomini più grandi di lei, scoprì in tenera età il mondo della prostituzione e ben presto divenne anche il suo mondo.
Madonna Elena posò il suo sguardo sui capezzoli turgidi della giovane. Glieli sfiorò di nuovo.
- "Lucia, sei come una figlia per me. Non ti farei mai del male." disse con tono pacato.
Le baciò entrambi i capezzoli.
Lucia socchiuse gli occhi e aprì la bocca.
- "Brava, bambina mia."
Madonna Elena fece cadere a terra il suo vestito e rimase nuda. Lucia restò colpita dal suo corpo. Aveva una bella pelle e delle forme ben scolpite. Era la prima volta che la vide nuda.
Lucia le toccò il seno, incuriosita. Poi vi poggiò sopra il suo volto. Profumava di rose, di buono. Era eccitata ma confusa. Non aveva mai toccato un corpo femminile e non ne era attratta. Perché quella donna le provocò quell'effetto?
Le accarezzò la pelle. Non era morbida come la sua. A tratti ne potè percepire la sua grinzosità. Le sfiorò i fianchi, poi le natiche.
Madonna Elena passò la sua mano sul sesso umido e carnoso di Lucia.
- "Sapevo ti sarebbe piaciuto." disse con tono provocante.
Lucia si fece coccolare dalla donna, aprendo completamente le gambe e lasciandosi trasportare da quel piacere.
Non era la prima volta che si lasciava al godimento eppure quella volta era diverso. Davanti a lei non c'era un uomo ma una donna più grande di lei di quasi trent'anni e quel pensiero stranamente la eccitò. Madonna Elena sapeva farci non solo con le mani e con la bocca ma anche con le parole.
- "Devi fidarti di me, Lucia." disse infilandole dolcemente due dita all'interno.
Lucia urlò inarcando la schiena per il piacere.
La donna tolse le due dita e cominciò ad annusare la sua vagina bagnata, poi gliela baciò delicatamente. Lucia sussultò e ammirò la donna usare la lingua come fosse un pennello.
Le passò le mani fra i capelli corvino e restò a fissarla. Era bellissima come mai l'aveva vista prima e le stava procurando un piacere diverso, nuovo.
Passarono la mattinata a scoprire i posti più nascosti dei loro corpi ed entrambe avrebbero voluto condividere quel momento con Arezio.

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