Non siamo sole

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"Ci sono amicizie che nascono nel caos,

ma diventano la quiete di cui abbiamo bisogno."

Avevo passato l'intera notte in bianco.

La mattina presto erano arrivati i genitori e il fratello di Melody, e avevamo avuto modo di conoscerli. Avevo avvisato anche i miei fratelli, e mi avevano fatto promettere di aggiornarli sempre.

I genitori di Mel erano entrati nella sua stanza con il medico, e noi li guardavamo dalla sala d'aspetto. Quell'attesa e quel silenzio stavano mettendo a dura prova tutti noi. Kyle non aveva detto una parola dalla notte prima, Peter cercava di essere disponibile per tutti e di non stare mai fermo, e Blake entrava e usciva dall'ospedale fumando un numero indicibile di sigarette. Adrian, il fratello di Melody, era dolce proprio come me lo aveva descritto lei e cercava in tutti i modi di vedere il lato positivo, anche in quella situazione.

Era ormai ora di pranzo. Io ero sul balconcino dell'uscita d'emergenza e, mentre fumavo l'ennesima sigaretta della giornata, non riuscivo a pensare. Il mio cervello era completamente in tilt, come se avesse deciso di fare tabula rasa.

I genitori di Mel l'avevano trovata sveglia e cosciente, ma noi non avevamo ancora potuto vederla. Io non me ne sarei andata di lì fino a quando non avessi potuto vederla con i miei occhi, anche solo per un secondo.

Ero immersa nel mio silenzio quando la porta d'emergenza alle mie spalle si aprì di scatto. Mi voltai. Sulla soglia c'era Blake. Le occhiaie della notte passata in bianco erano appena accennate sul suo volto, e i capelli, che aveva più volte stropicciato durante quelle ore, erano un groviglio di ricci neri come la pece. Ci guardammo in silenzio per un tempo indefinito, e poi fu lui a spezzare quel silenzio.

"Ti è arrivata una chiamata."

Gli feci cenno di continuare a parlare.

"Ryan."

"Dov'è il mio telefono?"

Me lo porse senza aggiungere una parola, e io lo presi per richiamare Ryan. Aspettai, ma dall'altra parte non ricevetti risposta e decisi di non insistere.

"Non so se ti richiamerà."

"Che vuoi dire?"

Blake sorrise appena, un sorriso che sapeva di sfida e divertimento. Tirò fuori una sigaretta, la accese con calma e poi, guardandomi dritto negli occhi, aggiunse: "Ho risposto al tuo posto, e non deve avergli fatto piacere sentire la mia voce."

Le sue parole erano come un fuoco lento: avrei dovuto arrabbiarmi, avrei dovuto gridargli contro e mandarlo al diavolo. Ma invece una risata spontanea mi nacque dal centro del petto, come se tutte le tensioni accumulate fino a quel momento si dissolvessero per un attimo. Iniziai a ridere, e lui mi guardò con un misto di confusione e divertimento. Poco dopo si unì a me, le sue spalle si rilassarono mentre rideva a sua volta.

Mi avvicinai a lui, come guidata da un istinto più forte della mia razionalità, e appoggiai la testa sulla sua spalla. Lui mi circondò la vita con un braccio. Restammo immobili, io appoggiata su di lui e lui pronto a tenermi.

Non so quanto tempo restammo così, rassicurandoci in silenzio. A rompere la nostra bolla fu Peter.

"Vi ho cercato ovunque."

"Che succede?"

Mi allarmai all'istante. Lui era dentro con Kyle, e la mia mente iniziò a ipotizzare tutti gli scenari possibili su Mel.

"Possiamo vederla. Kyle è già dentro con lei."

Mi staccai da Blake e corsi ad abbracciare Peter, che in quel momento era diventato la mia persona preferita.

Ricordami chi eroLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora