Capitolo 12

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Giunta sera, in attesa che il ragazzo mi mandasse un messaggio per avvisarmi che fosse fuori casa, mi specchiai per vedere se fosse tutto a posto, dal colletto del maglioncino nero fino alle pieghe dei jeans chiari... Ero parecchio in ansia, anche se in realtà forse era più preoccupazione o paura che quell'uscita non andasse nel migliore dei modi

Cinque minuti dopo quando lessi il messaggio del moro, acchiappai il giubbotto e le chiavi di casa, per poter uscire e raggiungere l'auto del ragazzo

«Ei» Mi sorrise quando entrai in macchina, e accennai un sorriso a mia volta, falsissimo, in tutta risposta, rimanendo in totale silenzio nei minuti a venire

«Non mi parlerai stasera, vero?» Chiese passandosi una mani tra i ricci, e sospirai sonoramente

«Non sono di molte parole quando sto male» Risposi di getto, ristabilendo così il silenzio, osservandolo poi mettere in moto la macchina, mettere la freccia e la prima marcia, immettendosi nel traffico

La tensione in quell'abitacolo era percepibile a kilometri di distanza, tanto spessa da poter essere tagliata con un coltello, e l'unico modo carino per cercare di affievolirla pensai fosse mettere un po' di musica, acchiappando così quel cavetto per poterlo collegare al mio cellulare, cercando una playlist che comunque fosse in linea con il contesto e non contenesse canzoni da discoteca

Dopo averla selezionata dando uno sguardo abbastanza veloce alle canzoni contenute, lasciai il cellulare sul sedile, al mio fianco, poggiando poi la testa contro il finestrino per potermi godere la musica, finché durante il tragitto non partì l'unica canzone che non sarebbe mai dovuta partire, 'Kiss me' di Ed Sheeran

Cercai di mantenere la calma, provando a sperare che non la conoscesse o che non sapesse neanche dire 'ciao' in inglese, ma capii che la fortuna non fosse dalla mia parte neanche quella volta quando lo vidi alzare leggermente il volume

«I've fallen for your eyes
But they don't know me yet

And the feeling I forget
I'm in love now...»

Lo sentii canticchiare sottovoce quel piccolo frammento di canzone quando ci fermammo al semaforo, costringendomi a distogliere lo sguardo dall'esterno per spostarlo sul ragazzo che sorpresi già a guardarmi

«La conosci a quanto pare...» Sospirai e lui annuì

«È il mio cantante preferito, so tutta la discografia in pratica»

Ci fu qualche altro attimo di silenzio mentre la canzone andava terminando, vedendo il ragazzo porgermi la mano... Lo guardai in viso subito dopo, vedendo la sua espressione speranzosa ma comunque più incerta di quanto non lo fosse mai stata, decidendo allora di portare la mano sulla sua, facendo intrecciare le nostre dita.

Quel ragazzo aveva il potere di rendermi debolissimo.

Con ancora la mano stretta alla mia, la portó al cambio per cambiare marcia quando ripartimmo dopo la sosta al semaforo.

Quando arrivammo al parcheggio di quel piccolo ristorantino rustico, rimanemmo in macchina in silenzio, senza che nessuno dei due accennasse ad uscire da quell'abitacolo

«Credo che sia il momento di parlare...»

Annuii a quella sua uscita, provando a togliere via la mano dalla sua presa ma subito dopo venne ricatturata e stretta

«Siamo sbilanciati Christian»

Iniziai e quello fu sufficiente per confonderlo

«Io mi sono aperto tanto con te fin da subito, non credo che ci sia qualcosa importante di me che tu non sappia già... Ho dato una grande importanza a questo nostro rapporto, e pensavo fosse giusto così ma... Credo di aver esagerato»

AMNESIA [Zenzonelli-Amici21] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora