Ti amo anche io

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Clarke
"Rispondo o lascio suonare?"
"Dipende, sei pronta a mandare avanti una bugia?"
"Non penso.."
"Allora lascia squillare" rispose Emori, prima di alzarsi a riporre le tazzine da thè.
Mi buttai sul letto cercando di ignorare la suoneria del mio telefono, fallendo miseramente
"Pronto?" dissi premendo la cornetta verde
"Ehy, avevamo appuntamento da me dopo le ripetizioni, non ti ricordi?"
La tua voce era ferma e innocente
"Oh sì scusa, ma ho incontrato Murphy e Emori mentre tornavo e mi sono fermata un po' in stanza da loro" in fondo era la verità
"Confermo tutto" disse Emori che era tornata e si era seduta affianco a me
"Se vuoi possiamo vederci stasera, alla mensa fanno le lasagne.. penso sia l'unico pasto la cui consistenza non sia gelatinosa e devo dire che il gusto non è troppo cattivo"
Mi dispiaceva paccarti, ma mi vergognavo da matti
"In realtà starò qui in stanza da Emori, mangeremo qualcosa e dormirò qui, è la stanza più vicina alla mia aula e domani alla prima ora avrò matematica, se mi faccio trovare già in classe il prof penserà qualcosa di buono" ok ero abbastanza convincente
"Penserà che sei una lecchina" ammisi te ridacchiando
"Non mi importa, basta che mi ammetta al corso e può pensare anche che io sia la regina Elisabetta"
"In effetti se ti aggiungiamo qualche ruga siete molto simili" risposi
Misi il broncio anche se sapevo che non potevi vedermi e te scoppiasti a ridere
"Allora a domani, ci vediamo a colazione?"
"Di sfuggita, ma prometto che ti saluterò"
"Va bene dai, ti chiamo stasera per la buona notte"
"Va bene"
"Ciao Boo"
"Ciao"
"Aspetta, Clarke"
"Si?"
"Ti amo"
Oh cazzo. E ora cosa dico? In una situazione normale probabilmente avrei risposto con un 'anche io ti amo' ma quella non era una situazione normale..
"Anch'io" dissi prima di buttare giù la chiamata e stendermi sul letto con le mani sopra la faccia
"Io Lexa così dolce non l'ho mai vista" commentò Emori, ma ormai non la sentivo quasi più, quella giornata era stata troppo stressante per me, così mi addormentai.

