Clarke
I giorni passavano e arrivò la fine dell'estate, non avevo ancora finito i compiti e continuavo a ripensare alle parole di Costia, che mi aveva detto più di un mese fa.
Non riuscivo a comprenderle appieno, sopratutto non comprendevo perché non voleva che te lo dicessi, voglio dire, a meno che non ci sia un segreto nascosto non c'è niente di male.
Non capivo se erano un consiglio, un avvertimento, una minaccia, una parola scambiata così... non capivo.
È da due settimane che non vieni con Aden, di solito venivi ogni weekend, ma da quando tua nonna ha avuto quel mezzo ictus ti h sentita davvero poco. So solo che la situazione è stabile, tua nonna si è ripresa ma ora è in un ospizio sempre controllata, certo per tutti voi dovrà essere difficile non averla a casa, non riesco a pensare come mi sentirei se fosse successo a me. Cerco di non pressarti troppo, so che in questo momento non vuoi sentire nessuno, o per lo meno finché il rischio non sarà minore, anche se devo dire che mi manchi tanto.
Ho sentito Roan pochi giorni fa e mi ha detto che facevo bene a lascarti un po' stare, la tua preoccupazione ora andava ai tuoi nonni e anche se non era ancora tempo, ti stavi preparando per dire loro addio, d'altronde avevano quasi 85 anni se non di più, il loro viaggio si stava concludendo.
Sapevo anche che quando sarebbero venuti a mancare te saresti andata in crisi perché ora Aden era solo, sapevo anche che avresti lasciato il college per stare con lui (o almeno così mi avevi detto).
Avevo la testa che mi faceva male per tutti quei pensieri, così mi alzai e andai a fare colazione, nonostante fossero ormai le 11 passate.
Con mia sorpresa scoprii che ero a casa da sola, mia mamma era al lavoro e Kane era con Madi al maneggio.
Wells era partito da poco per una vacanza studio di una settimana in Italia e ora si che ero sola come un cane.
Da quando è partito mi sono chiusa in camera per fare i compiti e studiare, come da rituale le ultime settimane mi metto a studiare il programma dell'anno a venire, così non mi devo impegnare troppo durante l'anno.
——————————————
Erano più o meno le 4.30 del pomeriggio e mi era venuta fame (dato che avendo fatto colazione tardi avevo saltato il pranzo), andai in cucina, dove avevo lasciato anche il telefono sennò mi sarei sconcentrata mentre studiavo, lo guardai un attimo e scorrendo tra le notifiche vidi un tuo messaggio.
Da Leashy 🤍🧸: ti va di venire con Madi qui in Florida?
Fui abbastanza sorpresa da quella domanda, pensavo volessi stare sola e poi ultimamente ero sempre io a scrivere per prima
A Leashy 🤍🧸: direi di sì ma sono piena di compiti ancora, con piena intendo che mi manca solo matematica e Wells torna tra quattro giorni...
La scritta sotto il tuo nome passo da "attivo.." a "online" in pochissimo dopo l'invio del messaggio
Da Leashy 🤍🧸: ti aiuto io, a Aden farebbe piacere e anche a me, ho bisogno di staccare un po'
A Leashy 🤍🧸: ok va bene, guardo i voli e stasera chiedo anche a Madi e a mia mamma.
Lexa
Stavo andando allo ospizio dove avevano portato mia nonna, ero da sola e le stavo portando le ultime cose da casa.
Nonna era lì da circa una settimana e la casa era caduta nel malumore senza di lei. Nonno passava le giornate fuori con le sue piantine o a guardare le foto del matrimonio, quando poteva andava da lei anche se, essendo ormai anche lui vecchietto, faceva fatica.
Aden era terrorizzato dal fatto che la nonna stesse vivendo i suoi ultimi anni e l'ho sentito piangere più di una volta.
Poi c'ero io, chiusa in camera h24. Avevo il telefono in silenzioso e ormai era una settimana che non parlavo più con nessuno. O meglio, non volevo parlare con nessuno.
Non volevo che gli altri mi facessero le solite domande, "Come sta tua nonna?","Che ha tua nonna?","Mi spiace molto, spero si riprenda", insomma quelle domande fatte che si dicono quando si è in una situazione del genere.
Senza accorgermene ero arrivata, parcheggiai, presi gli scatoloni ed entrai.
Nella hall ad accogliermi c'erano Andrew e Joanna, due sulla quarantina che lavoravano lì.
Mi dissero che mia nonna era nella sala centrale e che se volevo le cose gliele portavano loro in camera. Io accettai e andai verso la sala che mi avevano indicato.
Quando entrai mi stupii da quanto era grande, stavano giocando a bingo e su un palco c'era una donna che diceva i numeri con di fianco un pianoforte che suonava di sottofondo musica classica, molto rilassante tranne per qualche vecchietto che imprecava o che urlava "BINGO!" tutto contento.
Gironzolai un po' e poi vidi mia nonna, era lì tranquilla a fare le parole crociate nella sua sedia a rotelle. Sapevo quanto odiasse starci, me lo aveva sempre detto.
Mi avvicinai e mi sedetti nella poltrona vicino
"Ehy"
"Ally! Che bello vederti" disse con la sua vocina un po' tremolante abbracciandomi
"Ehy ciao, ti vedo in forma" dissi notando che si era alzata per abbracciarmi
"Shhh, i medici mi hanno fatto un mazzo così per dirmi che non mi devo sforzare, anche se mi metterei a fare una maratona"
"Appena ti riprendi ci alleniamo e andiamo a farne una ok?" dissi scherzando
"È sempre stato il mio sogno sai Ally? Correre col vento tra i capelli, tagliare il traguardo e tutti che si congratulano con me"
"Tutta sudata, mezza morta con un male allucinante a tutto il corpo, un vero sogno a occhi aperti devo dire" replicai divertita
"Se la metti così" disse facendo un tono offeso
Scoppiai a ridere e le diedi un bacio sulla fronte
"Nonna ti devo dire una cosa" mi feci seria, non le avevo ancora parlato di te, in realtà neanche al nonno..
"Dimmi amore"
"Mi sono fidanzata"
"Davvero? E quando pensavi di dirmelo? Quando ero già sottoterra?" disse mettendosi a ridere.
Feci un sorriso sforzato e andai avanti
"Si beh diciamo che è complicata la cosa.."
"Come si chiama?" mi chiese tutta emozionata, non mi stava neanche ascoltando
"Clarke"
"E questo Clarke com'è? Quando me lo presenterai?"
"Quando te la presenterò"
La faccia di mia nonna si contorse un attimo, forse per capire quello che avevo appena detto, poi si girò, mi guardò e disse
"E com'è questa Clarke? Quando me la presenterai?"
Sorrisi per come l'aveva presa, era contenta come una Pasqua, non sembrava toccarla minimamente
"Verrà qui tra un paio di giorni, non so per quanto, ma la prima cosa che farò sarà portarla qui" le dissi prima di lasciarle un altro bacio in fronte e tornare a casa.
STAI LEGGENDO
Foreste nell'oceano
FanfictionPiccola fan fiction delle Clexa in un mondo parallelo Fidatevi che è carina
