Capitolo 20.
Louis
Sono da poco passate le dieci del mattino, ma ancora non me la sento di strappare Harry dal suo sonno. Ha passato l'intera notte a piangere e muoversi come in preda a incubi terribili, mentre le mie mani si preoccupavano di asciugare le sue lacrime e le mie labbra di sussurrare parole di conforto contro le sue orecchie.
So che quando si sveglierà, dovrà affrontare un sacco di problemi e sistemare quel che resta della sua famiglia, ma adesso tutto ciò che importa è che riposi sereno, almeno all'apparenza, tra le mie braccia. Vorrei poterlo tenere sempre così. Stretto a me, cuore contro cuore, il suo profumo a irretire i miei sensi e le sue membra a tenermi al caldo, mentre io mi occupo di tenerlo al sicuro. È sconcertante il modo in cui i miei sentimenti siano esplosi nel giro di una notte. So che se dovessi separarmi da lui, ora, dopo quello che abbiamo condiviso la scorsa notte, il mio cuore si strapperebbe, dilaniato dal dolore della perdita del suo complementare. Non ho mai provato nulla del genere, nemmeno quando sono stato costretto ad allontanarmi da Josh. Sospiro al solo ripensare al suo nome. Inizio a pensare che , forse, quello che ho condiviso con quel dolce ragazzo, non fosse amore. Non che cerchi di sminuire ciò che c'è stato tra noi, non potrei mai farlo. Ma, ora inizio a capire, che dopo tutto, quello che vedevo in Josh, era tutto ciò che avevo sempre cercato nei miei genitori. Affetto, comprensione, amore. Quando ho ritrovato queste emozioni in Josh, mi sono illuso che il mio fosse un sentimento genuino, mentre in realtà, era solo la proiezione di ciò che io stavo cercando in un altro essere umano.
Non ringrazierò mai abbastanza quel ragazzo per avermi aiutato a non soccombere al dolore e all'oblio che mi stava attanagliando prima del suo arrivo, ma non posso più attribuire a lui quel sentimento che, per quanto possa farmi paura ammettere, ormai sono certo di provare per Harry.
Lo amo.
Lo amo in quello che è il vero senso del termine. Voglio proteggerlo dal male che lo circonda, voglio renderlo felice, voglio donarmi a lui come mai ho fatto con nessuno prima d'ora e voglio lottare affinché tutto nella sua vita, nella nostra vita, sia perfetto. Non lascerò che niente e nessuno si mettano sulla nostra strada, mai.
Il suo telefono ha continuato a squillare per molto tempo dopo che ci siamo addormentati, ho continuato a sentire il fastidioso ronzio in sottofondo mentre tentavo di lenire il dolore dipinto sul viso del mio splendido ragazzo.
Mi mordo il labbro arrossendo sulle gote calde quando realizzo quello che il mio cervello ha appena formulato. Il mio ragazzo. Mi sorprendo a scoprire che è vero, lo desidero così tanto da far male. Voglio chiedergli di essere solo mio, ma prima so che ci sono questioni più importanti di cui discutere, forse è solo questo che mi convince a scostare le mie braccia dal suo corpo caldo e accogliente e richiamarlo in un sussurro per svegliarlo.
"Harry, hey piccolo svegliati"
Lui grugnisce in dissenso tentando di afferrare nuovamente il mio corpo così come ha fatto per tutta la notte.
"Hey, Haz" sorrido quando il suo viso si trasforma mettendo su un tenero broncio infantile.
"Che ore sono?" mugola stendendo le braccia e le gambe flettendo così i muscoli dei suoi addominali, che mi ritrovo a osservare famelico, desideroso solo di poterli leccare e tracciare con la punta delle dita per poterne conoscere ogni sfumatura.
"Sono quasi le undici" rispondo sistemandomi su un fianco con la testa a gravare su una mano e un braccio piegato mentre osservo questa meravigliosa creatura aprire gli occhi sul mondo.
Lui annuisce a occhi chiusi, per poi sgranarli improvvisamente.
"Cazzo! Ma è tardissimo! Perché non mi hai svegliato!?"
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Through the Dark
FanfictionDAL TESTO: Quando finalmente la campanella posta nell'andito al di fuori della nostra classe, annunciò il cambio dell'ora, qualcosa di totalmente inaspettato accadde. Non so dire quello che provai in quel preciso istante, né in quello subito dopo...
