«Ti vedo meglio questa mattina, per quanto un Lunedì mattina possa essere una bella giornata...» scherza Chris, mentre entriamo in aula per sederci ai solito posti.
«È tutto merito tuo Chris!» sorrido, pensando che sono proprio fortunata ad avere un amico come lui. In più anche essere riuscita a parlare con Kerèl mi ha messo una certa dose di fiducia addosso nonostante non abbia trovato tutte le risposte che cercavo.
«Si, come no... sicuramente avrai visto Enea ieri, altro che il tuo amico gay» ride.
«No, veramente non ci sentiamo da venerdì..» rispondo e mi rendo conto di non averci nemmeno più pensato.
«Arielle Blanc» tuona la voce della Mueller che mi fa sobbalzare «Puoi mostrare alla classe il tuo progetto?»
Per un attimo rimango immobile, poi tiro fuori dallo zaino i miei disegni. «Certo professoressa.»
Mentre mi avvicino alla cattedra maledico la mia pigrizia che mi ha fatto entrare in ritardo nelle prime lezioni, ormai quasi tre anni fa, ed inimicarmi così la professoressa che come sempre chiama me per prima quando c'è qualcosa da presentare.
«È una storia muta» inizio a raccontare, rivolgendomi alla professoressa e alla classe. «Ho preferito che fossero le immagini a raccontare quello che avevo in mente.»
La professoressa annuisce facendomi segno di continuare.
«Probabilmente le immagini sarebbero di maggiore impatto se le associassi ad una canzone, è possibile?» chiedo.
«Apprezzo l'iniziativa, signorina Blanc, per questa volta la lascerò fare.» Mi risponde, pur rimanendo molto seria.
Felice del risultato raggiunto collego il mio cellulare al computer e appoggio i disegni ordinati come fossero slide sotto le luci della lavagna luminosa. Questa mattina mi è venuta questa idea per presentare la storia perché sentivo come se mancasse qualcosa: ho tagliato poco più di tre minuti della Primavera di Vivaldi in modo tale da tenere ciascun disegno all'incirca 20 secondi.
Il sole sorge nel mio primo disegno, mentre la musica parte e io aspetto lo scorrere dei secondi per cambiare l'immagine. Ripeto il gesto per nove volte fino a che la farfalla stremata si posa, il sole tramonta e la musica si spegne.
«Davvero significativo Arielle, gli hai dato un nome?» la professoressa si sistema gli occhiali sul naso, visivamente infastidita delle parole che ha dovuto pronunciare.
«Non aver paura di avanzare lentamente, abbi solo paura di fermarti.» Pronuncio dopo averci riflettuto un momento, mentre per la prima volta distinguo chiaramente Kerèl che sta guardando la scena attraverso i miei occhi, ed un brivido mi percorre la schiena.
«Ottimo puoi andare, qualcun altro che vuole presentare il proprio lavoro?»
Avanzo nell'aula incredibilmente leggera, per tornare al mio posto al fianco di Christian «Cavolo Arielle sei stata bravissima, adesso nessuno vorrà presentare il proprio progetto.»
«Assolutamente niente di speciale.» afferma secca la Muller, circa un'ora dopo alla fine delle presentazioni, mentre si sistema scocciata sulla sedia. «Se non fosse per la signorina Blanc vi darei da rifare il lavoro!» il suo tono aspro è, se possibile, ancora più irritato del solito.
Alle sue parole non posso non arrossire, sentendo il suo primo complimento nei miei confronti dopo tre anni dall'inizio dell'università.
«Non importa» sbuffa poco dopo «Vi rifarete con il prossimo progetto: bene trovatevi un compagno.» In risposta, io e Chris ci scambiamo un'occhiata complice.
«Dovrete presentare per la prossima settimana un modellino in scala reale di un monumento. Vi prego non siate banali. Il resto della lezione perdetevelo per pensare a cosa fare, da domani ci vediamo in officina assieme al professor Grumer. »
Dopo diverse sfrenate ricerche al computer e minuti di concentrato silenzio, il mio migliore amico mi fissa serio. «Ho trovato! Facciamo la Sagrada Familia!»
Alla sua affermazione, lo fisso sbattendo le palpebre ripetutamente «Scusa? A parte che ancora non è finita, ma come credi di riuscire a riprodurla? L'hai mai vista almeno? No, è impossibile.»
«Ci ha detto di non essere banali» sospira lui alzando le spalle.
Con la faccia scioccata giro verso di lui, lo schermo del mio PC in cui spicca una foto della chiesa spagnola, che ho appena cercato su internet. «Infatti di non essere banali, non di impazzire. In una sola settimana è impossibile!»
«Okay è un po' pretenziosa, effettivamente.»
«Io invece stavo pensando ad una cosa molto più semplice da realizzare ma forse anche più significativa.»
«Non tenermi sulle spine!»
«Stonehenge.»
Mi è venuto in mente in un lampo, come se fosse la cosa più naturale possibile perché Stonehenge sarà anche il più famoso, ma di posti così ce ne sono disseminati in tutto il mondo, abbastanza nascosti da essere difficilmente individuati da chi non sa dove o cosa cercare. I nostri genitori ce ne hanno parlato a non finire, raccontandoci di quanto sia importante per noi streghe. Questi luoghi infatti significano l'iniziazione, ed i riti che si celebrano presso questi circoli di roccia dispersi nella natura incontaminata hanno nei secoli preso diversi nomi: c'è chi li chiama messa nera, chi convegno notturno... per altri ancora erano riti satanici.
Ma per noi non è altro che il sabba. Il 1° Agosto, nel giorno della festa del raccolto io e Myra, parteciperemo ad una delle celebrazioni della sacra scelta: strega o umana?
Magia o banalità?
Fino a poco tempo fa avrei deciso di essere una semplice, normalissima umana, senza nemmeno pensarci.
Ma ora?
Non so se mi sento di rinnegare il mio sangue dopo quello che ho visto. Sarebbe come tradire la fiducia di Sidonia nella magia, sarebbe come andare contro alla mia anima.
Ma che utilità potrebbe mai avere una nullità come me nella comunità magica?
NA: Mi sono immaginata l'ultima domanda con lo stesso tono del Grinch quando si chiede che vestito indossare per scendere in città. "Ok, ci vado ma arrivo in ritardo come le star! Ma che vestito mi metto?"
Si era capito che sono una piccola Grinch che odia il Natale?
TORNANDO A NOI, FATEMI SAPERE COSA NE PENSATE!!
A presto,
Martina -
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Le anime del drago
FantasyArielle è una strega con una vita perfettamente normale al punto che si è quasi dimenticata di essere magica. Tra una lezione di design ed una di storia dell'arte capirà che un esistenza normale non è quello a cui è destinata, dato che il suo viaggi...
