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ENNA
"Allora buona notte" "notte" mi da un bacio sulle labbra per poi andarsene. Mi giro è paralizzo subito. Sta venendo verso di me. No, mi starò sbagliando. Cammino nella sua stessa direzione è quando lui si ferma io lo oltrepasso. Tiro un sospiro di sollievo, quando entro nel palazzo è non lo vedo più dove era. Mi sento afferrare un braccio. Mi fa voltare per poi baciarmi. Cerco di allontanarlo ma no ne vuole sapere. "Mimmo" lui mi scansa bruscamente. "Hey Fran" "andiamo? Nicolò è stanco" "tu vai. Io qui devo fare delle cose" la donna, solo allora si accorge della mia presenza, è con vari dubbi se ne va col bambino. Mi sento strattonare fino allo studio di papà "fidanzato? Mi spiegeresti" "certo. Sto con Tommy. Perché Tommy mi ama. Non mi ha mai trattata male. Non se ne va dalla sua ex, quando dovrebbe stare con me. Non ha un figlio da una che non sono io. Anzi. Lui non ha figli. È mi ama. Non come te, che mi tratti come un'ogetto" vedo il suo braccio alzarsi, è senza neanche rendermene conto, mi da uno schiaffo, talmente forte da farmi venire le lacrime agli occhi. Ma non piangerò. Non di certo davanti ha lui. Mi alzo dalla scrivania ma lui con tutta la forza che ha mi ci schianta sopra

AMY
"Allora notte" mi lascia un bacio che io ricambio. Cammino verso l'interno del palazzo quando una donna un po robusta, si avvicina ha me "tu sei l'ex moglie di Giorgio vero?" "in verità, per legge è per fede, siamo ancora sposati" "ma non state insieme" "no. Ovvio che no. Lui sta con sua moglie. Ed è giusto che stia con lei" "perché sarebbe giusto?" "è lei la donna che ama, è con cui ha dei figli" "grazie" "per cosa" le sorrido anche se non capisco il motivo per la sua gratitudine. "Perché credevo tu volessi stare con Giorgio. Ma ora capisco che non eri felice di quello che era sucesso" "nessuno ne era felice" "si, ma io è le compagne dei ragazzi, credevamo che non vi duspiaceste averli attorno" "no. Al contrario. Abbiamo passato dieci mesi fantastici senza di loro" ridacchio è lei con me. "Bhe io vado" "si pure io. Ciao" "ciao. Ha, ma tu chi saresti" "Carolina. La moglie di Giorgio" rimango stupita "scusa, io" "hey va tutto bene. Adesso non c'è lo più con te" le sorrido per poi salire al piano di sopra. Entro nella stanza che condividero con Enna, è mi metto sotto le coperte

GWEN
Sento bussare insistemente alla porta. Mi alzo è vado ad aprire. Mi ritrovo una delle tante domestiche. Anche davanti la porta di Greice c'è una donna che la sta cercando "è sucesso qualcosa?" "si. Suo padre le vuole vedere immediatamente" "il tempo che mi cambio" "no. Dovete scendere subito" annuisco è scendo di corsa. "Dove è?" "Gwen, perché non ti cambiavi?" "la signora ha detto di scendere subito" "ma ti saresti potuta cambiare" "mamma sono le due del mattino" "lo so. Siamo atterrati ora. Vostro padre vi deve parlare" è detto questo trascina la valigia sopra. "Che belle camicie di notte" ridacchio alle parole di Phoeby. Abbiamo tutte una camicia di notte con vari pezzi di pizzo è delle bratelline sottili è piccole. La scollatura anche se è piccola, c'è. Cambiano solo i colori dato che io c'è lo nera, Greice lilla, Amy celeste, Audrey rosa pastello, Enna rosa cipria, Meryl verde smeraldo, Lorelai nera, Keira rosso. Le altre invece hanno dei pigiami, ma la maglia è uguale. Camminiamo verso la porta. Ci sediamo nei gradini. Poggio la testa sulla spalla di Lorelai, la quale la appoggia sul muro. "Ragazze" apriamo gli occhi mentre papà si avvicina alla porta "vi sareste potuti vestire meglio" "ci hai fatto svegliare alle due di notte. Dato che siamo venuti qua alle undici di sera, è fino alle tre di mattina, stavamo festeggiando il compleanno della nonna, è abbiamo dormito solo tre ore. Quindi, scusa se non pensiamo al nostro aspetto, ma ci sono cose più importanti" "hai ragione Sienna. Lo sapete quando adori quei ragazzi, è quando mi stia simpatica Martha. Ma vedete, avete delle priorità. È in quelle priorità c'entrano loro" "loro chi?" chiediamo in coro. Ma sappiamo già chi sarebbero questi loro. "Noi" ci giriamo è dei ragazzi con valigie è borsoni, stanno camminando verso di noi "in queste priorità c'entra pure Jessica. Dico, perché Jessica è Ciro stanno insieme" "appunto. Loro perché possono avere una doppia vita è noi no" "loro intanto lasceranno le loro compagne, è stessa cosa farai tu" punta il dito verso di me "che vuoi" "lo so che tu stai con Noah, ma vedi. Lo devi lasciare" "come se noi stiamo hai suoi comandi" sussurra Enna ha Phoeby. Papà la guarda male "io non lascerò John" "certo che lo farai. È al più presto" Keira si gira verso Federico "allora. Una ragazza mi ha detto che le loro mogli ci odiano. Perché loro" indica i ragazzi "gli hanno fatto credere che noi eravamo felici di questa cosa. È non è vero. Quindi perché dobbiamo finire noi in mezzo quando noi preferiremo morire più tosto che stare con loro" "ma tu non eri quella che andava d'accordo col marito" "si era così. Fino ha quando non se né andato dalla sua cara mogliettina è ci è rimasto fino ad oggi" "non potete avercela per così poco" "tanto è stata una scopata è via" "già. Tanto nove mesi, li ho passati io da sola. Nei due mesi più difficili, ci ho pensato io ha mio figlio, dato che eri troppo occupato con i tuoi altri figli" il sorriso che era stampato sul volto di Nicolò scompare subbito "mi spiace" "ci avresti potuto pensare undici mesi fa. Ora è troppo tardi per dispiacerti" Kate entra molto infuriata "davvero vuoi questo. Ci odi così tanto da vederci così. Un conto era l'amore l'altro conto, è che ci fanno solo del male" "che male vi facciamo sentiamo" "non è un male fisico" sospira Meryl "mi sembrava. Perché io non ho mai sfiorato Audrey" "questa è una balla. Mi hai 'sfiorato' anche senza il mio consenso. Anche quando volevo che ti fermassi, tu andavi avanti. Tanto hai pensato è fissa, posso trattarla come mi piace e pare. Quindi si. Non è un danno fisico, ma morale. Già che noi siamo infelici, voi, ho meglio tu, perché non so se lo fanno pure i tuoi amici, ma tu lo fai. Mi scarichi la colpa di tutto" "questo non è vero" "si. È vero. È colpa nostra se siamo in questa situazione. È colpa nostra se dovete stare qua. È sempre colpa nostra" i ragazzi rimangono zitti per qualche secondo. "Io me ne vado ha letto" con un cenno salutiamo papà. Apro la porta della mia stanza "Gwen. Posso dormire con te?" "certo. Vieni" entro è Phoeby entra dietro di me. Mi metto sotto le coperte è poi chiudo gli occhi. Questa è una giornata da dimenticare






































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