Capitolo 25

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Ulla
Ho un abito lungo semplice blu nero, capelli raccolti e mi sto recando al gala delle elezioni di Nikolai Lantsov.

Una sinfonia leggera accompagna la sala. Le coppie danzano. I giornalisti si accalcano a pochi metri.

Vedo Nikolai e Zoya che parlano con un diplomatico.

Mi dirigo verso di loro con passo lento, lo sguardo freddo.

"Chi è quella?" Chiede Zoya

"Non lo so. Ma sta venendo dritta verso di noi" dice Nikolai

Mi fermo a pochi metri da Nikolai. Sorrido, sicura. Poi mi tolgo la maschera.

"Signor Lantsov. O dovrei dire... futuro sindaco?" Dico

"Dipende da chi vince, signorina..." dice

"Ulla. Solo Ulla. Apprezzo il tuo programma. Così pieno di sogni. Così... ingenuo." Dico

Zoya mi lancia uno sguardo gelido.

"Se sei qui per provocare, sbagli sera" mi dice Zoya.

"Oh, non ancora. Sono qui per capire se New York merita di essere salvata... o semplicemente presa" dico.

Nikolai mi stringe la mano, fredda come pietra.

"Sai, ho visto le tue interviste. Una delle nuove facce del consiglio d'impresa, giusto? Legami con GRISHA?" Chiede Nikolai.

"Mio fratello lavora con loro. Io? Osservo. Studio. Ascolto." Dico

Un cameriere si avvicina, prendo due bicchieri, ne porgo uno a Nikolai.

"Brindiamo. A chi costruisci i sogni. E a chi li spezza." Dico

Nikolai sorride, ma non beve. Zoya lo osserva attentamente. Io noto il gesto.

"Diffidente. Bene. New York ha bisogno di uomini che vedano il coltello prima che venga usato. Non dopo."

Mi avvicino appena e sussurro.

"Aleksander ti saluta."

Nikolai si irrigidisce, Zoya mette subito la mano alla fondina sotto la giaccia, ma io mi allontano già tra la folla.

"Ci vediamo al dibattito. O prima. Se vuoi sapere chi ti sta scavando la tomba."

La musica cresce, la folla mi inghiotte e Nikolai mi osserva sparire mentre il sorriso gli muore sulle labbra.

Torno al GRISHA nell'ufficio di mio fratello, mi tolgo i guanti lentamente e li lascio cadere sul tavolo.

"Ha sorriso, ma non ha bevuto" dico a mio fratello che si trova dietro alla sua scrivania.

"Sapevo che l'avrebbe fatto. Nikolai è troppo intelligente per fidarsi di un volto nuovo... ma non abbastanza da capire chi sei" dice mentre guarda la registrazione del gala.

Sul monitor, un'immagine congelata: Nikolai che mi stringe la mano.

"Quanto ha tremato?" Mi chiede

Io mi siedo sulla terra e accavallo le gambe "Appena. Ma l'ha fatto. Zoya, invece, sembrava pronta a sbranarmi."

"Perfetto. Tu li destabilizzi in superficie. Io li disfo dall'interno."

Aleksander clicca su un altro schermo: una lista di contatti. Un nome lampeggia: "Oretsev, Mal - infiltrato"

Ho scoperto che Mal è nostro cugino, lui e Aleksander si sono odiati dalla prima volta che si sono visti.

"Voglio sapere cosa sa Alina. Ogni frammento. Ogni pensiero. Se Mal si avvicina troppo, taglia il guinzaglio" dice.

È innamorato di Alina ma la usa come una marionetta e vuole morto Mal.

"Stai costruendo una guerra con pezzi rotti, Aleksander. Sai cosa succede a chi gioca con le schegge" dico calma.

"Si. Vince" dice lui sorridendo.

Lo guardo a metà tra ammirazione e terrore, poi mi alzo.

"Zoya mi ha invitata a parlare. Da sola. Hai qualcosa da dirmi?"

Lui finalmente si volta e con uno sguardo tagliente dice "Solo questo: non sottovalutarla. Lei non combatte per Ravka. Combatte per Nikolai. Tu invece... combatti per me. Giusto?"

"Si combatto per te." Dico decisa.

Vado in una serra botanica chiusa al pubblico, illuminata solo da lanterne antiche. Zoya è in piedi tra le felci, immobile come una statua di giada.

La raggiungo. Nessuna delle due parla per lunghi secondi. L'aria è carica di tensione.

"Hai avuto il tuo momento sotto i riflettori. Ora parliamo da donne vere." Dice Zoya

"Oh, finalmente. Niente sorrisi. Niente uomini da impressionare." Dico

"Io non impressiono. Minaccio." Dice

"Eppure Nikolai sembra affascinato da entrambe."

Zoya fa un passo avanti. Non è gelosia: è guerra.

"Lo toccate ancora una volta... e ti faccio sparire così silenziosamente che nemmeno tuo fratello ti troverà." Dice

"Vedi, Zoya... tu pensi di essere la regina in questo gioco. Ma non c'è trono. Solo tavoli. E io siedo con i lupi." Dico

"Io non voglio un trono. Voglio la testa del tuo re." Mi dice con un sorriso feroce.

Un fulmine in lontananza. Le lanterne tremano. Ci osserviamo. Un duello senza spade. Solo verità e veleno.
"Non sei diversa da me" le dico.
"No. Io ho limiti. Tu hai ordini" dice Zoya.
"Eppure entrambe sappiamo che gli ordini più pericolosi... sono quelli che ci diamo da sole" dico sottovoce quasi amara.
Mi allontano, ma prima di uscire, mi giro una volta ancora.
"Quando cadrà... voglio vedere chi sarai senza di lui."
"Me. Finalmente me." Dice Zoya sottovoce, per sé.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Oct 08, 2025 ⏰

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