P.s. vi chiedo scusa in anticipo per questo capitolo 😇
I mesi passarono, arrivò la primavera e con lei un grande dubbio... che cosa regalare a James per il compleanno
Da quando Regulus era arrivato a scuola c'era stato il compleanno dei suoi fratelli il 3 Novembre, il compleanno di Severus e di Lily il 9 e il 30 Gennaio e poi quello di Remus il 10 Marzo. Era sempre stato bravo con i regali quindi non aveva avuto problemi a trovare la cosa giusta per tutti, anche a Natale era stato relativamente facile. Ma ora, il 20 Marzo, a sette giorni dal compleanno del suo compagno, era totalmente in crisi.
Aveva girato interi centri commerciali nella speranza che l'illuminazione piovesse dal cielo senza nessun risultato. Nessun oggetto materiale sembrava avere il giusto valore per esprimere quello che provava.
Poi l'illuminazione arrivò, non dal cielo però, bensì dal pub dove i ragazzi si esibivano. Come ogni sabato erano lì ad ascoltare la band quando il commento di un perfetto sconosciuto riaccese Regulus di speranza.
Ci mise poco a accendere il telefono per trovare ciò che stava cercando. Un po' di più per acquistarlo. Sicuramente essere ricco aveva aiutato visto che già stava andando a ruba e si era ritrovato a spendere un sacco di soldi ma per James questo ed altro.
Finalmente Regulus aveva trovato il regalo perfetto, o almeno così sperava, e niente, assolutamente niente avrebbe potuto intaccare la sua felicità.
Ovviamente la vita non era d'accordo con lui e quella stessa notte una chiamata smorzò tutto il suo entusiasmo svegliandolo alle 4 e mezzo del mattino.
<Il signor Regulus Black?>
Il ragazzo mugugnò in risposta chiedendosi chi lo stesse chiamando a quell'ora e perché.
<Sono un agente di Scotland Yard, abbiamo provato a contattare i suoi fratelli maggiori senza riuscirci>
<Si hanno cambiato numero, che succede?>
<Non c'è un modo poco doloroso per dirlo... signor Black i suoi genitori hanno avuto un incidente tornando da un viaggio di lavoro, l'autista della macchina ha perso il controllo della vettura, sono morti tutti e tre. Mi dispiace>
Per un attimo, un solo attimo, il mondo di Regulus si fermò, poi una mano si posò sulla sua spalla e tutto riprese a girare. Negli occhi di James lesse confusione e preoccupazione, quello bastò per farlo riprendere.
<Mi dica una cosa>
Dall'altra parte del telefono un assenso.
<Hanno sofferto?>
<Non possiamo dirlo con certezza ma molto probabilmente no>
<Va bene, grazie agente, ci penso io a parlare con i miei fratelli>
Così la chiamata si chiuse e Regulus fissò il soffitto per un po' cercando di capire cosa provava per tutta quella situazione.
"Non voglio dirglielo ora, stanno dormendo, non voglio svegliarli"
James lo abbracciò, lasciando lente carezze tra i suoi capelli cercando in tutti i modi di essere utile senza aver capito appieno la situazione.
"Io non ho sentito niente quindi non posso essere certo di aver capito ma, se è quello che penso, credo che tu debba dirglielo subito tesoro, rimandare a domani non lo farà diventare più semplice"
Regulus lo guardò, gli occhi ancora persi in quella presa di coscienza di ciò che era successo. Poi annuì, consapevole che il ragazzo aveva ragione, ma prima di muoversi si fece piccolo nelle sue braccia, concedendosi per un momento di essere debole e piangere quella perdita che forse lo avrebbe, in un certo, senso liberato ma che comunque non sarebbe stata facile da superare.
I suoi non erano mai stati dei bravi genitori, non lo avevano mai lasciato vivere, avevano provato a plasmarlo al loro volere come fosse creta nelle loro mani. Sia lui che i suoi fratelli sapevano benissimo che non erano nati perché voluti ma solo per le apparenze, perché che matrimonio sarebbe stato il loro se non avessero avuto figli. Eppure erano i suoi genitori e molto in fondo, nel loro modo malato e complesso, Regulus era sempre stato convinto che gli volessero bene.
Piante le poche lacrime che avevano bisogno di uscire, si alzò dal letto e, accompagnato da James, si avviò verso le camere dei fratelli che fortunatamente erano adiacenti. Bussarono finché le porte non si aprirono mostrando i due Black con gli occhi ancora praticamente chiusi.
"Fa che sia importante o domani mattina meno entrambi"
"Credo sia meglio che vi andiate a sedere da qualche parte Pad"
Nel sentire quella frase Regulus si allarmò all'istante, che voleva dire " vi andiate"? Lui non gli avrebbe seguiti?
"È una cosa vostra tesoro, è giusto che siate voi tre"
Il più piccolo scosse la testa mentre gli occhi gli si fecero lucidi di nuovo.
"Non posso farlo da solo James, non ci riesco, ti prego non farmelo fare da solo"
Il ragazzo lo strinse a se, annuendo piano e assicurandogli che non lo avrebbe lasciato.
Remus che a sentir casino si era svegliato li fece entrare in camera seguiti subito dopo da un assonnato Severus, anche lui svegliato da tutto il rumore.
Regulus prese un respiro profondo prima di dare la notizia ai fratelli che rimasero di sasso. Erano tutti e tre estremamente consapevoli che la morte dei loro genitori per loro poteva essere un bene, poteva voler dire libertà, niente più ricatti, niente più cintate dietro la schiena ad ogni sbaglio, niente più ceffoni ad ogni parola di troppo, niente più piatti volanti ad ogni litigata. Ma ancora una volta, erano pur sempre i loro genitori, ed in un certo qual modo si volevano bene.
Ricordavano con affetto quando da piccoli, molto piccoli, Orion tornava da un viaggio di lavoro con un nuovo vinile dei Queen da mettere nel giradischi per ascoltarlo tutti insieme. Non erano giocattoli, quelli non li avevano mai avuti, ma era il loro modo di essere una famiglia, i Queen, quella band che da sempre era stato l'unico collegamento con il loro genitori.
Quella notte la passarono insieme consapevoli che il giorno dopo sarebbe stato complicato.
Preparatevi ai prossimi capitoli
With love
Cassy <3
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Las Palabras de Amor | band!au
FanfictionRegulus è il figlio minore dei coniugi Black, due ricchi imprenditori il cui unico interesse sono i soldi e trovargli una moglie figlia di due, altrettanto ricchi, imprenditori con cui fare affari... peccato lui sia gay e di sposarsi con una donna p...