Capitolo 15.
Josh
“Josh! Josh fermati!”
Sento Niall urlare il mio nome ma non mi importa, non importa più nulla ormai.
Come ho potuto essere così stupido? Come ho solo potuto pensare che una persona come Louis sarebbe rimasta ad aspettarmi. Me, che non sono nessuno in confronto a lui. Avrei dovuto dar retta a i suoi genitori e restarmene a vivere la mia squallida vita a Parigi senza sperperare i pochi soldi che mia madre teneva da parte intraprendendo un viaggio che mi ha portato solo a scoprire qualcosa che in fondo già sapevo. Per lui non sono abbastanza, non lo sono mai stato e non lo sarò mai.
“Josh ti prego!” la presa di Niall sul mio braccio si fa più forte e alla fine cedo, concedendogli un po’ di tregua dalla corsa.
Che poi perché mi ha baciato? Che diavolo voleva dimostrare? È solo l’ennesima dimostrazione che le persone non fanno altro che prendersi gioco di me, mi trattano come un burattino perché tanto io non ho nulla da perdere. Avevo Louis, ma ho perso anche lui.
“Josh, mi dispiace, dico davvero”
Non capisco una parola di quello che mi sta dicendo Niall. Tutto quello a cui riesco a pensare è allo sguardo di Louis nel momento in cui mi ha riconosciuto alla fine di quel laghetto ghiacciato, ghiacciato esattamente come è il mio cuore adesso.
“Josh, hei, non piangere”
Niall mi si è avvicinato con sguardo mortificato mentre le sue mani asciugano lacrime che non mi ero nemmeno reso conto di aver iniziato a versare.
Sono un’idiota, e lo realizzo a pieno nell’istante in cui stringo il biondo tra le braccia in cerca di conforto dall’ennesima persona di cui di me non gli importa niente.
Niall sussulta appena ma alla fine ricambia la mia stretta con ancora più forza di me portando le mani ad accarezzare la mia schiena scoperta per via della giacca che si è tirata su.
Non m’importa nemmeno più di apparire patetico quando inizio a singhiozzare sulla sua spalla.
Odio il fatto che mi manchi così tanto Louis. Saperlo a pochi passi da me e sapere di non avere più nessun diritto su di lui mi uccide. Quello che doveva essere il viaggio della speranza si è tramutato nella discesa agli inferi di Dante.
Una volta che mi sono ripreso almeno in parte, risucchio con il naso mentre Niall mi scruta pensieroso accarezzandomi le guance con delicatezza. Non capisco perché lo stia facendo, non sono nessuno per lui.
Sono così triste e distrutto che tutto ciò a cui riesco a pensare è che sono in un altro stato senza nemmeno un soldo, ne un posto dove stare. Completamente solo.
Singhiozzo di nuovo, ma Niall è più veloce.
Le sue labbra sono di nuovo sulle mie a bloccare i singhiozzi e le sue mani premono forte sulle mie guance.
Non so cosa mi porti a ricambiare il bacio, forse la disperazione, forse il bisogno di aggrapparmi a qualunque cosa pur di non crollare qui in mezzo a questo parco innevato.
Spingo la lingua tra le sue labbra e la sua risposta non si fa attendere. Preme con una mano sulla mia nuca per approfondire il contatto, mentre con l’altra mano continua ad accarezzare la mia guancia bagnata.
Sto piangendo mentre bacio questo ragazzo di cui non so nulla di più se non il suo nome e il suo gusto preferito di pizza, mentre il mondo intorno a me sta crollando insieme a ogni mio sogno , insieme ad ogni mia speranza.
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Through the Dark
FanfictionDAL TESTO: Quando finalmente la campanella posta nell'andito al di fuori della nostra classe, annunciò il cambio dell'ora, qualcosa di totalmente inaspettato accadde. Non so dire quello che provai in quel preciso istante, né in quello subito dopo...
