capitolo 48 - Bouncy

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Wooyoung's pov:

Arrivo alla porta del dormitorio.

"Va bene, noi abbiamo bisogno di nuovi dormitori per i nuovi trainee quindi ti spostiamo in un altra scuola, ci sono altri trainee della nostra agenzia laggiù, quindi non avrai problemi. Avrete i dormitori doppi, quindi sarai con un altro ragazzo."
Aveva detto il capo dell'agenzia, alla mia richiesta di trasferimento.

Fisso la porta. 218.

In questo momento mi sto facendo un sacco di domande sul mio nuovo coinquilino.

Sarà simpatico?
Diventeremo amici?
Oppure sarà solo un grandissimo stronzo?
E se scopre... Il mio segreto?

Prendo un respiro profondo e busso tre volte.

"La porta è aperta. "
Urla qualcuno di rimando. Sembra molto infastidito dal fatto che io debba passare il resto dell'anno nel suo dormitorio.

Entro.

"È -è questa la camera 218?"

Chiedo. Ero sicuro fosse quella, ma per sicurezza è meglio chiedere.

"È scritto sulla porta."
Il ragazzo sussurra.

È seduto sulla poltrona e mi fissa storto. Si alza e comincia a girarmi attorno.

"Come ti chiami? Io sono Choi San. Cos'hai lì dentro? Sono tutte le tue cose? Non è una borsa un po' piccola?"

Mi chiede guardando la borsa. 

"Emh... Io s-sono Jung Wooyoung. S-si, questa è la mia borsa."

Lascio la borsa sul divano e faccio un altra domanda.

"P-posso sapere dov'è la mia stanza?"

Non riesco a parlare bene, e balbetto, San sembra un tipo davvero arrogante.

San cammina verso una stanza. Lì dentro non ci sono finestre, ma è uno spazio piuttosto grande.

"Una volta lo usavo come sgabuzzino. Mi dispiace che non ci siano finestre, ma non posso farci nulla."

Annuisco ed appoggio lo zaino sopra il letto, e comincio a disfarlo.

"Cos'ha lì dentro?"

Mi chiede avvicinandosi a me.

Mi scosto e continuo a disfare lo zaino.

Prende lo zaino e comincia a frugare lì dentro.

"Cosa ci fai con questo?"

Chiede afferrando Fuffy, il mio peluche.

"Niente."

Glielo strappo dalle mani e lo abbraccio. sento le mie guance andare a fuoco.

Continua a frugare lì dentro, finché non mi innervosisco.

Strappo la borsa dalle sue mani e comincio a guardalo male.

"Che cosa speri di trovare?"

Gli chiedo lanciandogli un occhiataccia.

"Volevo solo vedere di che colore è il tuo intimo."

Il suo è un tono da flirt, ma suona comunque strano, visto che l'ho appena conosciuto. Lo guardo, e il suo sorrisetto mi sussurra che vuole solo darmi fastidio.

"Sei un pervertito?"
Gli chiedo guardandolo storto

"Pura curiosità."

Mi chiede alzando le sopracciglia, con lo stesso sorrisetto.

Assumo una faccia disgustata, per poi rispondergli.

"Indosso solo intimo nero e grigio. Che domande ti fa la tua mente perversa?"

"Non so..."

Mi sussurra. Si avvicina a me e sento il suo respiro sul collo.

"Finiamo di disfare la borsa insieme~"

Rabbrividisco un secondo, ma mi calmo non appena si allontana per continuare a frugare nella mia borsa.

"Usi questi prodotti?"

Mi chiede prendendo in mano una bottiglietta di profumo.

"Vuoi fare colpo sulle ragazze?"

Sospiro un secondo. Che maleducato.

"Non spero di fare colpo sulle ragazze. Mi sono spostato qui perché... Non importa."

Non voglio ritornare a brutti ricordi, quindi finisco lì la frase.

"Se non sei qui per le ragazze, cosa ne pensi di uscire con me?"

Chiede con lo stesso tono fastidioso.

Si avvicina sempre di più, fino ad essere a pochi centimetri da me.

A quel punto perdo il controllo. Strizzo gli occhi e quasi urlo.

"N-NON SONO QUI PER INCONTRARE RAGAZZI. SONO QUI PER STUDIARE. SOLO PER STUDIARE. p-per favore, fermati."

La mia voce comincia a tremolare, ed anche il mio corpo, divento più pallido e comincio a sudare. Il mio respiro si fa sempre più veloce.

San vede come sono messo e fa qualche passo indietro, diventando serio.

"Hey, hey, calmati."

Mi mette una mano sulla spalla e mi guarda negli occhi.

"Scusa, stavo solo scherzando".

Cerca di sembrare dispiaciuto e comprensivo.

"Non ti prenderò più in giro"

Sorride calorosamente e continua

"Stai bene? Vuoi che ti prenda dell'acqua?" 

Mi chiede con un tono di voce preoccupato.

"Grazie... Sto bene."

Ora sono più calmo, ma sto comunque tremando e sudando.

San è ancora preoccupato e vuole ancora assicurarsi che io stia bene.

"Sei davvero sicuro di stare bene?"

Annuisco, e mi calmo, cercando di respirare più lentamente.

"Non è colpa tua, è solo.... Brutti ricordi."

Penso che a questo punto San abbia capito che ho delle esperienze traumatiche in questo campo, perché diventa silenzioso e mi aiuta a disfare la borsa, senza dire una parola.

Lo ringrazio una volta finito e poi gli chiedo

"Dovremmo andare? A che ora cominciano le lezioni?"

Sorride, e poi risponde

"Hai ragione, le lezioni stanno per cominciare, faremmo meglio a sbrigarci."

Detto questo prendo il mio zaino con i libri, e seguo San verso la struttura della scuola.


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