Erano passati due giorni dalla loro fuga. Un giorno di cammino e sarebbero giunti alla meta. Pareva che Cambee si fosse arresa, che li avesse lasciati scappare indisturbati. Negli ultimi 3 giorni infatti, non un rumore o una pista che potesse dar prova del loro inseguimento.
"La prossima tappa?" Chiese Uriel.
"Il bosco. Si trova a confine, è abbastanza fitto. Lo passeremo domani" stabilì Martin, e si fermarono a riposare sotto l'ennesimo cedro.
"Non ricordavo di un bosco a confine" domandò Rey.
"Pk non è presente sulle mappe. Nessuno ne sa il motivo, ma è impossibile segnarlo. Potremmo farlo in quest'istante, ma domani quel disegno sarebbe sparito" rispose Martin. "Vado a carcare qualcosa da mangiare" continuò, allontanandosi a piedi.
Rey si sedette sull'erba con le ginocchia piegate al petto, Uriel si avvicinò sedendosi a fianco a lui.
"C'è qualcosa che non va?" gli chiese. Rey alzò le spalle."Sono solo preoccupato. Ho lasciato Moira, Ernest, i miei amici...se Luther gli facesse del male non so come potrei perdonarmelo" disse. Uriel ci teneva a conoscere meglio il suo amico, si permise quindi di andare più a fondo in quella conversazione.
"Da quanto li conosci? Insomma, come siete arrivati a..." Chiese. Rey sorrise e alzò gli occhi, pensandoci attentamente.
"In realtà dall'accademia. Io e Moira abbiamo frequentato tutte le classi insieme. È come una sorella per me. Anche Ernest era in classe con noi, mentre Gerarld e Flavio erano in un altra. Nord era di un anno più grande"
Disse, poi continuò: "Tutti noi amavamo la letteratura, tanto da fondare una specie di club. Ci incontravamo i pomeriggi, leggevano e discutevamo di qualche nuovo autore...o semplicemente sparlavamo dei compagni di classe o dei professori" disse ridendo, ricordando i bei momenti passati con loro.
"Circa il penultimo anno, tutti noi raggiungemmo la maturità necessaria per comprendere a fondo la situazione politica a Cambee. Il regno era nel degrado, e noi ci sentivamo impotenti difronte a ciò. Finché io non ebbi l'idea di scrivere in anonimo libri di protesta. L'idea piacque, e i miei amici decisero di unirsi a me. Il nostro club di letteratura divenne l'associazione degli scrittori proibiti. I nostri scritti piacquero e iniziarono a manipolare l'idea di molti nel regno, tanto che alcuni iniziarono delle vere e proprie rivolte. Moira dopo ciò decise di abbandonare il progetto, non volendo diffondere più violenza di quanta già esistesse".
Rey si fermò per riprendere fiato, pronto a continuare:"Comunque. Molti nell'accademia dopo aver scoperto gli ideatori di quei libri proibiti, decisero di unirsi a noi. Anche Ex studenti o professori. Tuttavia, il re iniziò a mandare guardie in tutta Cambee, per scoprire gli ideatori di questi libri. È lì che decisi di andare a lavorare in tipografia. Il mio tutore mi aveva insegnato diligentemente, così presi le redini di un piccolo negozietto di cui il proprietario era troppo vecchio per occuparsene. Feci diffondere con estrema cautela il luogo della tipografia e, per riconoscerci fra noi, anche se nessuno avrebbe dovuto rivelare la propria identità, una parola d'ordine. Tutto andò bene finché..." Si fermò. Abbassò lo sguardo, sentendosi improvvisamente un nodo in gola. Ripensandoci, Rey non aveva mai più parlato di Nord dalla sua morte, nemmeno con gli altri amici. Era diventato quasi un tabù.
"Finché?" Chiese Uriel curioso.
