Pov di Kaya
Vengo trascinata in un angolo appartato del box per poi essere schiacciata contro il muro che a contatto con la mia pelle mi fa rabbrividire come al solito.
Mi prendo un attimo per regolarizzare il mio respiro impazzito, poi alzo lo sguardo.
Incontro due occhi blu oceano che mi fissano.
Sento il respiro di Jack solleticarmi la pelle del collo, le sue mani stringermi i polsi con forza e il suo corpo imponente sovrastare il mio.
"Che cosa vuoi?" scruto la sua espressione furente.
"Sai benissimo che cosa c'è Baker" ribatte con astio pronunciando con una nota disgustata il mio cognome.
Da quando lo conosco non ha mai osato pronunciare il mio cognome, per lui sono solo una spina nel fianco, una povera ragazzina che cerca di difendere il suo amato cuginetto e uno stupido gioco con cui ama divertirsi quando è annoiato.
Provo a sciogliermi dalla sua presa ferrea ma non riesco e lui aumenta la forza.
L'aria inizia a mancarmi e il mio respiro inizia a diventare affannoso.
Non ho difficoltà ad ammettere che quando mi trovo con lui mi sento impotente, e odio con tutta me stessa questo mio lato, perchè in quegli occhi rivedo ancora il ragazzino timido e gentile che era, lo stesso che quando mi ha visto la prima volta durante una normalissima giornata alla pista di Fiorano, sporca dalla testa ai piedi dopo aver aggiustato il motore di una macchina, non è scoppiato a ridere come facevano tutti, ma bensì mi ha guardato come se fossi una creatura mai vista prima.
Ora però le cose sono cambiate notevolmente, lui è la star irraggiungibile e io la povera sfigata costretta a vederlo tutti i giorni mentre passa le sue giornate con ogni tipo di ragazza esistente.
"Lasciami Jack!" mi dimeno inutilmente.
"È ora che tu capisca che con me non si scherza ragazzina, non ti permetto di parlarmi come hai fatto poco fa mi hai capito Fiocco di neve? " il soprannome che rimanda alla mia collana non fa che aumentare la mia frustrazione.
Che grandissimo ego.
Tiro uno strattone con i polsi con l'intento di liberarmi ma la situazione non cambia.
"Se non mi lasci entro tre secondi giuro che-"
"Cosa? Vai a chiamare la mammina?"
Sentendo quelle parole è come se una lama di ferro mi si fosse conficcata nel petto per mille volte consecutive senza esitazione.
Mi pietrifico, stringo le mani in due pugni ma mi sforzo di non far trapelare le mie emozioni.
"Lasciami stare" la mia voce sembra uscire spezzata, e tradisce con gran classe ogni mia intenzione di rimanere normale.
"Che c'è, ti dà fastidio che venga interpellata?" Le due fossette che gli appaiono ai lati della bocca mi danno sui nervi, ma prima di agire in modo sconsiderato e infantile trovo un altra soluzione.
Lui sa perfettamente di quanto mia madre sia stata e sia ancora la cosa più importante per me, è una cosa che in realtà sanno tutti, dopo l'incidente penso che si sia notato.
La prova di tutto ciò è che ogni volta che ne ha l'occasione Jack Allen mi punzecchia con battutine sul mio incidente, battutine che però fa senza sapere cosa c'è dietro alle mie reazioni che lo appagano così tanto da spingerlo a tormentarmi ogni singolo giorno.
Ma è meglio così.
Nessuno si meriterebbe di stare a sentire il racconto della mia vita.
Nemmeno quel grandissimo cretino che si comporta come un bambino.
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An Another Race
Romance[ IN PAUSA ] A diciotto anni Kaya Baker affronta il periodo più oscuro della sua vita, sua madre, la persona più preziosa della sua vita viene a mancare a causa di un incidente che le è costato la vita. I sensi di colpa e le forti emozioni incontrol...
