Lexa
Ecco brava hai rovinato tutto. Complimenti Lexa Woods sei un fenomeno.
"È un po' complicata la faccenda" disse sospirando, la sua voce era un misto tra tristezza e malinconia
"Se vuoi possiamo parlare di altro.."
"Sta storia prima o poi sarebbe venuta fuori quindi tanto vale no?"
Come fai Clarke a pensare sempre al lato positivo di tutto?
"Io sono cresciuta nel Massachusetts, vivevo in una piccola casa in campagna con mia mamma e mio papà che mi hanno avuta da molto giovani. Era bellissimo. Mio papà lavorava fino a sera ma aveva sempre un sorriso stampato in faccia, ogni volta che tornava a casa si presentava con qualche regalino per me come del gelato, un giochino o un vestitino nuovo. Mia mamma stava continuando gli studi per laurearsi come medico ed era spesso sui libri, pensa che al posto delle filastrocche mi leggeva ogni sera la tavola degli elementi. È grazie a lei se ora la so memoria.
Io andavo in una scuola nel paese, avevo tanti amichetti, il pomeriggio finito i compiti andavo nel maneggio vicino a casa mia, i proprietari erano i genitori di Wells, è al maneggio che lo incontrai per la prima volta. Lui andava in una scuola privata in città, per questo non lo avevo mai visto prima, nonostante fosse il mio vicino di casa. Imparammo insieme ad andare a cavallo e quando avevamo circa 12 anni d'estate andavamo a fare delle scampagnate con la tenda. È con lui che mi sono ubriacata la prima volta ed è con lui che ho fumato per la prima volta.
Lui era il fratello che non avrei mai avuto, era il mio consulente, il mio psicologo per le mie pene d'amore, il mio insegnante di matematica, il mio istruttore di cavallo.. lui era un po' tutto per me.
Quando avevo circa 7 anni arrivò la notizia dell'imminente arrivo di una sorellina, ero felicissima. Fummo io e Wells a scegliere il suo nome. Madi. Avevamo già progettato tutto, di insegnarle ad andare a cavallo, ad arrampicarsi sugli alberi, a mimetizzarsi, a camminare nel bosco senza fare rumore, a costruire cerbottane..
Quell'anno però successe una cosa che mi spiazzo completamente, mio padre mentre ritornava a casa dal lavoro fu coinvolto in un incidente.. era inverno è un camion slittò sul ghiaccio.. le gomme della macchina non girarono abbastanza e il camion lo schiaccio, morì per l'impatto.." ora la sua voce tremava e i suoi occhi si stavano gonfiando di lacrime
No, Clarke non serve, non continuare, va bene così, non sei ancora pronta ad affrontare tutto questo, non devi farlo ora, non devi farlo per me. Stavo per dire qualcosa ma andò avanti
"Mia mamma era in ospedale perché mancava poco al parto e io ero come al solito da Wells.. fu lui a darmi la notizia, fu lui ad abbracciarmi e a dirmi che avremmo superato tutto insieme, che non mi avrebbe mai abbandonata, che in realtà papà non mi aveva lasciato e che lui era dentro il mio cuore, che vegliava su di me, fu Wells ad asciugarmi le lacrime e a dirmi che ero forte, anche se io mi sentivo più debole che mai, fu lui a dirmi che anche se faceva male dovevo guardare il lato positivo, avrei avuto una sorellina..
Quella notte mia madre partorì, mia zia era l'unica presente."
Clarke basta, stai crollando, fermati, odio vederti così.
Volevo interromperla ed abbracciarla ma non riuscivo a muovermi
"Io fui accompagnata dai genitori di Wells, Madi fu l'unica cosa che mi tirò su, che mi distraeva dal male che stavo provando.
Le settimane seguenti le passai prevalentemente chiusa in camera mia, era Dicembre e la scuola era chiusa per le vacanze Natalizie. In quelle settimane l'unica persona che vedevo fuori dal nucleo familiare era la mia psicologa, mi aiutò molto. Mi ero completamente estraniata da tutto e da tutti, ora l'unico mondo che volevo avere erano le 4 pareti della mia camera. Non vidi Wells per un po', a volte sentivo che veniva a bussare alla porta di casa per chiedere come stavo, a volte mi spediva una letterina con su scritto tutte le novità e cose che gli succedevano.. anche se era lontano era come se fosse sempre con me.."
"Wells mi sembra fantastico"
"Lo è.."
"Clarke mi spiace di averti fatto rivivere il tuo passato, non ..."
non feci a tempo a finire la frase che mi ritrovai con te in braccio a singhiozzare e a farfugliare qualche frase che però capivi solo te.. non sono mai stata brava a consolare le persone, spesso buttavo le cose sull'ironia ma qui di ironico non c'era niente.. mi limitai ad abbracciarti, a non fare domande e lasciarti sfogare.
Non so quanto tempo sia passato ma da poco ti sei calmata, siamo ancora abbracciate ma adesso siamo stese, io ti abbraccio da dietro e te hai le mani sopra le mie. Ti sei addormentata. Sei bellissima anche con quel mascara tutto sbavato. Anche con quelle guance rosse come dei pomodori per il pianto. Sei bellissima Clarke.
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Clarke
Sono circa le 6.30, mi sono appena svegliata, ho ancora l'orario di Harvard, mi ero dimenticata che qui le lezioni iniziano alle 9.
Girai un po' la testa e vidi te, Lexa, stavi dormendo, sei così carina mentre dormi. Quando mi alzai notai che eri ancora abbracciata a me, avevi vegliato su di me per tutta la notte.
Con un leggero movimento spostai le tue braccia per non svegliarti e andai in bagno, mi girava un po' la testa, risultato della sbronza della sera precedente.
Mi guardai allo specchio ed ero un'orribilmente orribile, avevo il trucco sbavato, i capelli attorcigliati, segni delle coperte sulle braccia e.. o merda, che cazzo è? Una botta violacea sul collo. Dove e quando era successo? Ma sopratutto chi me lo aveva fatto?
Osservai quel mega succhiotto per un po' per poi ricordarmi della sera prima, dopo la pizza avevamo esagerato con le birre. Chissà se era successo solo quello o altro.. sperai di non aver fatto niente di troppo compromettente ma allo stesso tempo il mio corpo (sopratutto il mio basso ventre) desiderava di aver fatto qualcosa, di aver condiviso dei momenti con la ragazza che ora stava dormendo nella stanza accanto.
Non rimuginai troppo sull'accaduto e mi feci una doccia.
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Foreste nell'oceano
FanfictionPiccola fan fiction delle Clexa in un mondo parallelo Fidatevi che è carina