"Finché non lo presero. Un pomeriggio alcune guardie fecero una perquisizione in alcune abitazioni, fra cui quella di Nord. Trovarono uno dei manoscritti che stava completando, che aveva lasciato incustodito. Lo arrestarono, per non dire rapirono, e lo accusarono per la divulgazione di false leggi o qualcosa del genere. Si disse che fu anche torturato, ma sono solo voci. Io, Ernest e gli altri trovammo la sua testa appesa ad un chiodo, il corpo sul patibolo della ghigliottina mangiato dalle mosche e..." Iniziò a iperventilare. Non gli piaceva ricordre certi accadimenti, e mai si sarebbe immaginato di aprirsi tanto a qualcuno come Uriel. Quest'ultimo gli strinse la mano, sperando di potergli diffondere un po' di sicurezza.
"Dev'essere stato orribile" disse soltanto. Rey teneva gli occhi chiusi, cercando di reprimere quella rabbia e dolore che segnavano il suo animo come delle cicatrici. "Lo è stato. Per tutti noi. Smettemmo di scrivere per un po' troppo spaventati di poter fare la stessa fine. Fui io a ripublicare il primo libro di denuncia, dedicandolo a Nord, sulla pena di morte a Cambee. Gli altri cominciarono nuovamente pian piano, riacquistando coraggio. Ora però, metà di loro è chiusa nei carceri e una parte di loro è stata massacrata senza pietà. Mi chiedo se abbia mai avuto un senso utilizzare la parola come strumento d'offesa" finì.
"Rey. È la cosa più coraggiosa che abbia mai visto fare a qualcuno. Davvero" disse Uriel. Rey voltò la testa, incrociando gli occhi blu cielo del gendarme. Sentì ciò che tutti chiamano 'le farfalle nello stomaco', e per quanto bello potesse sembrare, questo per Rey segnava la fine di un bel rapporto d'amicizia che si stava creando. Allontanò la sua mano da quella di Uriel e si spostò più lontano, guardando altrove. Se mai Martin o il cavaliere dovessero mai scoprire cos'è davvero, per lui non ci sarebbero state altre speranze. Uriel rimase leggermente scosso dal comportamento dell'amico, non capendo il perché di quella lontananza improvvisa. Non stavano facendo nulla di male, solo parlando.
"Ragazzi!" Sentirono entrambi una voce proveniente dl fondo del colle.
"Dicci Martin!" Gridò Uriel.
"Una casa! Venite" Gridò ancora il principe, e i due amici si mossero per seguire l'amico.
Il cielo stava iniziando ad imbrunire, il sole ormai calato stava lasciando spazio ad una luna piena, velata dalle poche nuvole presenti. I tre amici sotto la bianca luce lunare, erano davanti ad una casupola che pareva a due piani. Vi erano intorno vaste coltivazioni e un fienile, dove probabilmente era inserito il bestiame. Da sotto la porta si poteva vedere un fascio di luce fuoriuscire. Bussarono e attesero pazienti. Sentirono dei brusii provenire dall'interno e passi di qualcuno che si avvicinava. La porta si aprì, mostrando una donna davanti ad essa.
"Prego?" Chiese soltanto. Questa si teneva e massaggiava la pancia, che mostrava un leggero rigonfiamento.
"Salve Madame, siamo 3 giovani stranieri che cercano riparo per la notte" disse Martin.
"Mi spiace, non accogliamo viandanti..." disse lei con astio. Era chiaro che non nutrisse fiducia negli sconosciuti - e come biasimarla, la maggior parte dei viandanti erano rozzi ladri e banditi.
"Chi è Rose?" Udirono una voce maschile proveniente dall'interno.
Si presentò a loro, circondando le spalle della donna, un uomo non molto alto con in pugno una spada.
"MIKE?!"
"URIEL?!"
I due amici si riconobbero immediatamente, e lasciata perdere la scortesia e l'ostilità i due si abbracciarono. "Diavolo, sono passati quasi due mesi dal matrimonio...come va?" Gli chiese.
