Lentamente, Severus Piton cadde in ginocchio, gli occhi serrati per cercare di trattenere ancora una volta cocenti lacrime, troppo a lungo negate.
Le sue sottili mani bianche sfiorarono appena la superficie fredda del marmo in una struggente carezza.
*
Ti ho ucciso, Albus, ho ucciso l'unico amico che avevo, ho ucciso l'unica persona che avesse mai creduto in me.
Ho ucciso l'unica persona che aveva fiducia in me, così tanta fiducia da affidarmi non la sua vita, ma la sua morte.
Ho ucciso l'uomo che mi ha tratto dall'abisso in cui la mia giovanile incoscienza, avida d'antiche e possenti conoscenze, mi aveva irrimediabilmente sprofondato.
Ho ucciso l'unico uomo che ha saputo leggere nella mia anima lacerata e comprenderla. Non hai mai rivelato a nessuno il motivo per il quale credevi in me, non aveva alcun senso: nessuno di loro avrebbe mai potuto capire.
Solo tu potevi comprendere fino in fondo.
Ed io ti ho ucciso.
Mi hai obbligato a ucciderti, Albus. Ma io non volevo. Non volevo!
E' vivido il ricordo di quella notte, come un incubo dal quale mi sono svegliato solo pochi istanti fa.
Ero sul chi vive, come mi avevi chiesto, perché sapevo di quell'ultima tua pericolosa missione: volevi il ragazzo con te, il giovane e sfrontato Potter, per insegnargli tutto, fino all'ultimo.
All'improvviso è arrivato Vitious ed io l'ho schiantato affinché, abile combattente, non rischiasse inutilmente la vita. Quindi le due ragazze: le ho convinte non so come a restare fuori della mischia. Poi ho corso come un pazzo verso il Marchio Nero, temendo d'arrivare troppo tardi: non ero riuscito a individuare cosa il giovane Malfoy stesse preparando, non avevo ottenuto la sua fiducia... ed ora la sua anima poteva essere già perduta.
Ho ignorato la battaglia ai piedi della torre, nessuno mi ha fermato, nessuno mi ha rivolto la parola: non avrei potuto udirli in mezzo al rombo tumultuoso del mio cuore.
Sono salito per le scale con il cuore in gola, gli scalini erano interminabili e il fiato mi mancava, poi la porta da spalancare e quella scena: Draco con la bacchetta puntata verso terra e tu... ancora vivo!
Ero arrivato in tempo.
Il mio cuore batteva all'impazzata.
Ero arrivato in tempo.
Non avevo più fiato.
Ero arrivato in tempo per ucciderti.
L'unica persona che mi voleva bene e credeva in me.
Ero arrivato in tempo per fermare Draco e salvare la sua giovane anima.
Ero arrivato in tempo per distruggere definitivamente la mia.
Severus...
La tua debole voce, come una spada acuminata, trafigge il mio cuore.
Sapevo cosa dovevo fare, qual era il mio orrido dovere.
Spinsi di lato il ragazzo e ti guardai.
Mi avevi salvato, credevi in me, eri stato il mio unico amico in tutti quei lunghi anni.
Ti volevo bene, Albus, come non avevo mai voluto bene a nessuno in vita mia.
Ma pretendevi che ti uccidessi.
Come potevo farlo, come potevo riuscirci, come potevo trovare la forza e la determinazione per commettere una simile atrocità?
Eppure te lo avevo promesso: dovevo cercare l'odio dentro di me, dovevo trovarlo per poterlo fare. Ma verso di te provavo solo affetto e riconoscenza.
Non potevo, non volevo!
Severus... ti prego...
Tu mi preghi: mi guardi negli occhi e mi preghi di farlo.
Mi ricordi la mia promessa.
Una promessa fatta a te ha più valore di un Voto Infrangibile.
Ti ho odiato in quel momento, Albus, per ciò che mi costringevi a fare, ti ho odiato con tutte le mie forze.
Poi ho odiato me stesso per quello che ti avevo promesso di fare. Per quello che, alla fine, sapevo che avrei fatto.
Così ho cercato dentro di me l'odio necessario: ho odiato il mio passato e le imperdonabili colpe, ho odiato l'uomo che ero diventato, l'uomo capace di uccidere il suo unico amico, l'unica persona che avevo imparato ad amare.
Ho odiato l'uomo che tu sapevi avrebbe compiuto il suo dovere, fino in fondo.
Un'esplosione d'odio incontrollata, concentrata in quelle due dannate parole, che ti hanno addirittura sbalzato fuori della torre.
Io ti ho ucciso, Albus.
Ti ho ucciso.
Mi hai obbligato a ucciderti, Albus.
Ma io non volevo!
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In difesa di Severus Piton
Fiksi PenggemarUna raccolta di 13 storie, brevi e lunghe, scritta tra il 2005 e il 2007 per gridare al mondo quali motivi hanno spinto Piton a compiere determinati gesti e quali sono stati i sentimenti e le emozioni che ha provato. E che, soprattutto, Severus Pito...
