Capitolo 10

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Pov di Kaya

Camminare per il paddock non è mai stato così difficile in vita mia.

Ho la costante sensazione di essere osservata da qualcuno che venerdì abbia di sfuggita intravisto l'ambulanza con me dentro.

Prima di venire qui ha piovuto fortissimo e per fortuna fa abbastanza freddo da non farmi sentire strana se ho una felpa che tra poco mi arriva ai piedi.

Passo davanti al motorhome dove al momento si è rintanato Rick e mi dirigo verso il box dove purtroppo dovrò incontrare Jack.

Dopo ciò che stava per accadere ieri sera non ho più parlato con nessuno e sono entrata in camera mia senza nemmeno preoccuparmi di togliere il vestito.

Quando entro e lo vedo intento a osservare la monoposto da lontano mentre discute con alcuni meccanici sulla gara imminente e io mi vado a sedere silenziosamente accanto allo staff tecnico del team dove ad aspettarmi c'è Michael che per salutarmi mi spettina i capelli come faceva prima che io iniziassi qualsiasi gara in Formula 3.

Mentre aspetto che qualcuno tra Amy e Rick venga a salvarmi dalla presenza di Jack, inizio a torturare il bordo della felpa che per una volta non mi tiene caldo.

Nonostante io e Jack ci troviamo in due parti opposte del box e non ci degnamo nemmeno di uno sguardo, riesco a sentire l'enorme clima di imbarazzo che si respira tra noi due.

Quando Rick fa il suo ingresso dentro al box, corro da lui e lo abbraccio.

"Sei pronto?"

"Si,anche se la pioggia di poco fa ha reso il terreno scivoloso come una saponetta"

"Ce la farai" tento di rassicurarlo anche se in cuor mio so che ho più ansia io di lui.

Appena mio cugino si allontana per parlare con Michael di qualcosa che riguarda le strategie, Jack si avvicina a me e mi porge la fialetta di cicatrizzante.

"L'hai dimenticata ieri sera quando te ne sei andata"

Abbasso lo sguardo sulle sue mani e afferro la fiala con un movimento secco e veloce.

"Grazie" taglio corto.

Lui non dice niente, semplicemente si allontana da me e va verso la monoposto con il numero 5 parcheggiata poco più in là.

Quando è abbastanza distante mi lascio sfuggire un sospiro di sollievo che si affievolisce appena la seguace di Jack entra nel box come se fosse una modella famosa.

Scuoto la testa e faccio volare il mio sguardo da qualsiasi altra parte del box tranne che su di lei sperando di riuscire a tenermela lontana.

Quando però la vedo avvicinarsi a me chiudo gli occhi e sospiro lentamente.

Gesù ma perché tutte le disgrazie a me?

"Ehi tu, Jack vuole una bottiglia di acqua, vagliela a prendere" ordina.

Nemmeno le bambine dell' asilo si comportano in questo modo

La sua voce stridula mi fa saltare immediatamente i nervi al cervello e cerco reprimere l'istinto di prenderla per i capelli e scaraventarla per terra.

Sto zitta e non rispondo.

"Sei sorda? ho dett-" alza la voce ma la mia pazienza questa mattina ha un limite molto sottile quindi non mi ci vuole molto per risponderle a tono e rimetterla al suo posto.

Mi giro di scatto verso di lei e con voce fredda, pacata e tagliente esprimo la mia opinione molto gentile e assolutamente poco professionale.

"Ho sentito cosa hai detto e onestamente non me ne frega nulla, se il tuo fidanzato ha sete l'acqua se la può benissimo prendere da solo, da ciò che vedo mi pare che lui sia dotato di due braccia e due gambe quindi non dovrebbe avere problemi a prendersi la briga di soddisfare le sue necessità, oppure, se proprio vuoi fare il pacchetto completo e aggiudicarti il premio di lecchina dell'anno, puoi prendergliela tu, non trovi?"

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