"Ah, devo raccontarti delle cose, amico. Ma prego entrate, saremo felici di ospitarvi per tutto il tempo che vorrete" disse loro l'ex gendarme, entrando e chiudendosi la porta alle spalle. La casa era grande, presentava all'entrata un grande open space, con al centro tavolo e sedie. Era presente un piccolo cucinotto, e mobili vari erano sparsi per la stanza. Un camino in pietra era acceso davanti a loro, che riscaldava la stanza grazie al fuoco scoppiettante. Si sedettero tutti al tavolo, pronti a raccontare accaduti e peripezie del viaggio.
"Allora, che ci fanno il capo gendarme del regno e il principe così lontani da Cambee?" Chiese Mike. I tre si guardarono, e Uriel iniziò a raccontare gli ultimi accaduti in città.
"Brutta storia, capisco. Quindi il piano non è andato a buon fine" disse Mike, e Uriel annuì. "E tu invece?"
Mike guardò sua moglie e si sorrisero a vicenda, prendendosi la mano.
"Uriel, lei è Rose. E in grembo porta nostro figlio" disse e i tre amici si congratularono con loro.
Rose poi si alzò per andare a preparare qualcosa da mangiare e Rey la seguì in cucina mentre Martin e Uriel continuavano a parlare con il loro amico.
"Aspetta, ti aiuto" si propose.
"Che ragazzo d'oro che sei" disse lei.
"Cos'è, mi prendi in giro?" Chiese ironicamente lui, ridendo. Rose gli passò delle verdure che lui iniziò a tagliarle, mentre lei sfilettava un pollo ammazzato quella mattina.
"Vedo come lo guardi" disse improvvisamente lei. Preso di sorpresa, Rey non fece attenzione e per sbaglio si tagliò il dito. Lasciò cadere il coltello sul tagliere, mentre si stringeva il dito sanguinante. Era piuttosto profondo, essendo che Rose aveva affilato quel coltello la mattina stessa.
"Accidenti, scusami!"
"Non importa...tranquilla..." disse soltanto, prima di gemere per il dolore. Prese un fazzoletto premendocelo sopra, ma la piccola emorragia non voleva fermarsi.
"Rey!" Arrivò Uriel. "No, non così, devi bagnare il fazzoletto" disse, immergendolo nella bacinella d'acqua fredda. "Ecco vedi? Così va meglio" disse, poi ne prese un altro più piccolo e glielo legò intorno al dito. "Ora aspettiamo che si cicatrizzi".
Tornò nell'altra stanza da Mike, senza dire più una parola.
"Non dirmi che tu non sapevi come si cura un taglietto" lo prese in giro successivamente Rose.
"Beh, ha fatto tutto da solo" disse lui.
"Ti guarda con quegli occhi, caro" disse ancora lei.
"Ma è sbagliato. E se non voglio far saltare la testa anche a lui, è meglio che la smetta. Lui non è...così. un giorno avrà una moglie e dei figli, la nostra è solo una profonda amicizia" finì lui. Rose lo guardò tristemente, ma non disse nulla. Finirono di preparare tutto in silenzio, e portarono poi lo stufato dagli altri.
Mangiarono chiacchierando del più e del meno, finché tutti non furono abbastanza stanchi per coricarsi.
Al risveglio i tre amici partirono all'alba per dirigersi verso la foresta a confine. Salutarono Mike e Rose, ringraziandoli per il pasto caldo e la compagnia, augurando tutto il bene per loro e il bambino.
Martin aprì la fila, e i tre partirono nuovamente.
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"Segni di zoccoli"
"Sono passati per di qua capitano"
"Bene. Forza!! Ad Ovest!!"
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Soldier, Poet, King
Fantasy𝐸 𝑣𝑒𝑟𝑟𝑎̀ 𝑖𝑙 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜, 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑖𝑙 𝑡𝑢𝑜 𝑟𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑐𝑎𝑑𝑟𝑎̀. Un Re, un Soldato, un Poeta e un regno in rovina. Tre giovani, un viaggio. _____________________________________ - Mondo fantasy, inaccuratezze storiche - presente...
