Ero intrappolata nei ricordi di mia madre, Victoria, che raggiante si mostrava in tutta la sua naturale bellezza a quella che era la sua più stretta amica. Le aveva confidato il suo più intimo segreto in una delle camere dell'Accademia, fidandosi ciecamente di lei.
Probabilmente la mia presenza in quel momento era la somma di tutti i poteri rientranti in gioco: l'accelerazione di Christopher, l'influenza dell'ancora James, la capacità di sentire la vita di Mallek, il soggiacere nel tempo di Sol e la mia linea di sangue avevano fatto sì che la mia meta deviasse da ciò che avevamo prestabilito al campo ai confini dello spazio.
Mi ero persa nel passato, sperando di far ritorno al mio presente non appena le memorie di mia madre me lo avrebbero permesso.
Lyza Thompson era entusiasta. Una femminuccia era proprio ciò che lei aveva sempre desiderato e sperava in cuore suo che con Mark prima o poi avrebbe avuto altri figli, perché il loro amore era vero ed eterno, come quello che provava per il suo Christopher Hart.
Essere a conoscenza di quei dettagli così intimi e profondi significava star rivivendo la vita di Victoria e, con essa, ciò che realmente pensava. E mia madre in quel momento era la donna più felice dell'intero universo.
Le due si abbracciarono piene di contentezza, mentre il bimbo dai boccoli dorati le osservava incurante di quello che sarebbe accaduto da lì a ventiquattro anni più tardi.
Non mi capacitai del perché mi trovassi lì, inerme e incapace di poter dire la mia. Domandandomi fino a quando sarei rimasta a vagare in quell'angolo di inconscio dove tutto era già stato scritto. Poi all'improvviso le parole uscirono fuori dalla mia – o meglio, sua, - bocca.
«Ma se ti ho fatta venir fin qui è perché ho qualcosa di più importante da confessarti.» Victoria fece un passo indietro mostrando le sue iridi cerulee. Lyza non poté fare altro che annuire solerte. Avrebbe fatto di tutto per lei.
«Riguarda la mia candidatura a Preside? Pensi che sia troppo presto? Lo sai che voglio solamente il meglio per tutti noi viaggiatori.» I suoi occhi brillarono di incrollabile fiducia. Sapevo che ci credeva con tutta sé stessa, eppure, ero certa del fatto che qualcosa aveva deturpato quell'idea di nuovo mondo che aveva condiviso con mia madre, altrimenti non sarei stata lì.
Victoria si raddolcì. «Sono sicura sarai la miglior Preside che l'istituto abbia mai avuto, quella di cui avremo bisogno per il bene del mondo... ed è proprio per questo che devo dirti che non potrò esserci ancora per molto.»
Lyza si accomodò sul letto piano tenendo tra le braccia il fagottino dai grandi occhi scuri. Avvertii dell'inquietudine dentro di me.
«Come sai, le prossime saranno le mie ultime lezioni da istruttrice. Poco dopo l'esame di passaggio mi ritirerò.» Che quelle strane emozioni di nostalgia e amarezza che provavo avessero trovato la loro ragion d'essere?
«Certo, Mark me ne aveva parlato. Prenderà lui il tuo posto. Ma il motivo non mi è ancora chiaro... sai che potresti tornare in azione qualche mese dopo aver partorito, vero?» Il sorriso di Lyza riempiva la stanza. Era così solidale con mia madre.
«Non credo che potrò farlo. I sogni di cui ti parlavo si stanno facendo sempre più vividi e ripetitivi. Credo di non aver scelta, se non quella di vivere la mia vita fuori da queste mura. Non vorrei mai andare via e lasciarvi, ma...» Victoria voltò il suo sguardo aggrappandosi alla scrivania laterale che adornava la stanza.
Lyza sospirò costernata. «Ma vuoi salvare l'intero universo adimensionale da sola, lo so.» La donna voltò il suo sguardo altrove. «Ti comprendo, ma non ti capisco. Questi sogni di cui mi parli da mesi saranno davvero la soluzione? Non vedo motivo per cui dovremmo avere paura. Siamo felici e spensierati, ma soprattutto siamo al sicuro. Grazie all'Accademia non abbiamo più il terrore di incasinare la linea temporale. Questo luogo prospera di viaggiatori di primo, secondo e terzo tipo che vogliono vivere in pace! Perciò non riesco a comprenderti, Vic. Accadrà qualcosa di irreparabile?»
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Travellers
Science FictionTempo. Intuizione e rappresentazione della modalità secondo la quale i singoli eventi si susseguono. E se i singoli eventi potessero essere mescolati? Quale sarebbe il corretto ordine, chi detterebbe legge e chi soccomberebbe? Se neanche il tempo h...
