All'età di venticinque anni, Delia, una ragazza bellissima e con degli occhi magnetici, viaggia a bordo di una nave da crociera con il suo fidanzato. Lì incontra Kilian, un membro influente dell'equipaggio, dotato di una bellezza sovrumana e un'inte...
Il dio Ermes donò Crisomallo a Nefele, moglie ripudiata da Atamante innamorato di Ino, e madre di Elle e Frisso. Ino odiava i due figliastri e voleva sacrificarli per permettere a suo figlio di salire al trono alla morte di Atamante. Venuta a conoscenza dei piani di Ino, Nefele chiese aiuto ad Ermes che le inviò Crisomallo, il quale caricò in groppa i due fratelli e li trasportò, volando, nella Colchide, regione dell'attuale Georgia occidentale. Elle precipitò in mare durante il volo e morì. Quel luogo prese da allora il suo nome: Ellesponto. Frisso, giunto sano e salvo, sacrificò l'ariete a Zeus e donò il vello al re Eete presso il quale aveva trovato rifugio, che lo appese ad un albero nella foresta e mise un drago a guardia del vello. A questo punto entrano in scena i più conosciuti Argonauti. Giasone, per riconquistare il trono usurpato dallo zio, avrebbe dovuto ritrovare il vello; radunò allora 50 compagni e sulla nave Argo partirono per la Colchide. Naturalmente l'eroe dovette superare varie prove per poter portare a compimento la sua impresa e vi riuscì grazie all'aiuto della maga Medea, figlia del re Eeta, che si era innamorata di lui.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
"Non ci credo. Che coglione!" Esclamo osservando il ragazzo difronte a me. Sono uscito dalla mia cabina e stavo percorrendo il corridoio, quando ho visto Gavin uscire da una camera, alzandosi la cerniera dei pantaloni. La ragazza che si è appena fatto lo guarda vogliosa, poggiata allo stipite della porta. Lo ucciderò, un giorno. "Shh, stai zitto. Guardala, ancora mi vuole". Mormora circondandomi il collo con un braccio. "Falla finita!" Rispondo richiudendo la porta. La ragazza sbraita, poi la riapre. "Stronzo!" Urla, ormai in lontananza. "Okay, devo dire che hai preso alla lettera il tema di 'sta sera, amico. Non ti ho mai visto vestito così". Esulta saltellando qua e la. Che bambino. Ho una camicia awaiana con foglie verdi e un pantaloncino nero. Noi dell'equipaggio dobbiamo essere sempre precisi sui dress code. Quello di oggi era: stravagante. "Anche tu non scherzi, scemo". Ribatto dandogli un buffetto sulla testa. Ha una maglietta a maniche corte verde fluorescente e un pantalone cargo arancione. "Io sono spesso così, tu invece, sei sempre elegante. Che palle!" "Stai zitto, alle ragazze piacciono i tipi eleganti". Rispondo prontamente. "Si sì, certamente. Soprattutto ad una". Mi fa l'occhiolino e io alzo gli occhi al cielo. So io che effetto faccio su quella ragazza... Abbiamo appena finito di cenare e stiamo andando ad un bar per un piccolo aperitivo. Ci sediamo al bancone, io tra Gavin e Jordan. Di fianco ad Harley ci sono Kai e Soleil sempre più vicini. Spero per loro che si fidanzino al più presto. "Ciao ragazzi! Che prendete?" Domanda un cameriere. "Fai in fretta. Il solito". Prendo la mia tequila e insieme andiamo nell'immensa galleria dove rimbomba già la musica. "Woo! Che bella festa!" Urla Harley mentre le prendo la mano per farle fare una giravolta. Vado al bar con Kai e prendiamo un cicchetto di vodka. Lo bevo tutto in un sorso. "Un altro". Ordino. "Kil basta dai. Hai già bevuto abbastanza". Mi spintona il mio amico. Mi si presenta davanti il bicchierino. Lo ignoro e bevo. Mi brucia la gola. "Okay. Ora basta". Mi trascina sul balcone, dove c'è Jordan. "Ha in mente di ubriacarsi". Lo avverte. Mi poggio al corrimano. "La scorsa settimana stavi da Dio". Dice Jordan. "Quella ragazza ti sta spegnendo". Aggiunge. "Non sono mai stato meglio prima di lei". Rispondo subito. "Allora perchè stai così?" Non lo so nemmeno io. Crisi. "Boh... Pensavo vi piacesse". "Certo. Non metto in dubbio che sia una bella persona. Ma non credo faccia per te. Sei mio amico, ti proteggo". "Non la conosci come me". Mi avvicino al volto del ragazzo. "Lo dico per il tuo bene". "Basta ragazzi!" Esclama Kai che è stato in silenzio tutto il tempo. "Jordan, quello di Kilian è solo un momento... Tu non hai conosciuto Delia come noi. È la persona più solare del mondo, ma nasconde enormi fragilità. È bello trascorrere del tempo con lei. È molto saggia". Jordan abbassa la testa annuendo e va via. "Grazie per averla difesa". Quando torno nella galleria Harley e Soleil stanno ballando con Delia. Aspetta, Delia?! È irriconoscibile. Ha abbandonato i soliti abiti eleganti, non che mi dispiacciano, e ora indossa un corpetto di raso bianco, una minigonna totalmente di paillettes argentate e degli stivali alti fino al ginocchio con il tacco bianchi. "Vaffanculo si, lei è la più bella di tutte". Commenta Gavin. Gli tiro uno schiaffo sul petto e sbuffo. "Suvvia non essere geloso". Mi spintona Kai. "Ei Kyky, come va la serata?" Mi fermano le solite tre. Sono belle ragazze, non lo nego, ma non hanno un fottuto cervello. "Ciao ragazze". Hanno lo stesso vestito, ma di colori diversi. Se vestito si può chiamare quella toppa. Giusto per coprire culo e tette. "Vieni con noi? Sei molto bello stasera". Amber è già ubriaca. "Ragazze, ho da fare". "Eh dai, lascia perdere quella puttana". Dice Hanna. "Perchè andare da chi non ti vuole veramente? Hai noi". Aggiunge Kristal. "Smettetela. Non è una puttana. E poi, chi vi ha detto che non mi vuole veramente?" Chiedo facendo l'occhiolino. Si imbronciano e mi iniziano a seguire. "Okay basta. Che volete?" "Ora vorremmo che tu venga con noi a prendere da bere. E visto che abbiamo deciso di prolungare il nostro soggiorno di due settimane, più avanti ti diremo cosa fare". Non ci credo! Ancora qui! Le eviterò, ma ora devo prendere qualcosa con loro, o non si scollano più. Siamo arrivati al bancone del bar e loro ordinano il più alcolico che c'è, ma io prendo un bicchiere d'acqua. "Che fai? Solo acqua?" Dice Amber sbigottita. Quanto vorrei dirle che ho di meglio da fare. "Non rompetemi il cazzo. Ho bevuto abbastanza". Lei almeno è al sicuro con i miei amici. Vorrei esserci anche io. "D'accordo tesoro, non arrabbiarti..." Risponde la bionda circondandomi il collo. Il suo alito sa di alcol. Tanto alcol. "Togliti". Ordino cercando di non essere troppo duro. Lei non mi ascolta e si siede sopra di me. Cazzo. "Non è tutto tuo. Condividilo". Si impunta Hanna spingendola. Le mie mani sono sulle sue spalle. Delia è proprio difronte a me, che mi fissa. Ci guardiamo negli occhi e mi sento una merda. Kai la vede pensierosa e segue la traiettoria del suo sguardo, fino ad arrivare a me. Guardano entrambi questo stupido teatrino: io seduto, fermo, incapace di controllare le mie azioni e queste tre galline che litigano per me. Che schifo. Non capisco perchè sto permettendo a questa ragazza di stare sopra a me. Il mio amico le circonda le spalle con un braccio e la porta altrove, non prima di avermi lanciato un ultimo sguardo. "Levatevi. Ho bevuto qualcosa con voi, ora lasciatemi in pace per il resto di questa fottuta serata". Sbotto alzandomi in piedi e seguendo quei due. "Eh dai, Kyky". Mugolano quelle. Ma cosa me ne frega. Non si sono spostati di molto. "Vieni a bere qualcosa con me". Delia sussurra al mio orecchio queste parole, facendo il verso a quelle ragazze. Si struscia su di me sotto lo sguardo di tutti. È bellissima e adoro quello che mi sta facendo, ma non è in lei. "Che cazzo le è successo?" Esclamo puntando un dito contro i miei amici. "Si sta divertendo... magari con qualche bicchierino di più". Dice Harley. La solita. "È ubriaca? Ma che cazzo avete in testa. Dio mio". La ragazza muove il culo sul mio cazzo, e porca puttana, mi sto trattenendo solo perchè è ubriaca marcia. Le prendo i fianchi e faccio smettere questa piacevole tortura. "Però il culo di quella di piaceva". Si lamenta facendo il broncio. "Non ho mai detto che non mi piaccia il tuo bel culetto, anzi. È solo che hai bevuto tanto. Dov'è il tuo ragazzo?" Domando sorridendole. Non ne posso fare a meno. "È con quel maiale del suo amico". Okay, esaustiva. Con le mani percorre tutto il mio corpo fino ad arrivare ai capelli, che inizia ad accarezzare. Dietro di lei, Gavin le fissa il didietro. Lo fulmino con lo sguardo, mentre lei con le piccole mani contorna il mio addome. "Per quanto mi piaccia quello che mi stai facendo, odio non poterti toccare. Tra poco potrei mandare a fanculo l'autocontrollo e piegarti su questo cazzo di bancone, quindi ti prego di smetterla. Voglio evitare di scoparti da ubriaca". Le mie parole la destabilizzano quanto me. Da quando sono così volgare? Mi prende per mano e mi trascina nello spazio vicino gli ascensori, prima di entrare nella galleria. "Lasciati andare..." mi districa i capelli con le mani, per poi circondandomi il collo. "Se lo facessi, potrei pentirmi". Avvicina il volto al mio. Ci respiriamo addosso. Ci appoggiamo al muro e le cingo la vita. "Pentirsi non è sbagliato". Quando parla le sue labbra sfiorano le mie. Ha ragione. Non importa che sia sbronza. Mi fiondo sulla sua bocca e la divoro. Letteralmente. Mi tira il labbro inferiore, ed io le mordo quello superiore. Le nostre lingue danzano e si intrecciano. La mia mano scorre su tutto il retro del suo corpo, per poi fermarsi sul fondoschiena che stringo avidamente. Ci stacchiamo quando siamo a corto di fiato. "Che hai da guardare?" Domando con un sorriso malizioso. "Sei molto bello". "Ti piaccio?" Non risponde, ma abbassa la testa, nascondendo il rossore delle guance. Con le dita le sollevo il mento. "Quindi?" Non demordo, voglio una risposta. Le piaccio davvero o sono un passatempo per liberarsi dal fidanzato? "Si cazzo!" Esclama baciandomi. Il viavai di gente intorno non la spaventa. Le circondo con il braccio le spalle e girovaghiamo per l'imbarcazione. "Non sono mai venuta qui quando non ci sono gli spettacoli". Dice una volta varcata la soglia del teatro ora deserto. "Invece io ci vengo spesso. È così grande, ma così vuoto che mi fa stare bene. È bello stare qui e riflettere guardando il vuoto". Ci sediamo in una delle poltroncine in alto. Le metto un braccio intorno alle spalle e la avvicino a me. "Lo preferisco ora". Aggiungo. Le bacio la guancia. "Manca sempre meno all'arrivo". Annuisco. "Godiamoci questi ultimi attimi". Rispondo malinconico. "Non voglio che tu sia solo un ricordo". Questa non ci voleva. Neanche io lo vorrei. "Sarà un bel ricordo". "Promettimi che, se un giorno dovessimo incontrarci di nuovo, tu non mi sarai indifferente. Promettimi che se mai ci rivedremo tu mi bacerai difronte a tutti. Non posso sopportare che tu mi ignori a vita". Cazzo che promessa. Mi porge il mignolo che unisco con il mio. "Lo giuro". Dopodichè la riaccompagno in cabina. "Oh ciao Kilian, come mai qui?" Domanda Soleil che sta a braccetto con Harley. "L'ho riaccompagnata...". "Ora che fai?" "Boh, non so... e i ragazzi dove sono?" "Sono andati a dormire, sono le due di notte, domani hanno il turno di mattina". Annuisco, le saluto e continuo il mio passeggio per la nave. Arrivo in un cafè con in sottofondo della musica jazz e noto ad un tavolino, un ragazzino che si rigira tra le dita un filtro di sigaretta. È l'unico qui. Mi siedo di fianco a lui. "Ciao ragazzo! Come va?" Alza lo sguardo su di me. "Chi sei? Che vuoi da me?". "Sono Kilian, e tu?" Domando sorridendo, ma lui è tutto il contrario. Ha l'aria annoiata e lo sguardo triste. "Sembri un tipo da pubblicità di profumi". Riflette, mentre io ridacchio. "Comunque mi chiamo Leòn". "Okay, Leòn, quanti anni hai?" Cerco di fare conversazione, capisco che è in difficoltà. "Ti sembro uno che ha voglia di parlare con il primo che passa?" Chiede retorico continuando a giocare con la sigaretta. Gliela tolgo dalle mani, capendo sia troppo piccolo, e la poso lontana dalle sue mani. "D'accordo. Ho quindici anni". È molto piccolo. "E che ci fai qui a quest'ora?" Continuo volendo capire qualcosa in più. "Mh, nulla, non riesco a dormire, troppi problemi. La mia ragazza mi ha lasciato e i miei rompono il cazzo con lo studio". "Non immagini quanto ti capisco". Sospiro. "Anche tu hai dei genitori rompi palle?" Annuisco. "Ma se vogliono che tu studi, è un bene. Ci tengono, non come i miei. E poi la ragazza si cambia più volte, finché non si trova quella giusta". "Tu l'hai trovata quella giusta?" Chiede mostrando un po' di insicurezza. "Forse. A ventisei anni, ma forse si". "Cavolo amico, in ventisei anni, con il fisico che ti ritrovi l'hai trovata solo ora una tipa? Wow!" "Beh, anche tu sei un bellissimo ragazzo e non hai una fidanzata". In effetti, è un tipo affascinante. Sicuramente una calamita per le ragazze. Ha la mascella squadrata, denti perfetti, naso dritto, capelli scuri e due splendidi occhi verdi, affilati come coltelli. "Senti, da dove vieni? Hai un accento strano". "Da Parigi, però i miei sono talmente ricchi da pagarmi una scuola di italiano". Sbuffa, ma gli occhi si posano sul suo braccio. "E come mai a quindici anni fumi ed hai un tatuaggio grande tutto l'avambraccio? Tua madre e tuo padre lo sanno?" Chiedo sperando mi risponda. "Sanno tutto, ma per loro sono un caso perso. Gli rimane solo il mio studio. Qualunque cosa mi dicono per me sono parole al vento". Ha una rosa ingabbiata impressa nella pelle, ma scelgo di non volerne sapere il significato. Se vorrà, me lo dirà lui. "Anche io detesto i miei genitori. Mi hanno messo al mondo e dopodichè hanno deciso di odiarmi, di non essere loro figlio. Non li vedo da quando avevo diciotto anni e non mi mancano per niente. I tuoi invece, si preoccupano per te. Desidero tanto averli io". Mi confido tranquillamente. È un ragazzino e ne ha bisogno. "Ei amico, mi dispiace per te, ma credo siano solo presi dai loro affari del cazzo. Parlando di ragazze, com'è la tua?" Domanda a bruciapelo. "Colpo basso fratello, eh! Attento a non rubarmela!" Scoppiamo a ridere. "È una situazione strana. Lei è entrata in questa crociera questa settimana ed è nato tutto qui. È bellissima e solare". Decido di descriverla così, senza aggiungere altro. "E come si chiama? Un bacio ve lo siete dati?" Okay, ora vuoi sapere troppo. "Un bacio? Anche oltre un bacio. Comunque si chiama Delia. Magari una volta te la presento". Sghignazza guardando il tavolino. "E la tua com'era?" "Brutta. Giusto per averne una". Risponde indifferente. "I tuoi ti hanno condotto a congelare il cuore. Cerca di scioglierlo Leòn. Te lo dice uno che ha avuto sempre paura di confidarsi con qualcuno". Lui annuisce e si alza sbadigliando. Io lo imito. Gli metto una mano sulla spalla. "Mi raccomando eh". "Buonanotte". "Ci vediamo in giro Leòn". Poi prendiamo strade opposte. "Ah, Kilian". Mi blocca. "Sei un bravo ragazzo. Spero di trascorrere queste settimane al meglio con te". Settimane? Non mi da tempo di ribattere, così va via.
Spazio autrice: Buona vigilia di Natale a tutti!!! Qui conosciamo una Delia provocante, un po' diversa dal solito, ma anche Kilian non è da meno. Conosciamo Leòn! Mi raccomando, non dimenticatevi di lui😉 Fatemi sapere cosa ne pensate e mettete stelline. -Kri💚