Capitolo 3

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Le cene a casa Minatozaki, erano da sempre molto tranquille. Si parlava perlopiù di come procedeva lo studio di Sana o semplicemente preferivano rimanere in silenzio e godersi un pasto in totale tranquillità. Perlomeno quando la sorella maggiore di Sana non era presente.

Mentre Momo parlava di continuo su ogni minima cosa accadutale in quella giornata, gli altri tre membri della famiglia e Dahyun, la quale era sempre presente da quando era andata a convivere con la maggiore delle figlie Minatozaki, se ne stavano in silenzio a mangiare, ascoltando attentamente ogni sua parola. D'altronde, per quanto lunghi e ripetitivi i discorsi di Momo potevano risultare a volte, finivano per risultare piuttosto esilaranti. Gliene accadevano di tutti i colori durante una sola giornata, tanto che avrebbe benissimo potuto scriverci un libro.

«Poi, dopo aver salvato quel gabbiano da morte sicura, mi ha ringraziato donandomi una nauseabonda cacca sulla testa. Dahyun è dovuta venirmi a prendere fino a Guri per riportarmi a casa...» La donna che stava raccontando quella storia, si mise a ridere a crepapelle. I suoi occhi si erano poi posati sulla donna che le era seduta accanto e, senza neanche pensarci, poggiò la sua mano su quella dell'altra. «A proposito, io e Dahyun dovremmo comunicarvi una cosa»

«Di solito, questi preamboli tendono a racchiudere in se delle frasi che solo una madre può apprezzare come si deve» La signora Minatozaki, aveva tirato su il suo tovagliolo dalle gambe per asciugare una lacrima di commozione. Aveva già intuito tutto, così come Sana e suo padre.

«Io e Dahyun abbiamo deciso di sposarci» La notizia non era del tutto inaspettata, d'altronde la coppia era talmente affiatata, che mancava soltanto il matrimonio per dichiarare al mondo intero quanto fosse forte il loro amore.

«Congratulazioni, piccola mia!» La signora Minatozaki, si era alzata da tavola per andare ad abbracciare sia sua figlia che la sua futura nuora. «Mi riempite di gioia!» Non era un segreto per nessuno che lei preferisse Momo a Sana. Non lo aveva mai detto esplicitamente, ma, anche se nascosto, era più che evidente. «Poi però vorrò avere dei nipotini, lo sapete questo?»

«Ora non esagerare mamma!» Esclamò Sana, prima di rivolgersi a sua sorella e la sua fidanzata innalzando il calice di vino. «Congratulazioni»

Il signor Minatozaki, si era espresso rivolgendo loro un semplice sorriso. Non che non fosse felice per lei, ma esattamente come sua moglie, anche lui aveva delle preferenze e, molto probabilmente, se quella confessione fosse uscita dalle labbra di Sana, si sarebbe perfino offerto di organizzare le nozze il più in fretta possibile.

«E una è andata» La signora Minatozaki aveva ripreso il suo posto, facendo un cenno ad una delle cameriere per farsi portare un pacchetto di fazzoletti per asciugare le sue lacrime. «Tu tesoro? Ancora niente sul fronte amoroso?» Domandò poi a Sana.

«No mamma... Sai che al momento sono impegnata con l'università e con la beneficienza. Non ho tempo per una relazione»

«Tua sorella lavora tempo pieno e partecipa a svariati campionati di golf nel fine settimana. Eppure tempo è riuscito a trovarlo»

«Non puoi pretendere che nostra figlia impazzisca per cercare l'anima gemella» Intervenne il signor Minatozaki. «Sana è molto fortunata, scommetto che da un giorno all'altro, troverà qualcuno che saprà colpirla così forte, da voler dedicare tutta se stessa a quella persona»

«Spero che non la colpiscano in testa però» Commentò Momo. «Mi è già successo e vi posso assicurare che fa davvero molto male»

«Fidati, la tua stupidità fa più male a Dahyun che a te» A Sana non dispiaceva quando Momo interveniva con dei commenti casuali per smorzare la situazione, anzi, lo vedeva più come un pretesto per prendersi gioco di lei.

«Solo perché per colpa di quella botta, ho dimenticato di come si parla in inglese, non significa che io sia stupida»

«Ah ma quella è solo la punta dell'iceberg...»

«Ragazze, non ricominciate per favore» A fare da paciere come suo solito, fu proprio la signora Minatozaki, che guardava le proprie figlie con il sorriso. Anche se il suo ruolo da madre, le imponesse di interrompere i loro battibecchi, le piaceva guardarle scherzare così tra di loro.

«Scusaci mamma» Sana e Momo erano molto legate e persino i loro litigi facevano parte di quel meraviglioso rapporto che avevano.

«A proposito di stupidità...» Il signor Minatozaki, si ricordò di un articolo che aveva letto quella mattina e tirò fuori il suo cellulare per leggere la notizia a sua figlia. «Sana, tesoro, hanno fondato questa nuova raccolta fondi per delle ricerche a favore della cura di un nuovo virus. Si chiama ATCV-1, va ad infettare il cervello delle persone, abbassando il loro quoziente intellettivo»

«Se mi stai suggerendo di fare un test a Momo per vedere se ne è affetta, dubito che la mamma abbia voglia di firmare le carte»

Momo accartocciò il suo tovagliolo e lo lanciò sul viso di sua sorella per farla tacere.

«No tesoro... Questo mio amico, mi ha invitato all'evento per la raccolta fondi e posso portare una persona con me. Visto che ti appassiona la beneficienza per quanto riguardano le ricerche sugli sviluppi nel campo medico, mi chiedevo se avevi voglia di venire con me per partecipare all'evento...»

«Posso? Sul serio?» Sana spalancò gli occhi sorpresa. Suo padre era solito andare a questo tipo di eventi da solo, e sua figlia si meravigliò a proposito di quell'improvvisa richiesta.

«Certo piccola. Se non sbaglio, la tua laurea avverrà a breve, ma credo che degli approfondimenti, possano comunque far comodo, giusto?» Per il signor Minatozaki, quello non era un pretesto per far si che sua figlia potesse approfondire gli studi, ma era solito giustificarsi ogni qual volta voleva passare del tempo con lei e tendeva a farlo anche con Momo.

«Papà, non potevi farmi regalo migliore!»

Sana non era una persona fredda, anzi, era piuttosto affettuosa, ma preferiva manifestarlo solo ed esclusivamente quando voleva lei. Per questo sua madre rimase di stucco quando vide sua figlia alzarsi per abbracciare suo marito. Fino a quel momento, non aveva davvero capito quanto la beneficienza potesse essere importante per lei.

«So quanto tu tenga a queste cose...»

«E posso fare qualcosa per rendermi utile? Non lo so, tipo parlare con la banca per il versamento o altro?»

«Saresti di grande aiuto se lo facessi. Non ho molto tempo a disposizione e mi toglieresti una rogna non da poco...»

«Posso passare lunedì dopo l'università. La banca è a pochi passi, farei tutto in meno di un'ora»

«Direi che è ottimo. Più tardi allora chiamerò il mio amico per dare conferma»

«Grazie papà!»

Sana lasciò un bacio sulla guancia piena di barba di quell'omone grande e grosso, prima di tornare al suo posto. Fare beneficienza, era una delle cose che amava di più, d'altronde, possedevano così tanti soldi che sarebbe stato da egoisti non spenderli per una buona causa. La cosa che la rendeva così felice però, era che poteva finalmente passare del tempo prezioso con il suo amato padre.




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ANGOLETTO

Lo so, ci ho messo tanto... Spero di riuscire a pubblicarne uno al giorno come al mio solito :D

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