Esco dall'aula finite le lezioni del primo pomeriggio, dopo aver lasciato un bacio sulla guancia di Christian. Faccio appena due passi all'esterno dell'università e impreco tra me e me.
Piove.
È pur sempre lunedì non potrebbe andare tutto bene. Sospiro e prendo coraggio per buttarmi sotto l'acqua diretta verso la stazione. Faccio il primo passo con già addosso la sensazione dell'acqua gelata a contatto con la mia pelle, prima di sentirla. La pioggia che mi bagna è più fredda di quanto pensassi ma non è così fastidiosa come me l'ero immaginata.
D'un tratto smette di piovere o meglio, le gocce smettono di raggiungermi.
«Dove va una bella ragazza sotto tutta questa pioggia?» Ci metto un momento a focalizzare quello che è successo: Enea, di fianco a me mi avvolge le spalle con un braccio mentre con l'altro tiene un ombrello scuro ed abbastanza grande per coprirci entrambi. Non riesco a non sorridere.
«Ciao, stavo andando in stazione.»
«Ah, bene quindi posso rapirti» dice ridendo, mentre un sorriso contagioso gli inarca le labbra perfette.
«Io veramente...» Vorrei ribattere, ma effettivamente qualunque cosa avrei potuto fare non ha paragone con passare del tempo con lui.
«Dai Arielle, se mi concedi un po' del tuo tempo ti porto a casa io, in macchina» Anche prima che mi desse argomenti così validi, mi aveva già convinto, annuisco «Ci sto!»
Enea mi guida tra le persone e i loro ombrelli colorati, mentre la pioggia si fa più intensa. Se non ci fosse stato lui ora sarei davvero bagnata fradicia.
«Allora dove mi porti?»
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Cinque minuti dopo siamo nella mia via preferita di Bolzano, i portici su entrambi i lati della passeggiata ci riparano dall'acqua insistente e così Enea chiude l'ombrello, scostandosi da me quel tanto che basta a farmi rimpiangere di non essere più sotto la pioggia.
Passeggiamo dove i negozi moderni con le insegne luminose fanno un incredibile contrasto con le insegne antiche e le arcate gotiche che ancora restano a ricordarci che quelle vie hanno visto un andirivieni di persone da diversi secoli a questa parte, già dalla fondazione del primo insediamento in età romana. Certe volte mi sembra quasi di vedere dame dell'ottocento con ampi vestiti passeggiare a braccetto su queste pietre chiare e consumate o piccoli spazzacamini che bussavano alle porte per guadagnare qualche spicciolo per un pezzo di pane.
Mi appoggio ad una colonna guardando l'acqua che scende implacabile dal cielo, adoro il profumo della pioggia.
Enea si appoggia dall'altra parte della colonna «Non trovi sia davvero magnifico il profumo della pioggia?»
Mi giro verso di lui sbattendo le palpebre incredula «Mi leggi nel pensiero?»
Al pensiero che abbia detto esattamente quello che io ho pensato, come se davvero potesse leggermi nel pensiero, il mio cuore fa un saltello e non capisco se l'emozione che provo è eccitazione o paura. Mentre una parte di me si sta già preoccupando che Enea non sia un ragazzo normale e che abbia dei poteri magici, l'altra parte di me pensa al sollievo di poter finalmente parlare con qualcuno di tutto quello che mi succede, di quello che sono, magari anche di Kerèl e di tutti i sogni strani.
Lui ride «Sono cose che succedono solo nei film» fa una pausa mentre i suoi occhi vagano pensierosi sui passanti, per poi voltarsi verso di me «Non sono certo Edward Callen, ma puoi essere lo stesso la mia Bella.»
La sua risposta mi fa sussultare.
Mi sono sbagliata, niente magia, niente poteri, è un ragazzo normale.
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Le anime del drago
FantasyArielle è una strega con una vita perfettamente normale al punto che si è quasi dimenticata di essere magica. Tra una lezione di design ed una di storia dell'arte capirà che un esistenza normale non è quello a cui è destinata, dato che il suo viaggi...
