"Non si trattava solo di vincere o perdere. Si trattava di chi eravamo quando correvamo insieme."
– Anonimo
Il sabato mattina mi svegliai con un mal di testa martellante, e notai che il letto accanto al mio era rimasto intatto. Raggiunsi il telefono sul comodino, scorrendo distrattamente tra le notifiche fino a notare tre chiamate perse da Melody. Senza pensarci troppo, la richiamai.
"Melody?"
Avevo la voce impastata dal sonno e mi schiarii leggermente la gola.
"Tesoro, buongiorno! Ho una sorpresa per te."
Non mi ero ancora svegliata del tutto, ma uno strano senso di ansia mi prese allo stomaco al sentire quella frase.
"Di che parli?"
"Vestiti. Tra dieci minuti io e Kyle passiamo a prenderti."
Non mi diede il tempo di ribattere che riattaccò.
Le conversazioni ad Harvard non avevano né un inizio né una fine.
Il mio cervello ci mise un po' ad attivarsi. Mi ributtai con la testa sul cuscino e iniziai a fissare il soffitto, ma quando collegai i punti scattai a sedere come una molla.
"Kyle, Peter e Blake erano un trio inseparabile. Se uno si muoveva, gli altri lo seguivano. Sempre. Ed era proprio questo il problema. Kyle e Melody stavano venendo a prendermi, il che significava una sola cosa: anche Blake sarebbe stato lì. Non potevo evitarlo, non potevo fingere che non esistesse. E, per quanto mi fossi ripetuta che ormai non mi importava più, il mio stomaco si chiuse in un nodo doloroso appena realizzai che lo avrei rivisto davvero.
Stava diventando una sorta di persecuzione.
Mi lavai e cambiai in modo meccanico. Non avevo intenzione di scendere, ma dovevo lasciarmi alle spalle la disastrosa serata precedente. Dopo cinque minuti mi chiamò di nuovo Melody.
"Tesoro, scendi."
"Non verrò, Mel."
"Cosa? E perché?"
Avrei dovuto dirle qualcosa, anche se solo una minima parte, perché altrimenti non avrebbe potuto capirmi.
"Ieri Blake ha fatto lo stronzo."
Era il minimo indispensabile, ma sarebbe bastato.
"Okay, ascoltami: quell'idiota non può avere tutto questo potere su di te. E in più c'è un lato di Boston che non conosci, e credo davvero che ti piacerà. Quindi, che si fotta Finnigan e scendi."
Quella ragazza sapeva sempre come attirare la mia attenzione. Non avevo la minima idea di cosa potesse essere questa sorpresa, ma la sua energia contagiosa era impossibile da ignorare. E, anche se non volevo ammetterlo, mi mancava l'adrenalina che un tempo sentivo a casa. Forse, questa uscita improvvisata era proprio ciò di cui avevo bisogno per riscoprire quella parte di me.
"Okay, sto arrivando."
Me ne sarei pentita, ne ero sicura, ma come al solito seguivo solo la mia parte istintiva.
Presi la borsa e le chiavi della stanza e scesi.
Quando uscii dal dormitorio, rimasi senza parole. Kyle era alla guida di una macchina che sembrava uscita direttamente da un film: una Ford Mustang nera con dettagli cromati. Non era solo l'aspetto imponente a catturare l'attenzione, ma quel rombo profondo che faceva vibrare l'aria intorno. Mi si bloccò per un attimo il respiro, quel suono mi faceva pensare a casa, a tutto ciò che non provavo più da un pò.
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Ricordami chi ero
RomanceLa storia di Cassandra e Blake vi farà dubitare di ogni certezza Vi farà credere nei brividi sotto pelle Nel fiato che si spezza Nella pelle d'oca che non mente. Vi farà credere nelle anime prima dei corpi Nell'adrenalina come costante Nel destino...
