BLAKE
Tre giorni.
Tre giorni in cui né io né i ragazzi avevamo chiuso occhio.
Non facevo altro che rivedere Melody stesa sul letto d'ospedale, con Cassandra al suo fianco. Poi la mia immaginazione si prendeva gioco di me: scambiava le posizioni. Cassandra stesa a letto, incosciente, e io, inerme, senza sapere cosa fare. Io e Kyle ci rivolgevamo a stento la parola. Per qualche assurdo motivo eravamo arrabbiati l'uno con l'altro, ma non era il momento giusto per litigare. Peter teneva insieme i pezzi, assicurandosi che nessuno di noi due andasse dalle ragazze. Sapevo che Cassandra era uscita con Ryan Green, l'avevo sentito in ospedale quando Melody, con il suo solito tono curioso, le aveva chiesto come fosse andato l'appuntamento. Il ragazzo perfetto per una vita perfetta. Ma lei non era il tipo da vita perfetta. Lei voleva adrenalina, brividi sotto pelle, vertigini. Lei era come me, e proprio per questo, insieme, saremmo stati distruttivi.
"Dobbiamo attaccare Donovan."
"No."
L'unica conversazione che riuscivamo ad avere io e Kyle era questa. Lui proponeva un'idea stupida, e io dicevo no.
"E invece sì!" sbottò, con la rabbia che gli accendeva gli occhi. "Ha investito Melody, sta provando in tutti i modi a ferirci e tu vuoi startene qua, con le mani in mano, a rimuginare su chissà che cosa."
Ero seduto, fumando l'ennesima sigaretta della giornata. Lo guardai per un istante e, in lui, rividi me stesso. Non poteva avvicinarsi alla ragazza che voleva, non poteva vivere come voleva, e tutto per colpa di qualcuno. Era un'immagine fin troppo familiare. Avevo fatto la stessa cosa quattro anni prima. Ero scappato da tutto per proteggerla. Avevo rinunciato alla mia isola felice, solo per saperla libera da me e dai miei mostri.
"No."
Kyle si avvicinò, e prima che potessi fare qualsiasi cosa, mi tirò un cazzotto in pieno volto. Caddi dalla sedia, il sapore del sangue già in bocca. Mi rialzai di scatto, con un bisogno primitivo di reagire. Gli restituii il pugno, e iniziammo a picchiarci. Peter non c'era. Nessuno avrebbe potuto fermarci. Non so per quanto andammo avanti, ma fu Kyle il primo a fermarsi.
"Che cazzo stiamo facendo?" gridò, con il respiro spezzato.
Mi passai una mano sul volto. Il naso mi sanguinava, e Kyle aveva un taglio profondo sullo zigomo, causato dai miei anelli. Le mie nocche erano scorticate, e lui non stava meglio. Sembravamo appena usciti da una lotta con un orso. Inspirai ed espirai profondamente. Era uno dei miei migliori amici, e Donovan stava perfettamente riuscendo nel suo intento: dividerci.
"Non possiamo attaccarlo," dissi. "Melody e Cassandra sono ancora i suoi bersagli." Kyle mi guardò, e in un attimo sembrò capire. "Devi dirci la verità," disse, la voce bassa ma carica di tensione.
"Su cosa?" "Sul perché sei scappato quattro anni fa, Blake."
Mi morsi il labbro così forte da sentire il sapore metallico del sangue. Poi presi un'altra sigaretta dal pacchetto. Avevo sempre evitato quella conversazione, ma forse era arrivato il momento. Dopo un quarto d'ora, Peter tornò. Non disse nulla sul nostro aspetto. Si limitò a guardarci con l'espressione di chi osserva dei bambini dopo che hanno fatto qualche casino.
"Ti stavamo aspettando," disse Kyle, senza perdere tempo.
"Mh," grugnì Peter, visibilmente infastidito.
"Non fare il broncio, Peter. Blake deve dirci qualcosa."
