"Non c'è nulla di più mortale che un amore che non riesce a spegnersi."
– Cassandra Clare, Shadowhunters
Era finita la prima settimana di lezioni, e con un misto di sollievo e stanchezza, potevo dire di aver evitato il mio incubo personale e i suoi due inseparabili aiutanti per tutti e cinque i giorni.
Io e Mel avevamo pranzato insieme ogni giorno, e lei mi aveva fatto conoscere il campus per intero.
Era ormai venerdì, e io avevo passato tutta la settimana tra il college e la camera.
"Stasera usciamo, tesoro."
Mel andava avanti così da almeno un'ora e io non potevo più ignorarla.
"Sono stanca, Mel."
"Okay, ora basta. Non so il perché e non te lo chiederò, ma non puoi dare tutta questa importanza a quel Dio greco e sbruffone di Finnigan. Quindi stasera usciremo e non accetto obiezioni."
Aveva parlato senza prendere fiato, e per un attimo avevo quasi temuto che le venisse un infarto per non aver respirato.
Avrei tanto voluto raccontarle tutto, togliermi dal petto il peso che più mi opprimeva, ma in modo del tutto irrazionale non riuscivo a condividere quel capitolo della mia vita. Quello che c'era stato tra me e Blake era troppo intimo, troppo nostro: un amore totalizzante e devastante che mi aveva fatto sentire viva come mai prima e poi distrutta quando lui era andato via senza spiegazioni. Era come custodire il ricordo di un sogno infranto che non volevo dividere con nessuno.
"Okay, okay, mi arrendo. Verrò."
"Perfetto, allora prepariamoci."
Per la serata saremmo andate al Ginky's, che nel fine settimana si trasformava, a detta della mia coinquilina, in uno dei pub più gettonati di Harvard.
Per l'outfit avevo scelto qualcosa di semplice, ma che non passasse inosservato: un paio di leggings di pelle nera lucida che abbracciavano perfettamente le gambe, tacchi per slanciare la figura, e una t-shirt dei Nirvana infilata nei pantaloni per un tocco casual. A completare il tutto, un blazer nero che aggiungeva un'aria sofisticata. Melody, invece, aveva optato per un look più vivace e sbarazzino: una gonna stile high-school, un maglioncino che le dava un'aria dolce e rilassata, e stivali alti che le conferivano un tocco audace.
Al Ginky's avremmo incontrato tutti gli altri ed ero abbastanza nervosa, ma Mel aveva ragione: non mi sarei fatta intimidire da Finnigan o da chiunque altro.
-
Erano ormai le 9 di sera quando varcammo le porte del locale, e per poco non strabuzzai gli occhi alla vista della sala.
Era completamente diversa rispetto alla tavola calda della mattina. Accanto al bancone era stato allestito un piccolo palco su cui stava suonando una band, e al posto dei soliti tavoli centrali c'erano persone che ballavano, mentre altre erano sedute sui divanetti laterali.
Appena entrammo ci dirigemmo al bancone, dove riconobbi subito Meredith. Con i suoi capelli raccolti in una coda disordinata e il sorriso contagioso, aveva una capacità innata di mettere a proprio agio chiunque le stesse intorno. In quella settimana ero riuscita a fare amicizia con lei, e la sua energia positiva era diventata una piccola costante rassicurante nelle mie giornate.
"Mer."
La richiamai al di sopra della musica.
"Ehi, ragazze!"
"Cosa vi porto?"
Io ordinai un margarita, mentre Mel un gin tonic.
Mi appoggiai al bancone per guardare la sala e riconobbi Peter vicino al palco e Kyle con una ragazza. Cercai in tutti i modi di non ispezionare la sala per cercarlo, ma fu più forte di me. Alla fine mi arresi all'idea che non l'avrei visto. Un senso di fastidio mi attanagliò lo stomaco, ma lo scacciai. La mia mente mi urlava di esserne felice, ma il mio corpo voleva la sua presenza.
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Ricordami chi ero
RomanceLa storia di Cassandra e Blake vi farà dubitare di ogni certezza Vi farà credere nei brividi sotto pelle Nel fiato che si spezza Nella pelle d'oca che non mente. Vi farà credere nelle anime prima dei corpi Nell'adrenalina come costante Nel destino...
