Lexa Andammo verso la camera ma solo quando la aprii mi ricordai del casino che avevamo lasciato, c'era di tutto: letti sfatti, cartine di patatine e merendine in giro, pacchetti di sigarette qua e là, libri per terra, fazzoletti, tanga e reggiseni vari, cartoni di pizza, assorbenti .. "Forse avremmo dovuto riordinare, scusa" mi misi a raccogliere e sistemare velocemente, non volevo fare brutta figura. Stavo per prendere un pacchetto quando la mia mano si scontrò con la sua, alzai lo sguardo velocemente e la vidi lì che mi sorrideva, bella come il sole, quasi non mi accorsi che stava parlando "Tranquilla non serve che metti apposto, amo il disordine" Annuì in silenzio senza staccare mai il contatto visivo con quell'oceano, non so quanti secondi, minuti, ore, settimane, mesi, secoli siano passati, ma a ogni secondo perso desideravo averne un'altro e un'altro ancora. Che diavolo mi hai fatto Clarke Griffin? Dopo un lasso di tempo non definito ritirai la mano e mi alzai, le indicai il bagno e dove poteva sistemarsi per la notte.
Clarke L'unica cosa a cui riuscivo a pensare mentre mi lavavo i denti erano quei due occhioni verdi fissi sui miei, quei due occhioni stupendi. Uscita dal bagno lei era già in pigiama, una magliettona azzurra con quel che scarabocchio sopra che le arrivava sotto la coscia e non chiedetemi perché so anche che aveva delle mutandine nere. Pigiama. Cazzo. Non ce l'avevo. Dormire con dei jeans e una maglietta bianca che arrivava alla pancia non era l'ideale. Optai per togliermi i pantaloni e restare con la maglietta, tenni il reggiseno poiché il mio bagaglio davanti è abbastanza difficile da coprire con una magliettina quasi trasparente. "Dormi col reggiseno? Audace la signorina" commentò con tono sarcastico Lexa, che era stesa sul suo letto a leggere un libro ma con la testa girata verso di me "Non ho un pigiama quindi a meno che te non voglia vedere tutta la mia artiglieria penso sia meglio tenerlo" Rigirò la testa verso il libro e vidi che era un po' arrossita, volevo ridere ma feci finta di niente "Se hai bisogno lì ci sono un paio di magliette di Luna, anche lei non scherza come numero di reggiseno" sta volta aveva una voce un po' più seria ma con una vena di vergogna, forse si era accorta che l'avevo vista arrossire. Dopo avermi indicato il cassettone dove trovare il pigiama lei si girò a pancia in giù sul letto e nel movimento la maglietta si era un po' sollevata lasciando quasi totalmente scoperto il fondoschiena, ma sembrava non interessarle. Neanche a me doveva interessare ma sfruttai lo specchio sopra il baule per dare qualche guardatina, o almeno quello era l'intento, il risultato fu una Clarke imbambolata a guardare quelle 2 chiappe sode e perfettamente rotonde. "Trovato niente?" "Io..ehm..sì..cioè..no.." brava Clarke ti eri anche dimenticata come parlare "Si lo stile di Luna fa abbastanza schifo, guarda nell'ultimo cassetto è il mio" Annuì anche se non poteva vedermi e presi una maglietta a caso extra large nera con la scritta 'please don't kill my vibes' me la misi e contenta di come stava esclamai "Allora?" Lexa abbastanza pigramente si girò ma non aveva un'aria troppo contenta "Vuoi che ne prenda un'altra?" "No, no tranquilla.." "Tutto ok?" "Sì, sì.." Mi avvicinai e mi sedetti ai piedi del letto "Non è tutto ok, che hai?" "Era di Costia, la mia ragazza, cioè ex ragazza..." "Preferisci che me la tolga?" "No, a te sta meglio.. ti evidenza le forme" disse con un tono di flirt e facendo con le mani la forma di un corpo Scoppiammo entrambe in una grande risata e io le lanciai un cuscino in faccia che diede inizio a una epica battaglia di cuscini che durò circa 15 minuti. Eravamo sfinite, non sembra ma schivare, lanciare e parare cuscini è faticoso, entrambe eravamo spaparanzate a guardare il soffitto sui 3 letti che avevamo unito. "Hai fame?" Lexa si era appena girata verso di me e mi stava fissando con i suoi occhioni verdi "Un po'" stavo morendo di fame, alla festicciola di Lincoln c'era solo da bere e il famoso Mc Menù che Raven doveva portare per cena era scomparso. Decidemmo di ordinare una pizza, mentre lei stava chiamando io andai in giro per il mini appartamento e trovai una foto imbarazzante di lei, circa tredicenne, con un gruppetto di amiche. Penso fosse carnevale perché sia te che le altre avevate delle coroncine da principessa.
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"O mio Dio" dissi mentre la prendevo la portavo dove c'erano i letti "Che hai trovato Dora l'esploratrice?" Mi buttai sul letto e appena vide la foto cercò ci prendermela dalle mani buttandosi sopra di me e facendomi il solletico. "Basta, bastaaa" schiamazzai ridendo Una volta calmate però notai che lei era sopra di me e che le sue mani nel farmi il solletico erano andate sotto la mia maglia e che tutt'ora erano lì aggrappate ai miei fianchi. Ora entrambe eravamo zitte e alzando lo sguardo notai che mi stava guardando, le pupille erano dilatatissime e continuavano a fare un su e giù tra i miei occhi e le mie labbra. Con la mano le spostai un ciuffetto ribelle e lo rimisi dietro l'orecchio, sempre mantenendo il contatto visivo le misi la mano dietro la nuca e iniziai ad avvicinarmi alla sua faccia in modo pericoloso, lei fece lo stesso e quando le nostre labbra finalmente si stavano per sfiorare il telefono della segreteria iniziò a suonare. "Penso siano arrivate le pizze" dissi con un tono di resa ancora molto vicina alla sua faccia Lexa andò a rispondere e se le fece mandare su, poi si rigirò e si ributtò sopra di me "Dove eravamo rimaste?" il suo tono nascondeva malizia e desiderio Sorridendo da quella domanda le misi la mano dietro le nuca e la tirai giù facendola stendere completamente su di me mentre le sue mani erano salde ai miei fianchi. Quel primo bacio non era un bacio strano come lo sarebbe stato ogni altro primo bacio con qualsiasi essere sulla terra, no, era stranamente naturale, la sua lingua entrò a far visita alla mia senza neanche bussare, si misero a giocare ad acchiapparella accompagnate dai nostri respiri piano piano sempre più affannati. A un certo punto il campanello suonò, era il tipo della portineria con la pizza. "Riusciremo mai a finire qualcosa senza essere interrotte?" Chiesi con tono sarcastico cercando di tirarmi su mentre lei era andata ad aprire "Abbiamo tutta la notte davanti biondina" ripose lei mentre prendeva i soldi. Una volta presa la pizza la appoggiò al letto mentre io andai a prendere una birra. Il resto della serata (anche se erano circa le 2 del mattino) la passammo a guardare un film strafogandoci di schifezze, era strano come eravamo riuscite subito a prendere confidenza con una naturalezza fuori dal normale. Parlavamo di tutto, di serie tv, corsi, cibo, fino a quando una domanda posta da lei toccò il lato dolente di entrambe: la famiglia.