Lexa
Perché lei era qui? Partendo dal fatto che lei dovrebbe essere in Florida e non a Boston e considerando che frequentava un college nel Virginia, cosa ci faceva qui? Forse è venuta per me, forse vuole dirmi che le manco e che è stata una stronza. Oh si che è stata una stronza. Proprio una stronza. Le classiche stronze che vorresti picchiare. Comunque era impossibile, se Costia anche solo per una volta ammettesse di aver sbagliato il mondo crollerebbe, un po' quello che sta succedendo ora. Impossibile. Dai Lexa andiamo, il mondo non gira intorno a te, magari è venuta a fare un giro, Boston non è chissà che ma comunque è molto conosciuta, starà facendo visita a degli amici o a dei parenti, d'altronde la scuola inizia dopo domani, se avessi voglia e soldi potresti farti anche te un piccolo viaggietto. Uno molto low-cost, te non sei la figlia di un bancario pieno di soldi, ma di un matrimonio andato a male ancora prima che iniziasse.
Ad un certo punto un pensiero mi fece tremare i polsi: e se lei mi vedesse? Se fuori da questo localino si avvicinasse con la sua banda di disgraziati e mi prendesse in giro, mi sminuisse, mi tratterebbe di merda?
Feci un respiro profondo e abbassai un po' il capo, vedendo la testa rossiccia di Willy quasi totalmente coperta capii che era dall'altra parte del balcone, questo voleva dire che non poteva vedermi, dato che c'era il macchinario per i caffè e tutti i cassetti con dentro alcolici, bicchieri, frutta da tagliare, etc..
Tirai un sospiro di sollievo e tesi le orecchie, la sua voce era come il fischietto dei cani, emette un suono che anche tra tutto il rumore del mondo loro riescono lo stesso a sentire, ed io ero un Shipperke pronto ad ascoltare ogni parola che sarebbe uscita dalla bocca della bionda.
"Alloha, cosa ci fa un hagazzo come te in questo postaccio?"
La sua voce me la ricordavo bene. Penso sia una delle cose che mi piacciono di più di lei, o almeno che mi piacevano. È roca, profonda ma squillante allo stesso tempo. Mi fece sorridere la sua r moscia, la rimpiazza con una 'h', sembra quasi di sentire due toscani parlare, ma al posto della r loro non sanno dire la c. Me lo ha raccontato Willy, i capi di questo pub sono toscani e spesso li sente parlare in un dialetto dove ci sono solo h.
"Beh ci lavoro, di famiglia non siamo proprio benestanti e quindi cerco di pagarmi gli studi come posso" fu la voce di William a riportarmi alla realtà.
"Di dove sei?" stava giocando la carta della finta curiosa, a lei non gliene fregava davvero un cazzo in realtà.
Willy sembrava essersene accorto, ma continuò la conversazione, non è da gentiluomini rispondere seccamente ad una donzella, come dice sempre lui.
"New Orleans"
Lui era del Minnesota
"Wow, non ci sono mai stata"
Ci credo, te non guardi neanche oltre la punta del tuo naso, figuriamoci te che viaggi. Ma fammi un piacere.
"E dimmi un po'..."
"William"
"Liam, che cosa studi?"
Liam? Ti ha detto William e lo chiami Liam? Te precisamente tutti questi diminutivi te li preparavi prima o fai apposta? Sul serio
"Il mio sogno è suonare musica jazz, sto studiando al conservatorio ora"
Mi stavo scompisciando dalle risate. Lui che suonava qualcosa? Sta studiando per diventare un pilota di aerei e un giocatore di Hockey a livello professionistico, ma si vede che fa parte della sua scenetta
"E cosa suoni"
"Pianoforte e Sassofono"
"Figo"
Calò il silenzio tra i due, Willy rispondeva solo perché doveva e Costia dopo un po' non riesce più a mandare avanti le conversazioni.
"E dimmi, cosa posso offhihe a questo stupendo hagazzo olthe che al mio numeho di telefono?" Disse con la sua voce in modalità flirt mentre gli passava un tovagliolo con su scritto il suo numero.
"In realtà quello che è dalla parte giusta del balcone sono io, potrei farmi tutti i drink che voglio, quindi in caso sono io che ti offro qualcosa"
"E cosa mi può offhihe questo hagazzo dalla pahte giusta del balcone?"
Il fatto che continuava a dire 'questo hagazzo' mi infastidiva
William si girò nella parte dei cocktail, alzò lo sguardo facendomi l'occhiolino e si rigirò
"Acqua frizzante" rispose mettendogli il bicchiere sotto il naso con vicino il conto.
Giuro che ho dovuto trattenermi dal cadere dalla sedia per le risate, ma ho goduto in un modo assurdo vedendo la faccia schifata di Costia.
Willy girò i tacchi e venne da me
"Giuro che quando vedo questi fenomeni qui mi verrebbe da ridergli in faccia" disse divertito mentre puliva un bicchiere
"E a me? 'Hagazzo' a me cosa offri?" dissi imitando la voce della biondina dall'altra parte del balcone
William aprì un cassetto da dove prese due bicchierino e mi mise davanti due bottigliette di vetro
"Limoncello o liquirizia?"
"Sono una dal palato raffinato, lo sai"
"Vada per la liquirizia, come sempre sarò io quello che si ubriacherà con il limoncello"
Mi versò il liquido scuro sul mio bicchierino e lui quello giallognolo sul suo, prima di fare chin chin e far sbattere i bicchierini.
"Cosa ne farai del suo numero?" chiesi un po' curiosa
"Probabilmente lo spaccierò a qualche bodyguard per entrare agli street club, quei posti traboccano di finocchi, dovremmo andarci una di queste sere, è da tanto che non scendiamo in pista a rimorchiare insieme, ormai hai fatto la ruggine" disse continuando a pulire il bicchiere che poco fa conteneva il mio vodka lemon
"Approposito di questo.."
"Non dirmi che ti sei fidanzata con uno sgorbio come quella lì perché ti tiro due schiaffi" disse alzando gli occhi verso di me
"Sta zitto che te avevi una cotta per Murphy"
"Oh god" disse marcando ancora di più il suo accento americano e mettendosi una mano in fronte
"Se solo quel ragazzo fosse gay non sai cosa gli farei" continuò mordendomi il labbro e facendo la voce più da gay possibile
"Quando finisci il turno?"
"Tra 17 minuti e 39 secondi baby perché?"
"Tra 17 minuti e 39 secondi te la faccio conoscere" dissi, mi ero totalmente dimenticata che avevamo litigato, o almeno che ti avevo risposto così male..
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Quando Willy finì il turno erano più o meno le 2.15 di notte, ci incamminammo un po' per le viuzze di Boston e uscimmo dal centro come fosse pomeriggio.
"Allora mi porti dalla tua dama?"
E ora come gli dico che abbiamo litigato perché sono una deficiente? Che poi non so neanche se stai dormendo, in effetti è tardi ma né io né lui avevamo sonno.
"Prima voglio parlare un po' con te, ho bisogno di schiarirmi le idee"
"Ok?"
Andammo in uno dei posti in cui andavamo sempre a piangere, ridere e vomitare dopo le sbronze, un parcheggio gigante di una fabbrica di autodemolizioni.
Come sempre di sedemmo sopra il tettuccio della solita macchina rossa che era lì parcheggiata nello stesso posto da mesi, aspettando solo di essere demolita.
Una volta saliti sopra io mi stesi sul tettuccio e lui fece lo stesso, era una bellissima sensazione stare con lui, era il classico amico che vedi poco ma che quando lo vedi c'è solo lui e per lui ci sei solo te. La nostra era un'amicizia differente da quella che avevo con Luna, Anya, Lincoln, Raven, Jasper, Murphy e qualsiasi altro, aveva qualcosa di speciale. Io amavo lui, lui amava me, in un altro universo saremmo stati insieme probabilmente, ma era quell'amore che sai che c'è ma che non vuoi scoprire, quell'amore che non richiede sesso o baci, ma un abbraccio e un bel paio di risate.
Io il vecchio Willy lo amavo. Lo amavo più di ogni altra persona che avevo amato. Era quasi al pari di Aden e dei miei nonni. Lui mi amava. Il nostro amore era una cosa irraggiungibile ma a noi andava bene così, non volevamo esplorarlo e come con le stelle, ci bastava sederci o sdraiarci a guardarlo.
Nota Autore:
Hey guys, come va? Ho deciso di pubblicare subito questo capitolo perché mi è piaciuto particolarmente... e niente.. ci vediamo al prossimo capitolo.
Ricordatevi di lasciare un voto e un commentino :)
Noah (o Ananas come preferite)
XuX
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Foreste nell'oceano
FanfictionPiccola fan fiction delle Clexa in un mondo parallelo Fidatevi che è carina