'Mi ero appena svegliata, erano le 8.30 circa. La sera prima non avevo mangiato ed il mio stomaco brontolava. Mi alzai e vidi che ero nella mia stanza, probabilmente ieri Murphy ed Emori mi avranno cacciato dalla loro per stare un po' insieme, d'altronde avevo rovinato la loro serata dicendo che sarei rimasta lì.
Raven e Octavia non c'erano, si saranno già alzate probabilmente.
Mi vestii, mi pettinai, mi truccai e mi diressi alla mensa.
Appena entrata notai che essa era piena di gente, mi ero dimenticata di quante persone ci fossero nel college. Presi un vassoio, mi misi nel piatto un paio di uova strapazzate con bacon e un bicchiere di succo, per poi dirigermi al solito tavolo. Come previsto erano tutto lì, te non c'eri.. probabilmente ti starai ancora cambiando. A circa 2 metri dal tavolo tutti contemporaneamente si girarono verso di me, come se avessi appena fatto scattare un segnale.
"Eccola, la puttanella" disse Anya alzandosi, prendendo il suo vassoio e andandosi a sedere in un altro tavolo
"Sento puzza di gatta morta.. oh eccola" sputò Raven, prima di raggiungere Anya
"Sei sporca di merda, faccia da culo" colpì Luna
Che cosa stava succedendo? Perché mi stavano arrivando tutti questi insulti? Che avevo fatto?
Uno dopo l'altro mi insultarono, si alzarono e andarono a sedersi dove c'era Anya. Cercai di chiedere spiegazioni, ma la voce non usciva, era rotta dentro la mia gola. Cercavo di piangere, ma le lacrime erano chiuse nei miei occhi e non volevano uscire. Cercavo di muovermi, ma ero paralizzata. La bocca era asciutta e l'aria sempre più pesante.
Quando finalmente riuscii a girare la testa vidi te, Bellamy steso per terra con la testa ricoperta di sangue, sul tuo viso un sorrisetto falso e compiaciuto.
Poi buio. Solo buio.
Ora ero in una stanza. Sentivo qualcuno piangere ma non sapevo chi. Non potevo muovermi, forse ero legata. Quando i miei occhi si abituarono alla poca luce che c'era vidi una figura, piangeva. Gli occhi gonfi e rossi, gli zigomi bagnati, le mani sui capelli arruffati, il respiro corto, una lametta impregnata di sangue per terra. Intuii chi era. Eri tu. Cercai di chiamarti ma non mi sentivi, cercai di slegarmi ma non ci riuscivo.
Che cosa stava succedendo? Che cosa mi stava succedendo? Tutto questo non era reale, era impossibile.
Buio di nuovo. Ero nella stanza di Bellamy.
Stavamo facendo ripetizioni e io stavo sviando il discorso per saltare l'ora. Avevo male alle cervicali e lui mi fece un massaggio.
... "Quindi devo fare: due sta a cento, come x s... come x sta a..."
Non riuscivo a parlare, le parole erano soffocate dai miei respiri profondi e i miei occhi erano socchiusi dal piacere mentre la lingua di Bellamy era sul mio collo. Lo baciava, lo leccava, ed io emettevo dei piccoli gemiti accompagnati da dei respiri sempre più affannati.
"Ehy ma cosa f.." chiesi girandomi, ma non feci a tempo a terminare la frase che le sue mani erano sulla mia faccia e la sua bocca sulla mia.
La sua lingua non chiese niente, solo si prese quello che voleva. Era un bacio vorace, insaziabile, un bacio che nascondeva attesa e necessità.
Misi le mani dietro il suo collo e ricambiai il bacio, non pensavo a niente, le nostre lingue giocavamo tra la mia e la sua bocca, le mie mani ad accarezzargli i capelli ricci e neri e le sue scesero sui miei fianchi fino ad alzarmi la maglietta. Mi baciava con passione, non chiedeva niente, prendeva e si sfamava. Mi alzò e mi buttò sul letto, si slacciò la cintura e si sbottonò i pantaloni, rimandando in mutande.
Si mise sopra di me, continuò a baciarmi e mi tolse la maglietta, mi baciò il collo, la clavicola, lo sterno, mi slacciò il reggiseno e mi baciò il seno.
Continuò andando giù sulla pancia e continuando a baciarmi la parte sotto l'ombelico, mi slacciò i pantaloni.
Fece ribaltare le posizioni e mi misi a cavalcioni sopra di lui, mi strappò le mutandine di pizzo rosa e fece lo stesso con le sue.
Dalla mia bocca fuoriuscirono gemiti di piacere nel momento in cui entrò dentro di me, ribaltò di nuovo le posizioni e lui era sopra di me, le mie gambe aperte e la mia femminilità a contatto con la sua mascolinità.
Faceva avanti e indietro col bacino, io accompagnavo il movimento con il mio e lasciai uscire orgasmi e gemiti. Le mie mani stringevano il lenzuolo e le nocche erano bianche, mentre le sue mani erano ancorate alla tastiera del letto e con la bocca mi torturava i capezzoli.
Dai movimenti calmi e piani passò ad affondi sempre più forti e veloci, il mio sesso faceva male ma non lo fermai, stavo godendo come non avevo mai fatto, forse perché non avevo mai fatto sesso con un ragazzo, o forse perché non avevo mai fatto questi tipo di sesso selvaggio.
Tremavo, le mie gambe formicolavano e i miei respiri erano rotti.
Si sedette con la schiena sulla tastiera del letto e mi mise di nuovo a cavalcioni su di lui, sta volta ero io a fare avanti e indietro col bacino e nel mentre le sue mani 'aiutavano' spingendo le mie natiche verso di lui.
Ogni respiro veniva interrotto da un gemito o un orgasmo potente, probabilmente eravamo già venuti entrambi ma continuavamo. Eravamo insaziabili.
"Ti amo" disse col fiatone, una volta stesi uno di fianco all'altro
Mi girai ma non vidi lui, vidi te. Avevo sempre visto te, solo ora me ne accorsi.
"Ti amo anche io" risposi, sta volta ero sincera.'

"Clarke, Clarke.. CLARKE"
"Eh si, sono io" risposi con la voce impastata
"Alzati sennò non arriverai a lezione in tempo"






Nota Autore:
Holaaaaa, come va? Si lo so, ci ho messo anni per scrivere sto capitolo, ma sapete quando sapete già come finire la storia, ma non sapete cosa metterci in mezzo? Ecco sono io ora. Comunque spero vi piaccia, le fan della Bellarke apprezzeranno. Ricordatevi di lasciare un voto e un commento!
Bacioni spaziali
Noah (o Ananas come preferite)
=)

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