𝗦𝗮𝗰𝗸𝘆 "𝗽𝘁.𝟮"

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oggi...

-Allora andiamo da te?- mi chiede Zaccaria mettendomi un braccio intorno al collo.

-Si si, va bene.- rispondo con la testa altrove.

-Oggi sei assente, è per ciò che penso vero?-

-Si Zaccaria. È il grande giorno. Sembrava non arrivasse più.-

Dopo mesi che non lo vedo, che non sento la sua voce, che non tocco la sua morbida pelle, esce.
Voti a scuola calati, tutto il giorno a casa riuscendo a malapena a ingerire un pezzo di pane.
Questo in compagnia di Zaccaria, che con la sua dolcezza ha cercato in tutti i modi di colmare quel grosso vuoto nel mio cuore.
Lo so, è sbagliato affogare il proprio dolore in un'altra persona ma non avevo altre opzioni, o forse non avevo le forze per trovarle.
Mi fermo.

-Baby senti, mesi fa ci eravamo promessi che...- non riesco a finire la frase che il ragazzo alla mia destra mi precede.

-Che una volta uscito Sami non poteva andare avanti, lo so.-

-Zaccaria, meriti qualcuna che ti ami e che non ti scelga come secondo. Non sono io, non lo sono mai stata.- gli dico accarezzandogli il viso.

-Riprenditelo. Lo ami ancora. Ha bisogno di te.
Fatti accompagnare a casa, poi me ne vado.-

Mi lascia un bacio sulla fronte, come per far capire ad entrambi che quella breve storia è giunta ormai al termine.
Più ci avvicinavamo in Via Zamagna, più si sentiva vita, oggi più degli altri giorni.

-Sara!- urlano tutti i ragazzini non appena mi avvicino al palazzo con l'intento di non farmi notare. Perfetto.

-Ciao nanetti.-

Mi giro e c'è lui, con quel sorriso di sempre. E poi ci sono io, sola con la mia anima, persa solo a guardarlo.
Lo riconoscerei al buio, nella luce, tra la folla.
Mille ricordi mi attraversano la mente in un istante.
Incrocio Mattia e con un cenno del capo gli faccio capire la situazione.
Mi congedo con i più piccoli e salgo di corsa a casa sentendo dei grandi passi dietro di me.

-Non ti sei fatta vedere nemmeno una volta, perché?-  quella cavolo di voce.

L'unica cosa che vorrei fare è stringerlo con tutte le forze senza esitare ma non riesco, non posso.

-Non sarei riuscita a guardarti per più di due secondi senza scoppiare in lacrime. Non puoi capire quello che ho passato.- dico senza riuscire a controllare il tremolio della mia voce.
Sento toccarmi la spalla e con una delicatezza unica mi gira verso di lui.

-Fammi entrare, solo tu puoi aiutarmi.-

Un mio difetto? Il perdono, specialmente se si tratta di lui.
Cerco di aprire la serratura e le mani iniziano a tremare, non bastava la voce.

-Faccio io.- dice Sami sfiorando l'anello senza farlo apposta. Lo guarda e sorride. -Lo hai tenuto.-

Entriamo, poso la borsa e ci sediamo.
Si guarda attorno spaesato, come se fosse la prima volta che entra in quella casa dove abbiamo condiviso buona parte della nostra giovane vita, della nostra giovane storia d'amore.

-Tempo. Ho bisogno di tempo.- gli dico risvegliandolo dai suoi pensieri.

-È passato troppo tempo. Ho desiderato le tue labbra tutte le notti, la tua pelle, il tuo profumo. Fatti toccare.-

Si avvicina e sento perdere sempre di più il controllo sul mio corpo, sulla mia mente, lasciando comandare solo il cuore.

-Sei così bella, sei cresciuta, ora sembri una donna giuro.- ridacchia e non ci capisco più niente.

-Ma sono passati solo 3 mesi!-

-I 3 mesi più lunghi della mia vita.- dice abbassando lo sguardo.

-Baciami.-

-Non potevi chiedermi cosa migliore.- senza pensarci un secondo di più diventiamo un solo corpo, una sola anima.

-Giurami che non mi spezzerai mai più il cuore.- gli chiedo disperata.

-Non era mia intenzione...-

-Giuramelo.-

-Te lo giuro, da oggi basta. Inizia la nostra nuova vita, sempre che tu voglia condividerla insieme a me.- mi dice insicuro guardandomi dritto negli occhi.

-Si che lo voglio.
Morirò insieme a te. Sono con te in ogni istante che vuole dividerci e non ci riesce, da sempre.-

Fine.

One shot ; 𝘁-𝗿𝗮𝗽𝗽𝗲𝗿Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora