Clarke
Il pranzo è stato tranquillo nonostante la sorpresa del tuo arrivo.
Finito il pranzo ritornammo al Granny, stavamo scoppiando da quanto avevamo mangiato. Durante il ritorno però continuavo a pensare alla canzone di Ed Sheeran e al significato che gli avevo attribuito.
Arrivati al college ci dividemmo come la sera prima e quindi io finii in camera con te, era difficile per entrambe stare da sole senza provare imbarazzo.
Una volta entrate nell'appartamento vidi che era tutto come lo avevo lasciato, disordine su disordine.
"Vuoi qualcosa di comodo? Non penso che dopo il sushi i pantaloni stretti a vita alta siamo tanto comodi"
"Grazie"
"Il cassettone è sempre quello"
Sembravano passati anni da quella mattina ad ora, te ti eri già messa una tuta grigia ed eri spaparanzata sul letto.
"Lexa.."
"Si?"
"Ti ricordi di ieri, quando ti ho parlato della mia vita prima del college, di Wells.."
"Si"
"Te non mi hai raccontato di te"
"Non mi piace parlare di me.."
"Ok" dissi freddamente, non avevo voglia di tirarti fuori le parole di bocca, mi limitai a stendermi su un letto a caso dalla direzione contraria alla tua.
Ti sentii sospirare. Perché ti tratto così di merda? Non mi hai mai fatto niente anzi.
"Vuoi la versione lunga o corta?"
"Ho abbastanza tempo per sentirle entrambe"
Altro sospiro.
"Io sono un preservativo bucato"
Non riuscii a trattenermi, scoppiai a ridere non tanto per la frase ma per il modo auto ironico con cui lo avevi detto, mi girai verso di te, mi sorridevi, mi mancava vederti sorridere
"Scusa, scusa"
"Lo so è alquanto comico"
"La versione lunga?"
Altro sospiro.
"Barcellona, 1998, gita scolastica, mia madre e mio padre all'epoca 15enni erano fidanzati, si presero le stanze vicine. Un bel giorno, senza che nessuno degli studenti lo sapesse, le professoresse fecero ispezione e trovarono i profilattici. Quando i miei arrivarono e non videro i preservativi pensarono bene di chiederne uno a quelli più grandi che glielo darono bucato e puf, arrivati a casa mia mamma scoprì di aspettare una femminuccia.
Lei non voleva tenermi poiché pensava solo a divertirsi al tempo, una volta detto ai suoi genitori, ovvero i miei nonni materni, furono comprensivi e dissero di continuare la gravidanza poiché, per problemi all'apparato riproduttivo, la pillola abortiva o ogni tipo di aborto avrebbe potuto non far fare più figli a mia madre, quindi se lei non voleva crescermi lo avrebbero fatto loro.
Dopo 9 mesi nacqui io e mia madre mi lasciò a loro mentre lei abbandonò la scuola e si trasferì a Parigi.
Quando avevo circa 9 anni, arrivò la notizia di un fratellino, sta volta il preservativo non centrava proprio, era mia mamma che si era affidata alla parola dei medici che le avevano detto di essere sterile, colpo di scena, si sbagliavano. Quindi un altro parto e un nuovo fratellino, Aden"
Stavo per dire qualcosa ma non volevi essere interrotta
"Come ho detto prima, fummo cresciuti dai nonni, delle persone fantastiche. Ci viziavamo ma ci facevano imparare le buone maniere e abitudini, è grazie a loro che ora mangio senza mettere i gomiti sopra il tavolo"
"Mi sento presa in causa"
"Te ti stendi sopra il tavolo quando mangi"
"Quindi mi guardi anche mentre mangio?"
"Che ci posso fare se sei la cosa più bella che i miei occhi possano vedere?"
Momento di silenzio. Riprendi il filo del discorso
"I nostri genitori venivamo ogni tanto, da quanto so si separarono quando avevo 9 anni. Mia madre non veniva per noi, non gliene importava niente, ci fosse un giorno in cui non ci avesse fatto sentire degli errori, bensì veniva per chiedere soldi alla nonna che era così gentile che glieli dava, per poi andare a sperperarli in droga o prostituti, dato che non riusciva a trovarsi un uomo. Mio padre veniva a trovarci un po' più frequentemente, ci portava regalini vari, come barbie per me e dinosauri per mio fratello, cose non molto costose, continuò a portarceli anche quando io avevo 16 anni e mio fratello 7, ma apprezzavamo l'impegno.
Mio padre è disoccupato e vive con un suo amico perché non ha i soldi per l'affitto, una parte dei soldi delle borse di studio lì do a lui."
"Sei una brava persona Lexa"
Accennasti a un sorriso
"Loro non ti mancano?"
"I miei genitori? No, i soldi che a volte mando sono solo atti di pietà. I miei nonni invece si, anche Aden mi manca molto."
"Hai un bel rapporto con lui?"
"Io sono un po' una mamma per lui, oltre che una sorella, un'insegnante, una psicologa e una migliore amica.
Pensa che un giorno io ero nella mia camera, che al tempo era tappezzata di poster di GayPride vari, bandiere arcobaleno etc, entrò tutto serio e mi disse
'Leashy possiamo parlare', io pensavo cose gravi del tipo ho preso un brutto voto o mi hanno espulso invece se ne uscì con 'oggi a religione abbiamo parlato dell'lgbt e ho riconosciuto la bandiera che hai appesa lì, quella dei lesbici', io lo ritenevo troppo piccolo per capire per questo non glielo avevo detto, comunque lo avevo cresciuto con l'idea che uno può amare chi vuole, nonostante i miei nonnini che sostenevano il matrimonio esclusivo tra maschio e femmina."
"E cosa disse?"
"Mi disse che adesso avevamo qualcosa in comune, ad entrambi piacevano le ragazze, e si mise a ridere per poi abbracciarmi"
"Che dolce"
"Un giorno te lo farò conoscere"
Sorrisi per poi alzarmi e venirti ad abbracciare, avevo bisogno di sentirti vicino. Te ricambiasti l'abbraccio e mi lasciai cullare dalle tue carezze e dal tuo profumo paradisiaco.
"Perché Leashy?"
"Perché da piccolo non riusciva a dire Lexa, figurati Alexandra, quindi decise lui di fare un misto ed è venuto fuori Leashy, che doveva essere un mix tra Lexa e squishy, perché diceva che le mie guance erano 'squishiqua' che non so cosa significhi, ma probabilmente in Adenese significa qualcosa che capisce solo lui."
"Leashy, mi piace"
"Anche io ti devo trovare un soprannome"
"Madi mi chiamava Boo"
"Perché?"
"Perché rideva solo se le facevi il gioco dove ti coprivi gli occhi e dicevi boo settete e dato che mettere un c e una k nella stessa frase risultava difficile, io ero Boo"
"Boo mi piace"
"Ti voglio bene Leashy" dissi stringendoti un po' a me
"Anche io Boo"
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Foreste nell'oceano
FanficPiccola fan fiction delle Clexa in un mondo parallelo Fidatevi che è carina
