BLAKE
La voce di Melody mi svegliò.
"Mel, lascialo dormire."
"Peter, devi dirmi cosa ha fatto, oppure lo sveglio e poi lo uccido, perché sono sicura che mi farà incazzare."
Aprii di scatto gli occhi e l'errore madornale della notte precedente mi colpì come un pugno allo stomaco. L'odore di alcol ancora impregnato sulla mia pelle, il sapore amaro della sconfitta in bocca. Avevo mandato tutto all'aria con un solo gesto, e ora non potevo più tornare indietro. Non potevamo rimanere a Las Vegas. Era finito tutto. Niente mi teneva più legato a quel posto.
Mi schiarii la voce e mi tirai su.
"Buongiorno, siete sempre così rumorosi?"
Melody mi si scagliò contro come una furia. "Che hai fatto? Perché Peter è così teso e tu sembri uno straccio?"
Dovevo avere un aspetto orribile. Il mal di testa e il sapore di alcol in bocca non aiutavano, eppure sapevo bene che il vero motivo per cui stavo male era un altro.
Certo, è per questo che stai male.
Coscienza del cazzo, potevi parlare ieri notte invece di farlo ora.
"Non ho fatto niente. Devo farmi una doccia e poi partiamo."
Mi alzai dal letto e andai in bagno, ma la "dolce" Melody decise di seguirmi. Alzai gli occhi al cielo e poi decisi di farla stancare.
"Che c'è, Mel? Vuoi fare la doccia con me? Credevo fosse una cosa esclusiva con Kyle, ma non mi lamento."
Lei sbuffò, incrociando le braccia. "Sei disgustoso, Blake. Ma non finisce qui."
Uscì chiudendosi la porta alle spalle e io tirai un sospiro di sollievo.
Con il getto di acqua calda addosso, permisi ai miei pensieri di travolgermi. Dovevo mettere ordine in tutto quel caos. Las Vegas non era più il mio posto, e molto probabilmente sarei stato solo d'intralcio. Ma Trevor era troppo anche per Cassandra, e sapevo che voleva affrontarlo da sola. Non capiva che sia io che i suoi fratelli avevamo fatto di tutto per proteggerla.
Quando uscii dal bagno, i ragazzi mi stavano aspettando in salone.
"Siete pronti?"
Kyle incrociò le braccia. "Blake, perché abbiamo così tanta fretta di partire?"
Era il più furbo di noi. Un calcolatore nato. Non si lasciava mai sfuggire un dettaglio, sempre tre passi avanti rispetto agli altri. Aveva già notato il mio nervosismo e stava facendo collegamenti su cosa potesse averlo causato. Lo vedevo nel modo in cui socchiudeva gli occhi, come se stesse analizzando ogni mia parola, ogni mio gesto, alla ricerca di un'incoerenza.
"Non siamo più i benvenuti, su andiamo."
"Noi o tu?" domandò Melody, con un sorrisetto carico di sospetto.
Fulminai Melody con lo sguardo. Stava diventando insistente e io non ero famoso per la mia pazienza.
"Melody, quando hai finito di starmi appiccicata, prepara la valigia. Oppure ti lascio qui."
"Io non vado da nessuna parte finché non mi dici cosa sta succedendo! Dovevamo aiutarla e ora vuoi andartene?!"
Guardai Peter. Dovevo dire qualcosa, ma non avevo il coraggio di ammettere il mio errore ad alta voce. Ero famoso per essere brutale, e avevo l'impressione che Melody avesse dimenticato quell'aspetto di me.
"Ascoltami bene. Tu sei qui solo perché Kyle ha ancora voglia di scoparti. Vuoi restare? Fai pure."
Kyle mi fulminò con lo sguardo, e gli occhi lucidi di Melody mi fecero sentire leggermente in colpa, ma in quel momento non mi interessava.
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Ricordami chi ero
RomanceLa storia di Cassandra e Blake vi farà dubitare di ogni certezza Vi farà credere nei brividi sotto pelle Nel fiato che si spezza Nella pelle d'oca che non mente. Vi farà credere nelle anime prima dei corpi Nell'adrenalina come costante Nel destino...
