Dopo quella sera, Piton si ritrovó ad essere assai pensieroso.
Nella sua testa vorticavano in un loop interminabile domande come "Era la cosa giusta? Sto avendo correttamente? Se dovessi ferirla?"
Lei era giovane, bella, intelligente. Una creatura meravigliosa: la pelle buona e profumata, un acume fuori dal comune, un sorriso che aveva il potere di far risplendere tutto ciò che aveva intorno. Ma davvero sarebbe caduto solo nelle tentazioni della carne?
Infatti, da quando il professore non andava con una donna? Mesi? Dopo l'ultima avventura aveva deciso di interrompere quelle storielle insulse che ogni tanto lo distoglievano dalla sua routine. Era solo sesso, eppure lui ne aveva bisogno. Ma poi? Nella solitudine delle sue stanze rimuginava ininterrottamente su questi piccoli momenti di evasione, che dopotutto non riuscivano a rasserenarlo. E allora rompeva ogni contatto con la povera malcapitata di turno. Erano donne piacenti, mature ma non per questo meno affascinanti, che volevano passare una serata di fuoco con un eroe di guerra e lui ci stava, fin quando i suoi demoni non tornavano a tormentarlo.
Ma si stava chiedendo se anche questa volta fosse solo questo.
Perché desiderava così ardentemente la Granger? Se lo chiedeva spesso, anche adesso, davanti allo specchio mentre si aggiustava la cravatta.
"Dai qua, te la sistemo io." Rolanda irruppe nella stanza con poca grazia.
"Grazie, le odio queste dannate cravatte."
"Non te ne vedo indossare una dal giorno del mio matrimonio con Poppy, a cosa dobbiamo questo raro evento?"
"Ma niente, volevo solo provare qualcosa di diverso dal solito." Ecco, ora sì che era nei guai.
"Secondo me tu vuoi farti bello per qualcuno, anzi, mi sembra che questa sia proprio acqua di colonia. La Granger ti fa impazzire vero?"
"Ma tu non hai una stanza dove stare? Una moglie a cui chiudere la zip del vestito?" rispose Piton in modo appena piccato.
"No caro, io sono pericolosa. Poppy usa la magia per queste cose, se lo chiedesse a me, io invece di abbottonarla potrei fare il contrario. Ma non stiamo parlando di me. Allora? Sputa il rospo!".
"Potrebbe darsi..."
"Potrebbe darsi cosa?"
"Che la Granger sia una bella ragazza."
"Bella? È uno schianto! Con quello sguardo dolce, quel profumo delizioso... quelle forme tutte al punto giusto... "
"Bada a come parli, vecchiaccia!"
"Come è semplice stanarti Severus, con me non hai segreti."
Severus ci era cascato in pieno a quel giochetto, Rolanda voleva solo metterlo alla prova.
"Io dico solo che fai bene, te la meriti anche tu una persona che ti voglia bene Sev. Te lo dico davvero."
"Rolanda, stiamo parlando di niente. Io non le interesso, sono vecchio, brutto e intrattabile. Una donna così cosa potrebbe volere da me?"
"Tu, Severus..." l'amica gli stava lisciando l'abito nero con la bacchetta "Tu, stupido di un pozionista! Non hai visto come ti guarda? Muoviti, ci stanno aspettando, e poi, se devo dirla tutta... sei ancora un bel bocconcino."
Arrivarono insieme davanti alla sala grande e in quel momento Hermione li raggiunse. Aveva un abito lungo, blu notte, la schiena scoperta, un leggero filo di trucco e i capelli sciolti in morbidi ricci color dell'oro.
"Chiudi la bocca Sev, ti entrano le mosche". Rolanda li lasciò all'entrata, filando verso gli altri insegnanti, non prima di aver sussurrato all'orecchio di Hermione "Sei magnifica tesoro!".
"Come è elegante professore." Disse scherzosamente Hermione, pur non riuscendo a staccargli gli occhi di dosso.
"Devo ammettere che anche tu non sei male Granger." Rispose lui a tono, facendole l'occhiolino e insieme entrarono in sala grande.
La stanza era meravigliosa, il soffitto era un cielo stellato, ogni tanto qualche fiocco di neve si poggiava sui visi degli studenti incantati.
Hermione raggiunse il tavolo degli alcolici e si versò del vino elfico.
"Ne avremo bisogno" Poppy sorrise, mentre accettava il calice che la giovane strega le stava porgendo.
"Severus è un incanto, non pensi anche tu, Hermione?"
"Si, sta decisamente bene, non sono abituata a vederlo così."
"Credo che ci sia un motivo preciso, sai?" La medimaga guardava la giovane Grifondoro con un sorriso malizioso e complice.
"No, Poppy, di certo non sono io. Lui non vuole niente da me."
"Ne sei proprio sicura?" Madama Chips si allontanò facendole l'occhiolino ed Hermione si ritrovò a sbuffare tra sé.
Tra loro c'era una tensione sessuale incredibile. Da quella sera al laboratorio, la giovane si era trovata molte volte a fantasticare in maniera poco innocente su Severus, anzi, lo aveva sognato in vesti decisamente erotiche, per non dire pornografiche. E, cosa ancor più strana, le era piaciuto moltissimo.
Per giorni aveva immaginato di liberare quell'erezione, di sentirla tra le sue mani. Ne aveva parlato con Ginny, che qualche settimana prima le aveva risposto canzonandola "Te l'avevo detto Hermione, ti piace!"
"Non so Ginny, cosa potrebbe mai succedere tra di noi? Una notte di sesso?"
"Beh, da quello che mi hai detto sul suo...ehm ehm...della sua "bacchetta" anche una notte di sesso potrebbe andarti bene, no?"
"Non sono sicura di volere solo questo."
"Hermione Jane Granger, non ti starai mica innamorando del pipistrello dei sotterranei?" domandò Ginny vagamente stupita.
La strega non rispose, ma dentro di sé sentiva che la sua giovane amica aveva ragione.
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Ritornare
Fiksi Penggemar"In greco, ritorno si dice nóstos. Álgos significa sofferenza. La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare." M.K Se la strada per la felicità avesse origine là, dove tutto il dolore ha avuto inizio? Hermione...