Peter si sedette accanto a noi. Sapevo che non sarei più potuto fuggire. Per risolvere i nostri problemi, dovevano sapere tutto. Mi schiarì la voce e inspirai profondamente, pronto a parlare. Fu il mio telefono a salvarmi. Lo presi dalla tasca e sul display comparve un nome che non vedevo da anni: Tony Heart. Nemmeno nei miei incubi avrei immaginato di ricevere una chiamata da lui.
Guardai i miei amici e risposi.
"Tony?!."
"Blake."
Aspettai. Sentivo che stava cercando le parole giuste. "È tornato, Blake. E la sta cercando."
Il sangue mi si gelò nelle vene. Donovan era appena diventato l'ultimo dei miei problemi. Non ero riuscito a proteggerla, e ora dovevo rimediare.
"Che devo fare?"
"Tienila d'occhio. Al resto ci pensiamo noi."
"Non basta, Tony." La mia voce si fece più dura.
"Se è tornato, non si fermerà. Sai di cosa è capace."
Tony sospirò, e nel suo tono percepii un'inquietudine che non gli avevo mai sentito prima.
"Lo so. E so anche che, se la trova, non avrà pietà. Io e DJ abbiamo tutto sotto controllo. Sappiamo come muoverci, e questa volta non gli lasceremo spazio di manovra. Devi fidarti di noi."
Riagganciò senza aspettare una mia risposta. Rimasi immobile, mentre sentivo la terra mancarmi sotto i piedi.
"Blake," disse Peter, vedendo la mia espressione.
"Vi spiegherò tutto, davvero. Ma ora devo trovare il modo di proteggere Cassie da qualcuno di molto più pericoloso di Donovan."
"Noi siamo con te," dissero quasi all'unisono. Non tentennarono nemmeno un secondo, e io gliene fui grato. Come potevo proteggerla da suo padre? Come potevo aiutarla, se in quel momento lei mi odiava?
Passai il resto della giornata fuori casa, fermo a pochi metri dall'ingresso del dormitorio femminile di Harvard. Non potevo proteggerla da vicino, ma da lontano nessuno mi avrebbe fermato. La vidi uscire per andare a lezione e tornare con delle buste della spesa. Mi immaginai Cassandra prendersi cura di Melody, e un sorriso mi nacque sulle labbra. Quando si fece buio, vidi la moto di Ryan Green fermarsi davanti all'ingresso. Il sangue mi ribollì. Stavo per scendere dalla macchina, deciso a affrontarlo, quando una mano familiare fermò la mia portiera.
"Peter, che cazzo ci fai qui?"
"Se vuoi proteggerla come una spia, almeno non farti notare," disse con un sorrisetto saccente.
Passarono un paio di minuti, e poi la vidi uscire. Era vestita in modo semplice, pantaloncini e camicia, eppure, era splendida. Non avrei potuto equipararla a nessuna, perché nessuna avrebbe retto il confronto. Stavo per mettere in moto per seguirli, quando Peter, che nel frattempo era entrato in macchina, mi bloccò.
"Non puoi seguirli."
"Peter, devo saperla al sicuro."
"Blake, andranno sicuramente in un posto pieno di gente e nessuno l'attaccherebbe lì."
Aveva ragione, ma sapere che Trevor Heart era in giro e la stava cercando non mi faceva ragionare.
"Staranno via almeno un'ora. Ho bisogno che tu mi dica qualcosa per capire tutta questa situazione."
Lo guardai. "Fa venire Kyle e digli di portare della birra. Sarà una lunga notte." Stavolta niente mi avrebbe potuto fermare o salvare dal dirgli tutto. Per proteggerla, avevo bisogno di loro.
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Ricordami chi ero
RomanceLa storia di Cassandra e Blake vi farà dubitare di ogni certezza Vi farà credere nei brividi sotto pelle Nel fiato che si spezza Nella pelle d'oca che non mente. Vi farà credere nelle anime prima dei corpi Nell'adrenalina come costante Nel destino...
