Capitolo 34

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°~3 mesi dopo~°

KAMILE

La testa sta provando ad andare avanti, si sforza di reagire o perlomeno di compiere piccoli gesti di sopravvivenza quotidiana ma è tutto terribile da quel giorno.
Sento il senso di colpa ad ogni azione che compio, io ero destinata a quelle pallottole non lui e invece sono qui a tormentarmi nel rimorso.
Non riuscirò mai a perdonare la mia famiglia, soprattutto mio padre, è lui ad aver creato odio tra di noi.

Un tempo idealizzavo l'amore dei miei genitori, speravo di trovare anche io un uomo che mi amasse così ed essere una donna come lei, capace di cambiare la propria vita pur di stare con la persona che si ama.
Ora invece mi fa schifo, mi fa schifo il modo in cui mio padre ha prelevato mia madre dalla sua normale vita e l'ha costretta a questo inferno.
Mi fa schifo il modo in cui lei non è riuscita a lottare per la sua libertà e si è piegata al suo volere.

Chissà se non fosse stata con lui che vita avrebbe condotto. Chissà se avrebbe continuato gli studi, sarebbe diventata una donna di successo o chi avrebbe sposato.
Hellen meritava di scegliere come condurre la sua vita, in che direzione andare, era una ragazzina pura e ingenua ed è caduta nelle grinfie del mostro cattivo.

Mio padre è stato presente con me e non posso dire che si sia comportato male nei miei confronti non mi ha mai fatto mancare nulla né sul piano affettivo che su quello materiale ma ci ha trascinati con lui in un turbine di odio, ci ha messo al mondo per vivere una vita ricca di materia ma povera di libertà. Ma nonostante tutto gli voglio bene e non riesco ad odiarlo completamente.

Invidio mia cugina per la forza che ha avuto a lasciare via tutto per reinventarsi una nuova vita insieme ai suoi figli lontana da tutta questa feccia.
Spero per lei che Yuri sia scarso come al suo solito e non riesca a trovarla.
Dopo la morte di Javier e il matrimonio saltato sì è fatto nuovamente vivo nella mia vita.
Questa volta però, sembrava una persona nuova, non lo avevo ancora visto in queste vesti.

Sta cercando di pulire la sua coscienza, il suo animo ed ha chiesto scusa a me, alla mia famiglia, a quella di Demet ma soprattutto si è messo contro quella canaglia di suo padre.
Abbiamo avuto modo di parlare dopo l'accaduto ed ho percepito sincerità nelle sue parole.
Nonostante io abbia provato per lui dell' odio in tutti questi anni, ora provo solo tanta pena per un uomo che non è mai riuscito ad essere se stesso.
Mi ha raccontato degli abusi del padre, di quanto successo a sua madre e di come nella sua vita la parola amore non esistesse.

Mi ha detto che la nostra storia era nata per compiacere il padre, che mi ha voluto e mi vuole bene come una sorella e che è disposto ad aspettare anni il mio perdono, vuole la mia amicizia, vuole essere aiutato a ripartire per essere l'uomo giusto per Demet, perché quando e se, tornerà da lui dovrà darle tutto ciò di cui ha bisogno.

Ci ho riflettuto per un pò, ma il mio cuore rotto non ha potuto fare altro che donare speranza ad un altro.
Yuri doveva solo essere amato ed io non sono stata in grado di farlo. È anche colpa mia se lui non è riuscito, in tutti questi anni a migliorare.

Mia cugina è stata in grado di smuovere in lui qualcosa, di trovare il buono in una persona che mostrava per paura solo il marcio.
Lei gli ha dato modo di provare nuovamente dei sentimenti,gli ha dato quella sensazione di sicurezza e protezione che da tempo gli mancava ed è per questo che vorrei per entrambi un lieto fine.

Se questo però significa crescere i miei nipoti nella mafia, allora spero che lei sia introvabile ai suoi occhi e che lui non la raggiunga mai.
Nessuno merita di fare questa vita, nessuno merita di vivere al sessanta per cento soprattutto dei bambini.

Il mio cuore e la mia mente si fermano spesso a pensare, come sarebbe andata se io e Javi ci fossimo incontrati in un modo diverso? Come sarebbe evoluta la nostra storia se ci fossimo incontrati realmente per caso?
Forse non ci saremo nemmeno piaciuti o meglio, non sarei stata di suo interesse.
Al contrario io mi sono innamorata follemente la prima volta che l'ho visto, quando fingeva di riparare auto in officina.

Abbiamo vissuto dei momenti che rimarranno indelebili nella mia mente. Non amerò mai più nessun altro. L'amore per me era Javier e se non è lui non ci sarà più alcun essere umano a prendere il suo posto.
È una promessa che gli ho fatto il giorno del suo funerale, avrei amato solo lui fino al resto dei miei giorni.

È una decisione che ho preso con molta consapevolezza, nonostante la mia giovane età non ho più alcuna voglia di innamorarmi, non sarebbe giusto nei suoi confronti, lui si è sacrificato per me e io dovrei stare qui a spassarmela? Inoltre non credo esista qualcuno come lui, era unico in tutto quello che faceva e nessuno potrà essere al suo livello.

India ed Allison hanno provato a farmi cambiare idea, non lo fanno con cattiveria, nemmeno loro vogliono che sostituisca Javier ma temono che un giorno io possa pentirmene, che quando le mie ferite saranno sanate la mia decisione pesi più del solito.
Ma non sanno e non capiscono che le mie ferite non guariranno, che il vuoto che ho dentro ogni giorno diventa più grande. Non sanno che nel petto ho una voragine.

Spero, se esistono, altri universi in questa vita, che almeno in uno di quelli siamo felici insieme nella nostra casa in montagna a festeggiare il Natale come abbiamo sempre fantasticato.
Io e lui vestiti con un pigiama scozzese a decorare l'albero mentre Kami e Javier junior si godono una tazza di cioccolata calda guardando un film natalizio.

"Cugina non vieni a mangiare?"la dolce voce di India mi riporta alla triste e grigia realtà.
Smetto di guardare le gocce di pioggia che fanno una gara di velocità sulla mia finestra e punto i miei occhi, dallo sguardo perso, sulla sua esile figura.
"Non ho fame grazie" le rispondo sospirando.
"Hai saltato già il pranzo, non salterai anche la cena!" Esclama poggiando le mani sui fianchi.
"Ho lo stomaco chiuso"replico.
"Devi reagire, non puoi vivere la tua vita in queste quattro mura"afferma facendo un passo verso di me.

Scuoto il capo, nessuno riesce a capire il mio dolore.
"Tu non capisci" le dico con voce spezzata.
Non volevo piangere nuovamente, ma  l'incomprensione degli altri mi fa male.
"Non posso neanche immaginare cosa stai provando, ma so per certo che lui non vorrebbe questo" replica accomodandosi sul letto accanto a me.
"Era pieno di vita, pensi che sarebbe felice a saperti così a pezzi?" Mi domanda con compassione.
È l' unica emozione che suscito nelle persone da ben tre mesi a questa parte.

"Persino Pablo sta reagendo" aggiunge.
"Beh io non ci riesco, lui sì perché non vive con i sensi di colpa, non vive con il rimorso"le spiego con stizza.
"Ma non è colpa tua, suo padre gli ha sparato non tu"ribatte lei.
"Ma era me che voleva colpire" punto la mano sul petto.
La bionda scuote la testa e mi guarda con delusione.
"Lui ti ha salvata perché ti amava e tu sei qui ad incolparti ancora oggi dopo mesi"dice "Nessuno ti ritiene colpevole di quanto accaduto, sappiamo tutti come è andata quel giorno l'unico colpevole è suo padre" aggiunge.

Le parole di India accendono una scintilla dentro di me. Sono qui, nella mia stanza a letto, a crogiolarmi da mesi nel rimorso e nella delusione e non ho pensato minimamente che l'unico colpevole è ancora a piede libero.
Dovrei riversare questo dolore su di lui, trasformarlo in odio e vendicare il mio uomo.
Dovrei dimostrare a tutti che se sono una Yaman un motivo c'è.
Che nonostante odi la mafia, devo accettare il mio destino e conviverci.

"Hai ragione India devo reagire" scatto in piedi sul letto, sotto lo sguardo perplesso di mia cugina.
"Ucciderò quel pezzo di merda, lo farò a pezzetti con le mie mani"grido con rabbia.
"Chi vorresti uccidere tu piccola mafiosa?" Domanda infuriata mia madre, appena entrata in camera.
"Se la tua sete di vendetta riguarda il padre di Javier sono venuta a dirti che è già morto, il suo cadavere è stato ritrovato stamattina in un fiume in Argentina" dice.
Le lancio uno sguardo misto tra l'odio e la soddisfazione di sapere la fine di quel verme.
"Non guardarmi così, tuo padre non c'entra nulla, molto probabilmente si è suicidato per i sensi di colpa" ribatte prima ancora che io apra bocca.

Non sono sicura di questa cosa ma ora sono consapevole che anche la mia ultima speranza di vivere con un obiettivo è andata in fumo, Salvador è morto ed io non potrò impiegare le mie energie a vendicarmi di lui...

(M)AF(I )(A): Innocent LoveDove le storie prendono vita. Scoprilo ora