20. Epilogo

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Laila

Vedo tutto nero e sento, nonostante non riesca a vedere il mio corpo, di essere sudata, ansimante e molto agitata.

Mi sento come se stessi galleggiando in tutto il mare di tristezza e sensi di colpa che mi perseguiteranno per tutta la vita.

All'improvviso tutta questa negatività svanisce, lasciando spazio al cinguettio di alcuni uccellini in lontananza e dai rami degli alberi che, strusciandosi con le foglie, hanno, su di me, un effetto alquanto rilassante.

Forse la calma, forse il cinguettio o forse il rumore degli alberi che non vedo, riesce a farmi ritrovare la forza e la capacità di muovermi: riesco ad alzarmi mantenendo il respiro affannato ed ansimante. I miei occhi, seppur stanchi e indolenziti, si aprono facendomi riacquistare il senso dell'orientamento.

Camera mia, ecco dove sono.

Il fatto di essere sudata non era solo una sensazione: ora capisco che è la realtà e, inoltre, sento le mie guance bagnate dalle lacrime. Probabilmente avrò anche il mascara colato, dato che dimentico sempre di struccarmi prima di andare al letto.

Tengo le mani salde al materasso perché continuo ad avere l'affanno, e mi costa fare molta più fatica per respirare. Stringo le lenzuola bianche e me le porto sul viso: amo l'odore del detersivo alla vaniglia che usa mamma e queste lenzuola sono nuove; solamente consumate da una notte.

Giro la testa dall'altro lato del letto essendo ormai più rilassata e vedo, affianco a me, una figura mascolina: Der- Un secondo...Derek?!

Mi tocco la faccia per capire se stia sognando o meno, mentre i miei occhi si fanno sempre più lucidi. Capisco solo ora che non sto sognando e che il mio incubo, è appena terminato.

Le lacrime iniziano a bagnarmi le guance all'improvviso ma, essendo ora lacrime di gioia, le lascio scorrere, anche per rendermi ulteriormente conto di non stare viaggiando con la fantasia. Il mio ragazzo, disturbato dai miei urletti di gioia, si porta una mano a stropicciarsi gli occhi.

Mi dispiace di averlo svegliato, mi dispiace di averlo disturbato, ma io ho assolutamente bisogno di farlo. Gli allaccio le braccia al collo; in poco tempo sono a cavalcioni su di lui e gli inizio a lasciare baci su tutto il viso.

Avevo avuto paura di non poter sentire più le sue mani sui miei fianchi o lungo la mia schiena, e invece le sento prepotenti mentre mi stringono a lui, intensificando sempre di più il bacio.

-Mmmh, se quando mi sveglio sarà sempre così, tanto vale andare a convivere.- esclama sarcastico, passandosi la lingua sulle labbra per assaporare il sapore di tutti i nostri baci. Scoppio a ridere appoggiando la testa al suo petto, e stringendolo come fosse un peluche.

-Te l'ho mai detto che ti amo?- domando senza troppi giri di parole, perché non mi interessa dell'imbarazzo o della paura. Io lo amo, e lui deve saperlo.

Lo vedo spalancare gli occhi per la sorpresa, prima che un sorriso gli solchi la faccia. -Effettivamente, no.- fa lui, ancora sarcastico.

-Ora lo sai.- replico ovvia, lasciandogli un altro bacio a stampo sulle labbra prima di accoccolarmi al suo petto e sentire i battiti accelerati del suo cuore. E non è l'unico.

-Laila, andiamo! Come è possibile che ti svegli sempre così in ritar...- le mie migliori amiche lasciano che la voce muoia loro in gola, quando vedono me e Derek ancora nel letto, entrambi parzialmente nudi ed estremamente felici.

ᴏᴄᴄʜɪ ᴠɪᴏʟᴀ | ᴅᴇʀᴇᴋ ʜᴀʟᴇ |La tua prossima ossessione. Scoprilo ora