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⚠️ Questo capitolo tratta di un episodio di aot il quale non è ancora uscito su vvvd, quindi se sei arrivato al punto dove arriva Eren e non vuoi sapere spoiler, non proseguire a meno che tu non abbia già visto l'episodio da qualche altra parte!

Eren era davanti ai nostri occhi; nessuno di noi aveva idea di cosa avrebbe detto o fatto, ognuno di noi era seduto attorno a quel tavolo in totale silenzio, come se nessuno sapesse cosa dire, eccetto Eren.
-Io vorrei parlarvi, ragazzi- Il suo tono era sempre quello di uno che stesse soffrendo, ma non un tono da vittima, un tono di chi ha vissuto troppe cose macabre, un tono di chi ha avuto troppa speranza per poi ricevere sempre e solo delusione.
-Eren..- Sussurrò incredulo Armin, il quale aveva la vista rivolta completamente verso il suo amico.
-Non preoccupatevi per gli altri, saranno portati via per non intralciare con i miei piani, ma non temete, non accadrà nulla a loro- Affermò il ragazzo con sguardo spento; avevo notato che sulla sua mano avesse un taglio profondo; la tovaglia su cui si era appoggiato iniziava ad assimilare il sangue.
-Eren! Ma che cosa hai intenzione di fare?- Mikasa non potè che utilizzare un tono confuso ma al tempo stesso preoccupato, d'altronde teneva un sacco a lui, nonostante tutto.
-..Io sono libero- Alla sua affermazione, aggrottammo la fronte; cosa intendeva?
Mi voltai verso Gabi, la quale neanche lei sapeva cosa fare o dire, era semplicemente immobile al suo posto con sguardo paralizzato.
-Cosa intendi dire?- Chiese la corvina.
-Vedi Mikasa, io ho sempre lottato per la libertà...-Improvvisamente si voltò verso il suo amico biondo, il quale gli rivolse la sua più completa attenzione.
Armin, ti devo dire una cosa- Cambiò totalmente il tono della voce, come se quello che gli avrebbe detto gli facesse sconvolgere tutto ciò che gli circondava.
-Ti sei invaghito di Annie vero? Strano che anche Bertholdt lo fosse non trovi? Non hai capito che lui sta manipolando la tua mente? Sei un suo schiavo.- Alla sua affermazione, Armin sembrava confuso, il suo sguardo era di uno che non voleva credere a quello che stesse sentendo.
-Eren smettila!- Intervenne la ragazza corvina alzandosi dalla sedia, guardando in modo sempre più confuso il ragazzo.
-Lo stesso vale anche per te Mikasa!-Rispose il ragazzo alzando leggermente il tono della voce.
Non stavo più capendo niente, perché doveva essere tutto così difficile?
-Che ti succede..?- La corvina sembrava non riconoscere più il suo caro fratellastro, o amico, dipende dai punti di vista...
-Mikasa tu, non ci sei mai arrivata non è vero?- Chiese lui fissando la ragazza.
-La famiglia Akerman fu costruita per proteggere il re di Eldia. Ti ricordi di quando eravamo bambini? Ti ricordi di quel giorno? Di come tu abbia seguito il mio ordine in una simulazione di vita o di morte?- Lo sguardo di Mikasa era come pietrificato, avrei tanto voluto intervenire in qualche modo, ma cosa avrei potuto dirgli io, una bambina?
-In quel momento, il tuo istinto si era risvegliato. Quelle tue allucinazioni facevano si che tu pensassi che io ero quello che andava protetto.-
Ci fu qualche secondo di silenzio, ma Mikasa lo interruppe.
-Ti sbagli. Non è stato un caso, se sono forte è solo grazie a te!- Mikasa era palesemente sconvolta dalle parole di Eren, ma nulla la impediva di pensare che lui avesse torto.
-Quando i poteri di un Ackerman si risvegliano, sentono un forte mal di testa, e questo è quello che cerca di resistere alla costrizione di protegger l'ospite...Suona familiare?- Domandò lui alla fine facendo fare a Mikasa uno sguardo sconcertato.
Cosa intendeva dire?
-No...Ti sbagli, io...- Non sapeva più come giustificare tutte le sue vecchie azioni, probabilmente anche lei stava pensando che le parole di Eren fossero corrette.
-Sei una famiglia che ha perso la sua identità originale e ora esiste solo per seguire i comandi- Affermò Eren con riluttanza, come se la disprezzasse.
-Sei una schiava-
Finì la frase con maggior riluttanza.
-Smettila Eren!- Armin intervenne, probabilmente stava davvero esagerando.
-Sai cosa odio di più in questo mondo?- Chiese successivamente fissando la ragazza corvina, la quale si potevano vedere gli occhi lucidi.
-Le persone che non sono libere, non sono altro che bestiame.-
Il suo sguardo era sempre più adirato, ma allo stesso tempo tranquillo.
-Eren!- Riprovò Armin a fermarlo.
-Solo a guardarla mi faceva incazzare di brutto, e finalmente adesso so il motivo...Non sopportavo di vedere lo schiavo che obbediva fedelmente agli ordini senza fare domande. Fin da quando eravamo bambini, ti ho sempre odiato, Mikasa.- Non capivo cosa stesse succedendo che Armin si alzò di scatto dalla sedia non riuscendo più a tenersi calmo. -Eren! Come osi- In un attimo, cercò di colpirlo da sopra il tavolo, ma fu fermato da Mikasa, la quale aveva ormai qualche lacrima sul viso.
In quel momento, si sentì solo una sedia cadere.
-..Mikasa- La voce di Armin era confusa, ed anche la ragazza lo era, non riusciva a capacitarsi del fatto di aver difeso Eren anche questa volta.
-Per tutta la vita, sei stata trascinata dai capricci del sangue Ackerman.-
Mikasa lasciò subito il biondo allontanandosi di qualche passo. -No!- Urlò lei scioccata dalla situazione.
-È tutto quello che sei, Mikasa.- Rispose Eren per poi beccarsi un pugno da parte di Armin.
Io e Gabi ci allontanammo subito dal tavolo, mettendoci da parte.
Non stavamo capendo più niente; ma da che parte stava?!
Eren ed Armin iniziarono a darsela di ogni colore, ma Eren sembrava avere la meglio sul povero Armin.
-Vi prego, smettetela- La corvina li supplicò, ma nessuno dei due voleva ascoltarla.
Ad un certo punto, Eren lanciò il ragazzo contro un mobile, facendolo così cadere a terra ormai privo di forze.
-Eren!- Dalla porta saltò fuori un uomo armato.
-È tutto apposto, tranquilli- Rispose lui con tono calmo.
-È ora di andare, coraggio.-
Continuò lui facendoci confondere maggiormente.
-E dove..?- Domandò la corvina aiutando il biondo pieno di sangue.
-Dove tutto ebbe inizio, a Shiganshina- Rispose lui per poi voltarsi verso me e Gabi.
-Tu sei quella che ha ucciso Sasha- Fissò la castana con disprezzo; nonostante lo avesse fatto, portai un braccio davanti a lei, come per difenderla.
Guardai Eren con sguardo adirato, poteva scordarsi di ferire Gabi.
-Mh? Nora...Dato che sei la sorella di Yelena non ti faró nulla anzi, ti invito a venire con noi, assieme alla tua amica assassina.

Spazio Autrice:

Eren ma che ca🅱️🅱️o fai?!
Scusate io il manga non l'ho letto quindi non so niente

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