Capitolo XIX

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Ore 10.40, Aula di Difesa contro le Arti Oscure

-Ho sentito dire che Smith ha organizzato una lezione speciale per quelli del quinto anno-

-Non vedo l'ora, la lezione sui Mollicci è stata bellissima-

-Uffa, vorrei essere già al quinto anno-

I mormorii eccitati sfrecciavano rapidi tra i corridoi gremiti di studenti, tutti elettrizzati per l'imminente lezione di Difesa contro le Arti Oscure. Cezar Smith era riuscito ben presto a farsi apprezzare dalla maggior parte degli alunni nel castello. Era molto preparato teoricamente, ma ciò che colpiva maggiormente era il fatto che la sua preparazione non provenisse dai libri di testo, bensì dall'esperienza diretta. Nonostante la giovane età, dopo aver terminato gli studi aveva viaggiato molto e aveva avuto l'opportunità di osservare il mondo ed entrare a contatto diretto con le Arti Oscure (da cui non era mai stato attratto).

Aveva un modo di relazionarsi con gli studenti molto intimo e cercava di comprendere la particolarità di ognuno di loro, per poter far emergere il meglio e dare loro la possibilità di eccellere. Conosceva le classiche linee ministeriali e i programmi da seguire, ma non aveva intenzione di basarsi su quest'ultimi. Riteneva i programmi inutili; egli preferiva insegnare un argomento in accordo con la preparazione e la capacità di chi aveva di fronte.

-Secondo voi cosa può essere?- chiese Alice, leggermente intimorita. Non si era dimenticata il suo duello con Zabini durante le prima lezione e, ogni volta che varcava la soglia dell'aula, avvertiva l'ansia mangiarle le pareti interne dello stomaco. L'aula si trovava al terzo piano del castello ed era colma di libri antichi, vecchi scheletri e Shrunken Heads

-Scommetto la mia collezione di tappi di Burrobirra che studiamo le Maledizioni Senza Perdono e dovremo provarle su di noi- rispose Roxanne, per nulla spaventata.

-Le Maledizioni Senza Perdono rientrano nel programma del sesto anno e il professor Smith potrebbe provarle su di noi solo se ha un'incredibile voglia di essere licenziato. Stando alle leggi riguardo l'educazione magica tra minorenni, è illegale. Pena: quasi un anno ad Azkaban. Mamma mi ha detto che Shacklebolt è stato piuttosto irremovibile su questo- riferì Rose.

Aveva letto più volte le norme riguardo l'educazione ed era sicura che neanche Cezar, per quanto anticonvenzionale, si sarebbe spinto tanto oltre. Rimuginò a lungo sull'argomento di quella lezione; Smith si era rivelato una sorpresa fino a quel momento, ma dubitava che avesse in mente qualcosa di troppo complesso, infondo avevano solo quindici anni.

-Va bene, so-tutto-io. Che ne dici dei vampiri? No? Allora...vediamo...SI...i Quintaped-

-Non è niente di tutto ciò. Gli altri parlavano di una lezione speciale, quindi non sarà una lezione teorica- chiarì la rossa, sotto lo sguardo infastidito di Roxanne.

-Allora potrebbe essere il Sortilegio dell'infelicità eterna?- chiese Emily, ricordando di aver letto quel nome in uno dei libri della biblioteca mesi prima. Essendo Babbana di nascita, la sua conoscenza del mondo magico era più ristretta rispetto a quella delle sue amiche.

-L'altro giorno me ne stava parlando James, l'ha spiegato nella loro classe. Dubito che lo riproponga a noi- si intromise Dominique.

Era trascorsa una settimana dal compleanno del Grifondoro e i due cugini avevano passato quei giorni nascosti in camera del ragazzo o nella Stanza delle Necessità. Non avevano ancora parlato del bacio che si erano scambiati sulla Torre di Astronomia, anche perché i ricordi della bionda erano alquanto compromessi dall'alcol ingerito. Sapeva di essere stata lei a baciarlo e neppure il Whiskey Incendiario di tutta l'Inghilterra sarebbe riuscito a farle dimenticare il sapore dolce delle labbra di James.

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